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ECCO LE PAGELLE DI LAZIO-GENOA

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Di Davide Sperati

Marchetti 6,5 – Bravo ad opporsi alla conclusione di Rincon al 20′ e alla punizione di Tachtsidis sullo scadere del primo tempo. Praticamente inoperoso durante il secondo tempo.

Basta 6,5 – Dopo la serataccia di Napoli, il serbo torna a giocare sui livelli che tutti noi conosciamo. Laxalt non è Insigne ed è tutto è più semplice.

Mauricio 6 –  L’impegno non manca mai. Al 43′ ricorre al cartellino per fermare Perotti lanciato a rete. Giocatore generoso.

Gentiletti 6,5 – Stavolta tocca all’argentino  affiancare Mauricio. In momenti come questi, la sua esperienza è molto utile per aiutare la retroguardia biancoceleste.

Lulic 6,5 – Oggi capitano, è suo l’assist perfetto per la rete dell’uno a zero.  Meno nervoso rispetto alle ultime gare. E’ autore di una buona prova.

Cataldi 6 – Di nuovo titolare, si fa ammonire per un fallo tattico ai danni di Rincon. Meglio di Onazi dal punto di vista tecnico. Dopo un avvio un po’ in sordina, cresce alla distanza.

Parolo 6 – Ancora una gara da “convalescente” per lo stakanovista del centrocampo laziale. Spesso il suo gioco non è brillante e appariscente ma è fondamentale per tenere uniti i reparti.

Felipe Anderson 7,5 – Il migliore. Cambia la partita perché prima fa espellere Cissokho e poi realizza un gol da cineteca. Durante il primo tempo la Lazio cerca di sfruttare la sua velocità ma il brasiliano, seppur dinamico, non è mai incisivo. Nella ripresa però, dinanzi a gol di questo tipo, bisogna togliersi il cappello e celebrare un ragazzo dalle enormi potenzialità tecniche. Dal 82′ Mauri s.v.

Milinkovic-Savic 7 – Confermato tra gli undici iniziali, anche oggi dimostra tutto il suo talento. Sfiora il gol al 33′ con una torsione di testa che Lamanna devia in corner. Tanta classe e personalità per il giocatore più forte dell’ultimo mondiale under 20. Dal 82′ Morrison s.v.

Kishna 6 – Dopo la gara contro il Bologna, ecco di nuovo un’altra opportunità per l’olandese che dimostra di essere uno dei più volenterosi nel cercare la via del gol. Al 18′ conclude in malo modo una palla che poteva essere giocata con maggior fredezza. Rimane in campo per tutto il match, facendo bene tutte e due le fasi.

Djordjevic 7 – Al posto dell’infortunato Matri – fuori per un affaticamento muscolare – torna al gol dopo la rete segnata alla Roma nella stagione scorsa.  Attaccante possente si fa sempre rispettare grazie alla sua fisicità. Dal 78′ Keita s.v.

All. Pioli 7 – Rispetto alla gara persa contro il Napoli ci sono ben 6 nuovi innesti pronti a dare la scossa alla compagine capitolina. Un primo tempo buono contro un avversario ostico come il Genoa del rivale Gasperini. Nella ripresa anche grazie all’espulsione di Cissokho, la sua formazione gioca un buon calcio, senza mai andare in affanno, meritando quindi la vittoria.

GENOA
Lamanna 6 – Non può nulla sul colpo di testa di Djordjevic, mentre è molto abile nel deviare in corner il colpo di testa di Milinkovic-Savic.

De Maio 6,5 – Bene nella prima frazione. Nella ripresa non perde la bussola, salvando più volte sulle palle alte e con delle chiusure provvidenziali.

Burdisso 6 – Il capitano della compagine ligure gioca una gara ordinata e senza disattenzioni.

Marchese 5,5 – Al posto dello squalificato Izzo, ha la sola colpa di non salire sul gol che porta in vantaggio i padroni di casa.

Cissokho 4,5 – Il peggiore.  Più che a centrocampo agisce sulla linea dei difensori. Nel primo temo concede a Lulic lo spiovente che porta in rete Djordjevic e nella ripresa, dopo un grande intervento in scivolata – sempre sulla punta laziale – commette un fallo (ingenuo) su Felipe Anderson che gli costa la doccia anticipata.

Rincon 6,5 – Il migliore. Ha due buone opportunità durante la prima frazione di gioco. La prima si stampa clamorosamente sul palo alla destra di Marchetti, mentre la seconda viene respinta dal portiere della formazione avversaria.

Tachtsidis 5,5 – Il play greco si piazza davanti alla difesa e nonostante non giochi male, viene sostituito. Dal 46′ Dzemaili 6 – Gasperini prova lo svizzero per dare maggior ritmo nella zona centrale. Purtroppo però l’espulsione di Cissokho sconvolge tutti i piani e quindi anche la sua prestazione ne risente.

Laxalt 5,5 – Posizionato davanti a Marchese, si trova spesso a duellare contro Felipe Anderson. Cala nei secondi quarantacinque minuti.

Ntcham 6 – Preferito a Capel, il giocatore classe ’96 si rende pericoloso alla mezz’ora con un rasoterra che termina di poco a lato. Dal 46′ Capel 5 – Il giocatore spagnolo è un mancino tutto pepe che però non combina un granchè.

Pandev 5,5 – L’ex lazio viene schierato come prima punta nel tridente offensivo, dedicandosi principalmente a fare la sponda per i compagni e far salire la squadra. Nel finale viene espulso per una gomitata che poteva risparmiarsi.

Perotti 5,5 – Il numero 10 rossoblu agisce sul versante sinistro senza però mai essere decisivo per le giocate del Grifone. Dal 59′ Figueiras 6 – Difensore in prestito dal Siviglia, entra per ottemperare all’espulsione di Cissokho.

All. Gasperini 6 – Alle prese con diverse emergenze, il tecnico piemontese schiera il solito 3-4-3. Uno schema di gioco molto cameleontico in base alla fase di gioco proposta. Un primo tempo ordinato, che solo per un movimento errato della difesa, non si conclude con il risultato di parità. Nella ripresa, l’espulsione per secondo giallo di Cissokho, complica non poco i piani del tecnico che è costretto a rimuovere Perotti inserendo un difensore come Figueiras. Squadra troppo fallosa anche se non è dispiaciuta l’organizzazione di gioco.

Arbitro: Rizzoli 6 – Partita maschia ma non scorretta. Nel Primo tempo non c’è nulla da evidenziare se non tre cartellini gialli. Nella ripresa giusto ammonire per la seconda volta Cissokho, mentre era da “arancione” la gomitata di Pandev ai danni di Mauricio.

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Immobile, l’entusiasmo del bomber biancoleste: “E’ il momento più alto della mia carriera”

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Ciro Immobile saluta i tifosi della Curva Nord


Speranze e progetti del capocannoniere biancoleste in vista dell’inizio della nuova stagione calcistica

L’attaccante della Lazio ha espresso tutta la sua soddisfazione per il Campionato appena trascorso e ha parlato dei progetti per quello che sta per iniziare.
Sulla vittoria della Scarpa d’oro, che lo ha incoronato capocannoniere nella scorsa stagione, ha dichiarato: “La Scarpa d’Oro era un mio traguardo, un sogno, ci sono andato molto vicino 2 anni fa e per via di un infortunio persi quel treno. Quest’anno il Covid ha provato a fermarmi, ma sapevo che i miei compagni mi avrebbero aiutato in ogni modo. È la soddisfazione più grande della mia carriera, ma a livello di gruppo ne ho avute diverse. Abbiamo vinto tanto con la Lazio e giocato bene anche con la Nazionale, è il momento più alto della mia carriera.”

L’orgoglio di vestire la maglia della Nazionale e quella biancoceleste

Il bomber ha poi espresso la sua soddisfazione nell’indossare la divisa degli Azzurri: “La maglia della Nazionale è il sogno di tutti, ma una fortuna per pochi. Quando indossi quella casacca devi goderti al massimo tutte le emozioni che ti regala. È una gratificazione enorme, indossare i colori della propria nazione è un motivo di grande orgoglio.” Immobile sembra non vedere l’ora anche di indossare nuovamente la maglia biancoceleste: “Siamo una squadra con un giusto mix tra senior e giovani, abbiamo fatto un percorso eccezionale finora e su di noi ci sono tante aspettative. Questo ci dà uno slancio in più per giocare l’Europeo. Con la Lazio quest’anno giocheremo la Champions e vogliamo tornare a far divertire i nostri tifosi come accadeva prima del lockdown. Queste le sue dichiarazioni alle frequenze di Radio Esercito.

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