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Lettera di un tifoso deluso, ma innamorato…

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Coreografia curva Nord Juventus Lazio Supercoppa italiana 2015


Cara ,
stanotte non mi hai fatto prendere sonno. Neanche la scorsa notte a dire il vero io ho dormito granchè, ma per motivi diversi. Carica, adrenalina e tensione erano sicuramente compagne più liete rispetto a delusione e amarezza. Ieri dovevo studiare, eppure non riuscivo a non pensare alla partita…. “Voglio andare a vincere in Europa, e cantare la mia canzon che fa….” erano le cose che ripetevo invece di normative, grafici e definizioni economiche…Rimpianti? Nessuno, mai. In Europa, quella dei grandi, volevo andarci davvero. Sulla cartina geografica stavo già segnando tutti i miei amici in Erasmus, immaginando grandi gite in macchina e notti da sogno in stadi fantastici…Invece no, non ancora almeno. Stamattina, se possibile, ho studiato ancor meno. Non faccio altro che pensare a quel pallone che da Onazi, va sul ginocchio di Mauricio servendo un assist perfetto per Chalanoglu e poi…gonfia la rete. Mi è impossibile non soffermarmi a pensare a quell’occasione di Keita fermata con un braccio. E mentre provo a memorizzare articoli dal codice civile, in mente mi risuona quella canzone “Voglio andare a vincere in Europa….”. E’ inevitabile. Sono arrabbiato, deluso e dispiaciuto. Commenti tecnico-tattici non ho la presunzione di poterne fare, nè ho la voglia di farne. Ormai è andata. Mamma entra in camera e mi dice “Studia dai! Pazienza è andata così”. Chi è tifoso come me una cosa non può sopportare in determinate occasioni, la parola “Pazienza”. Nella mia ignoranza di meccanismi societari però, credo una cosa: la parola pazienza, non deve essere contemplata da una società di calcio. Pazienza può voler dire “Abbiamo fatto il possibile, non è bastato, ci riproverò” e allora ok. Ma se nella sua accezione negativa e pessimistica vuol significare “Vabbè ormai è andata, non fa niente” allora NO. Ogni squadra deve analizzare gli errori, perchè tutti ne commettono. Sbagliano Real Madrid, Bayern Monaco e Barca, figuriamoci se non sbaglia la Lazio. Da domani pian piano la delusione si attenuerà, e la mia concentrazione sui libri aumenterà facendo la felicità di mamma (ed in fondo anche il mio bene). Ma una società sportiva deve tenere conto più di una serata storta come quella di ieri, che di una positiva, perchè è così che si cresce. Lasciate la delusione e l’amarezza a noi tifosi…Di delusione ne ho tanta, ma bisogna anche essere riconoscenti verso un gruppo di ragazzi che dal nulla, senza che nessuno se lo aspettava, ci hanno portato a 90′ dall’Europa che conta. Non ci siamo entrati, e sfiorarla per così poco fa male, malissimo. Ma in fondo, quando la delusione svanirà, la tristezza finirà, e quando rivedrò in campo quelle maglie biancocelesti sarò di nuovo la persona più felice al mondo. E pazienza se dovrò ridisegnare la mia cartina geografica con amici sparsi per l’Europa. Fuori Madrid, Monaco e Parigi, dentro Bilbao, Lisbona e Liverpool….fa male, ma in fondo poteva andare peggio. Perchè tu, cara Lazio, sei come una bella ragazza, che sai che ti farà male, ma lontana dalla quale non vuoi, e non puoi, stare!

A presto Lazio

Un tifoso innamorato

 

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LA NOSTRA STORIA Tanti auguri a Cristian Daniel Ledesma

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Compie oggi gli anni Cristian Daniel Ledesma. L’ultimo capitano che ha saputo con il suo comportamento, la sua serietà e il suo grande affetto verso i colori biancocelesti, rendersi “immortale” nella storia della Lazio.

GLI INIZI

Nato a Buenos Aires il 24 settembre 1982 Ledesma cresce nelle giovanili del Boca Juniors. Nel 2001 grazie al direttore sportivo del Lecce, Pantaleo Corvino, arriva in Italia. Con le sue prestazioni si segnala come uno dei migliori protagonisti della formazione pugliese. Nel 2006, a seguito della retrocessione in serie B dei giallorossi pugliesi è acquistato dalla . I primi tempi nella Capitale si rivelano difficoltosi ma pian piano le sue prestazioni cominciano a lievitare e Cristian diventa uno dei pilastri della formazione biancoceleste.

LEDESMA: DAL PRIMO DERBY AI PROBLEMI CONTRATTUALI

Nel primo derby giocato nel dicembre del 2006 Ledesma realizza un gol incredibile: un tiro scagliato da circa 30 metri si va ad insaccare all’incrocio dei pali della porta giallorossa, ed entra così definitivamente nei cuori dei suoi sostenitori. I biancocelesti al termine del campionato conquistano la ed il presidente biancoceleste, Claudio Lotito, rifiuta tutte le proposte che arrivano per il calciatore.

DA PROTAGONISTA A FUORI ROSA

Nella stagione successiva, malgrado le difficoltà della squadra guidata da Delio Rossi, le sue prestazioni sono sempre oltre la sufficienza. Nonostante i suoi successi personali, nella stagione successiva, a causa di problemi contrattuali, viene messo fuori rosa ed il giocatore chiede la rescissione del contratto ma il ricorso presentato dal calciatore non viene ammesso dal collegio arbitrale.

DA DELIO ROSSI A REJA

Cristian chiede allora di essere ceduto ma il presidente Lotito non cede e lo trattiene a Roma. Nel frattempo la compagine biancoceleste era passata da Rossi agli ordini di Ballardini, ma è solo dopo l’esonero del nuovo allenatore e la sua sostituzione con Edy Reja che viene reintegrato in squadra. Il tecnico friuliano punta molto sul giocatore argentino e lo schiera subito nella formazione titolare. Dopo il lungo periodo di inattività Cristian torna alla ribalta risultando decisivo per la salvezza della squadra romana.

DALLA RICONCILIAZIONE AL DIVORZIO

Nel calciomercato del 2010 sembra di nuovo in procinto di fare le valigie verso altri lidi ma dopo aver più volte sfiorato la rottura con la dirigenza biancoceleste, a sorpresa, firma un nuovo contratto di 5 anni mettendo fine al contenzioso. Alla scadenza del nuovo contratto la Lazio annuncia che tra le parti si è deciso di non proporgli nessun rinnovo e tramite il proprio sito ufficiale, con un messaggio denso di commozione, saluta e ringrazia il calciatore per il suo attaccamento ai colori biancocelesti. Dopo 8 stagioni, in cui il giocatore ha collezionato 259 presenze e 12 reti in campionato, Ledesma saluta la sua vecchia società. Durante la sua carriera romana vince 2 Coppe Italia, la prima nella stagione 2008/09 e la seconda nel 2012/13, e la Supercoppa Italiana nel 2009/10.

LE ALTRE ESPERIENZE

Nel 2015 si trasferisce al Santos per passare poi all’inizio di questa stagione al Panathinaikos. A dicembre del 2016 rescinde il contratto con la squadra greca e a gennaio firma per la Ternana. La stagione successiva però si trova nuovamente svincolato e a luglio del 2017 comincia a frequentare il corso da allenatore a Coverciano per calciatori svincolati. Il 22 agosto firma un contratto annuale con il club svizzero del Lugano. Tornato in Italia viene ingaggiato dal Pro Piacenza, formazione emiliana di Serie C. In seguito alle difficoltà finanziarie della società piacentina si svincola insieme ad altri giocatori. Rimasto senza contratto dopo l’esperienza alla Pro Piacenza il 6 settembre 2019 decide di ritirarsi ed accettare la proposta di allenare la LUISS, squadra della nota università romana militante in Promozione. Durante quest’esperienza ritrova come calciatore Guglielmo Stendardo, suo compagno ai tempi della Lazio.

TANTI AUGURI CAPITANO !!!

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