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Lazio, non buttare tutto al vento!

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Aquila Olimpia Lazio Bayer Leverkusen
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Il calcio è sport di squadra. Si vince in 11, anzi si vince tutti insieme (titolari, riserve, staff tecnico), e si perde in altrettanti. Senza se, e senza ma! Se poi l’errore che ha messo in salita la partita lo fa il centrale più forte che hai in rosa, pazienza. Capita. Non dovrebbe capitare in determinate occasioni, ma capita…La delusione è enorme, comprensibile e giustificata. Ma ora parlare di difesa a tre, a quattro, di singoli o di reparto, di infortuni o di sfortuna, è tanto riduttivo quanto inutile. Abbiamo affrontato una squadra forte, tosta e soprattutto abituata ad affrontare determinate gare. Esperienza che Lazio, purtroppo non ha. In certe occasioni, più che in altre, questa conta tremendamente. Ieri la partita era confusionaria e poco affascinante, ma fino al 40′ la Lazio controllava discretamente bene. È bastato un errore, un clamoroso infortunio, per far crollare qualsiasi tipo di certezza o sicurezza. Le gambe tremavano, il pallone scottava e la partita è scivolata via senza neanche accorgersene. Buttare via un campionato o quasi, come quello dello scorso anno, è davvero un peccato. Non bisogna però rischiare di buttare via molto di più. Quel processo di crescita cominciato 12 mesi fa non può finire per una partita storta. Da essa va presa coscienza di determinanti errori. Errori dei giocatori, dell’allenatore e della società. Da oggi si deve ripartire, non si deve ricominciare. La delusione aiuta a fortificare e le sconfitte aiutano a crescere, bene, per quanto impossibile da pensare per noi tifosi, tutti quanti nella Lazio devono imparare tanto da ieri sera. Deve servire da lezione a tutti. Perché vanificare un terzo posto fa male, ma vanificare un anno intero non si può. Forza Lazio, reagisci ancora una volta, perché per fortuna, si torna in campo tra sole 72 ore.
Stefano Gaudino

 


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LA NOSTRA STORIA Tanti auguri all’ex tecnico biancoceleste Delio Rossi

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Delio Rossi ex allenatore della Lazio

Il 26 gennaio 1960 nasce a Rimini l’ex allenatore della Lazio Delio Rossi. Inizia la sua carriera di giocatore come centrocampista nel Forlimpopoli dove gioca due stagioni dal 1978 al 1980. Poi passa al Cattolica e nel 1981 al Foggia dove gioca fino al 1987. Passa quindi alla Vis Pesaro nel 1987-1988 per poi concludere la carriera da calciatore alla Fidelis Andria.

Delio Rossi inizia nel 1990, appena trentenne, nel Campionato Promozione allenando il Torremaggiore. Passa poi alle giovanili del Foggia. Nel 1993 va ad allenare la Salernitana nel girone B della Serie C1, dove conquista l’accesso ai play off. Al primo anno da allenatore ottiene la promozione in Serie B. Dopo un campionato nella serie cadetta (vince il premio Guerin d’Oro) passa ad allenare il Foggia. La stagione seguente va al Pescara. Nel 1997 torna a Salerno e conquista la promozione in Serie A. Dopo un anno torna in Serie B il Genoa. L’anno successivo è di nuovo a Pescara. Nel 2002 passa al Lecce ma non riesce a centrare la salvezza. La stagione successiva conquista un’altra promozione in A. Dopo aver raggiunto la salvezza lascia i pugliesi. Nel 2004/05 viene chiamato dall’Atalanta ma non riesce ad evitare la retrocessione.

L’ARRIVO ALLA LAZIO

Nel 2005 il presidente Claudio Lotito lo porta alla Lazio. Il primo anno conquista un posto in Coppa UEFA ma, a causa di Calciopoli (30 punti di penalizzazione), la squadra non può partecipare alla competizione. Nella seconda stagione nonostante la penalizzazione iniziale di 11 punti (poi ridotta a 3) arriva al terzo posto conquistando i preliminari di Champions League. Il 13 maggio 2009 conquista la Coppa Italia nella finale contro la Sampdoria. L’8 giugno 2009 annuncia che, per contrasti con Lotito, non rinnoverà il contratto.

IL RAPPORTO CON I TIFOSI

Delio Rossi è senza dubbio uno degli allenatori che ha mostrato grande amore per la Lazio e i suoi tifosi. Per il popolo laziale Delio è racchiuso tutto in quel tuffo nel Fontanone del Gianicolo dopo la vittoria nel derby e in quel giro di campo, da solo coperto di sciarpe biancocelesti, al termine della Coppa Italia vinta nel 2009 contro la Samp. Il tecnico ha lasciato la società biancoceleste triste e deluso ma a sancire il suo rapporto d’amore con i sostenitori laziali è arrivata dopo qualche anno la serata “Di padre in figlio”, dove il tecnico fu accolto tra il clamore e gli osanna dei tifosi festanti per l’occasione.

DOPO L’ADDIO ALLA LAZIO

Dopo l’addio al club capitolino nel novembre 2009 guida il Palermo al posto dell’esonerato Walter Zenga. Con i rosanero arriva al quinto posto sfiorando la qualificazione in Champions League. La stagione successiva viene confermato ma trovandosi in disaccordo con il presidente Maurizio Zamparini, dopo uno 0-7 in casa con l’Udinese, viene allontanato dalla panchina. Il 3 aprile viene richiamato sulla panchina dei rosanero e porta la squadra in finale di Coppa Italia, vinta poi dall’Inter per 3-1 a Roma. A fine stagione lascia i rosanero e a novembre 2011 si accorda con la Fiorentina.

L’ADDIO AI VIOLA

Con la squadra toscana resta fino al 2 maggio 2012 quando, durante l’incontro con il Novara sostituisce Ljajic che stizzito applaude la scelta del tecnico. A questo punto Rossi indispettito anche per alcuni insulti ricevuti dallo stesso calciatore gli si scaglia contro colpendolo scatenando una rissa in panchina. A fine gara la dirigenza esonera l’allenatore sostituendolo con Guerini. Il 17 dicembre 2012 viene chiamato alla guida della Sampdoria. A Genova rimane quasi un anno, viene esonerato con i blucerchiati penultimi in classifica. Il 4 maggio 2015 viene chiamato a guidare il Bologna in B con un contratto di 60 giorni rinnovabile la stagione seguente in caso di promozione in A. Cosa che viene centrata dopo i play off. A fine ottobre 2015 viene esonerato. Ad agosto 2017 viene nominato allenatore del Levski Sofia, formazione bulgara di massima serie. Il 18 luglio 2018 viene esonerato. A otto anni dal primo addio torna ad allenare il Palermo. Il 24 aprile 2019 infatti è nominato tecnico dei rosanero in Serie B. Il 5 giugno interrompe il suo rapporto con il club siciliano.

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