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Un gruppo di amici pronti a lottare per un finale…da film!

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Al mio segnale scatenate l’inferno” grida Massimo Decimo Meridio nel film “Il gladiatore“, ai suoi uomini nel momento più difficile e delicato della battaglia! Riuniti li, all’interno del Colosseo, circondato da nemici e animali feroci, erano tanti individui, ma un unico battaglione. Pronti a sacrificarsi l’un l’altro per raggiungere la vittoria, desiderosi di aiutare il proprio compagno per dividere con lui gioia e meriti. La Lazio stasera sarà in questa situazione, o quasi. In mezzo ad un rettangolo verde circondato per la stragrande maggioranza da tifosi tedeschi pronti ad urlare e far diventare la BayArena un catino inespugnabile. Questa Lazio però, ha già dimostrato di sapersi unire nelle difficoltà, con compattezza e umiltà, forza e sagacia tattica. Come scordare le ultime due prestazioni al San Paolo? In Coppa Italia prima, ed in campionato poi, la Lazio appariva con le spalle al muro, pronta ad essere sbranata come Massimo ed i suoi uomini. Ed invece, proprio come nel film, i giocatori si sono compattati diventando ben più potenti di 60.000 tifosi inferociti. La fine la sappiamo bene, quelle maglie “bagnate di sangue e di sudore” strette a centrocampo, al centro della scena, che cantano il nostro inno. Da brividi… Questa sera ci aspetta una battaglia forse ancor più tosta. Il Bayer è squadra forte e abituata a certi appuntamenti, ma di questa squadra ci si può fidare. La rosa laziale più che un gruppo di calciatori, è composta da un gruppo di amici che si divertono, scherzano e sono pronti a sacrificarsi l’un per l’altro proprio come gli uomini di Massimo Decimo Meridio. Una palla persa dal compagno porta i ragazzi di Pioli a correre il triplo per rimediare all’errore altrui. Ci piace pensare che il discorso nello spogliatoio sia poco tattico, e più motivazionale. Qualcosa del tipo “Siamo all’inferno adesso signori miei. E possiamo rimanerci, farci prendere a schiaffi. Oppure aprirci la strada come squadra, verso la luce. Possiamo scalare le pareti dell’inferno un centimetro alla volta. I centimetri che ci servono sono ovunque, intorno a noi. In questa squadra si combatte per un centimetro. Massacriamo noi stessi e tutti quelli intorno a noi per un centimetro. Perché sappiamo che quando li sommeremo tutti, il totale farà la differenza tra vittoria e sconfitta. Dovete guardare il compagno che avete accanto, negli occhi. Io scommetto che quel compagno sarà determinato a guadagnare terreno con voi. Vedrete un uomo che si sacrificherà volentieri per questa squadra” tanto per prendere in prestito un altro pezzo di storia della cinematografia. Ed è questo che ci ha fatto follemente innamorare di un gruppo splendido. Questa Champions la meritiamo noi, che abbiamo gioito e sofferto con loro. Ma chi la merita più di tutti sono i giocatori e lo staff tecnico. Chiudiamo gli occhi e sogniamo allora, perché con questi ragazzi si può!

 

Stefano Gaudino

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LA NOSTRA STORIA Gabriel ‘Gaby’ Mudingayi

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Gaby Mudingayi ex centrocampista di Lazio e Inter


Il 1º ottobre 1981 nasce a Kinshasa Gabriel ‘Gaby’ Mudingayi. Centrocampista belga, di origine congolese, attualmente svincolato. Predilige giocare a protezione della linea difensiva.

Mudingayi inizia la sua carriera con l’Union Saint-Gilloise. Nel 2000 si trasferisce al Gent. Arriva al Torino in Serie B nel gennaio 2004. Raggiunge la promozione in A con i granata ma, in seguito al fallimento dei piemontesi, approda alla Lazio durante il mercato estivo del 2005. In biancoceleste è inizialmente chiuso da Dabo, Liverani e Firmani, anche se via via guadagna più continuità, fino al grave infortunio. Ripresosi, si rivela essere ancora un giocatore determinante nella squadra di Delio Rossi. A luglio del 2008 lascia la Lazio e passa al Bologna per 6 milioni di euro, firmando un quadriennale da 500.000 euro l’anno. Nel luglio del 2012 passa all’Inter con la formula del prestito oneroso di 750.000 euro con diritto di riscatto fissato a 750.000 euro, firmando un contratto biennale fino al 30 giugno 2014 da 1,1 milioni a stagione.

Nella stagione 2013-2014 l’Inter esercita il diritto di riscatto dal Bologna. A fine stagione però resta svincolato. A ottobre viene ingaggiato con un contratto annuale dall’Elche. L’accordo però salta perché la LFP blocca il mercato degli spagnoli. A febbraio 2015 l’Elche comunica la risoluzione del contratto a causa dei gravi problemi economici che affliggono il club. Sempre a febbraio torna in Italia per giocare quattro mesi al Cesena. Dopo essere rimasto svincolato più di un anno, ed essersi allenato per oltre un mese con il Pisa, a ottobre 2016 firma con la squadra toscana. A gennaio 2017, dopo sole due partite, rescinde il contratto con i toscani. Capitolo Nazionale: disputa quattro partite valide per le qualificazioni agli Europei U-21 2004. Esordisce in Nazionale maggiore nel 2003.

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