ANGOLO TATTICO – Come cambierebbe la Lazio con le due punte

L’arrivo in biancoceleste di Alessandro Matri, ha permesso alla Lazio di colmare la lacuna in attacco. Infatti, visti gli infortuni di Klose e Djordjevic, Pioli era rimasto solamente con Keita, che vera punta non è. L’arrivo dell’ex rossonero nell’ultimo giorno di mercato, permetterà a Pioli di avere più varianti e più scelte nel reparto offensivo. In questi ultimi allenamenti, inoltre, il tecnico biancoceleste ha gettato subito nella mischia Matri alternandolo come unico terminale offensivo nel consueto 4-3-3, ma anche come ariete nel 4-3-1-2 in coppia con Keita.

L’idea: nella testa di Pioli, dopo la sconfitta di Verona, è al vaglio un’ipotesi del tutto nuova. L’utilizzo di due punte con il supporto di un trequartista. Come detto, la presenza di Matri permette questa opzione. La sua prestanza fisica potrà esser bene sfruttata dagli inserimenti di una seconda punta veloce e dal trequartista. In allenamento Matri – Keita sono stati provati nell’amichevole di giovedi contro il Trastevere. Buoni movimenti belle giocate e gol per entrambi. Ma la novità sta in colui che agirà dietro le punte, che avrà il compito di innescarle verso la porta avversaria con assist vincenti. In tal caso sono stati provati sia Mauri, che ha giocato spesso in quel ruolo ed è perfetto per sfruttare le sponde di Matri, che Ravel Morrison. L’inglese è un trequartista puro, classico, dotato di piedi raffinati che gli permettono di sfornare assist al bacio, anche per la velocità della seconda punta (in questo caso Keita).

Candreva e Felipe Anderson: il dubbio sul reale successo ed applicabilità del 4-3-1-2, sta nel posizionare i due pilastri della Lazio che con il 4-3-3 hanno fatto la differenza. Stiamo parlando di Candreva e Felipe Anderson. “Romoletto” ha la fascia nel suo DNA e quando è in giornata diventa devastante. Ma è pur vero che nasce centrocampista. Ed ha anche ricoperto, in alcuni match, tale ruolo nel centrocampo a 3 nella nuova Nazionale di Conte. Ai lati avrebbe comunque un regista (Biglia) e un incontrista (Parolo) pronti a coprire le sue volate offensive. Anderson invece potrebbe finalmente giocare nel ruolo in cui è cresciuto. Dietro le punte da brasiliano puro. La sua imprevedibilità e le sue giocate potrebbero mandare a nozze le due punte.

Dubbi: i problemi per Pioli però sono nel non avere una rosa costruita per tale modulo. Infatti con le due punte rimarrebbero fuori il neo acquisto Kishna, ala pura, e di nuovo Morrison chiuso da Felipe Anderson e forse anche da Mauri. Poi Milinkovic Savic, l’acquisto più costoso della sessione estiva di mercato, che avrebbe davanti a se un pilastro come Parolo.

Pro: a favore invece è la possibilità di avere un’opzione tattica in più da sfoderare magari in Europa League. Ciò permetterebbe di avere grande abbondanza a centrocampo e sulla trequarti, i veri punti di forza della Lazio attuale.

Pioli avrà ancora un’altra settimana di tempo per risolvere i suoi dubbi e scegliere il modulo più consono alle prossime sfide della compagine biancoceleste

Marco Corsini