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Governato a “I Laziali Sono Qua”: “Pioli valore aggiunto della Lazio”

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Calciatore della Lazio negli anni sessanta e direttore sportivo negli anni d’oro della presidenza di Sergio Cragnotti, Nello Governato è da sempre legato alle vicende del mondo biancoceleste, e festeggia oggi il suo compleanno. Ed è intervenuto ai microfoni di “I Laziali Sono Qua“, l’appuntamento quotidiano sugli 88.100 di Elle Radio condotto da Danilo Galdino e Vincenzo Oliva, per commentare la vittoria sull’Udinese che ha finalmente fatto tornare il sole dalle parti di Formello.

Il commento di Governato sulla partita è sicuramente positivo: “La Lazio mi è piaciuta perché era una partita difficile contro un avversario forte, e soprattutto giocata su un terreno quasi impraticabile a causa della pioggia. E’ sin troppo facile indicare Matri come protagonista grazie alla doppietta da vero centravanti, ma anche Hoedt ha dimostrato di poter avere un posto in questa Lazio. Secondo me il valore aggiunto della Lazio è Pioli; un ottimo allenatore che saprà confermare la Lazio tra le prime cinque della classifica.

Proprio intervenendo a “I Laziali Sono Qua“, Governato era stato uno dei primi a prevedere il grande campionato della Lazio nella passata stagione. Il suo parere favorevole può essere dunque di buon auspicio: “Forse Pioli questa estate ha anche peccato leggermente di presunzione, ma l’assenza di un centravanti di ruolo a Leverkusen e Verona si è fatta sentire tantissimo. Ho grande fiducia nel tecnico della Lazio, una persona seria e dedita al cento per cento al lavoro. La Lazio ha bisogno di veder maturare i suoi giovani, ma anche di veder tornare in forma i suoi elementi più importanti. Penso alla necessità del recupero di Biglia, ma anche a Parolo e Lulic che devono ritrovare la piena brillantezza. In molte si sono rinforzate in serie A, ma un quarto-quinto posto è sicuramente alla portata dei biancocelesti anche in questa stagione.

Giovedì ci sarà il debutto in Europa League: “La Lazio ha una rosa adeguata per affrontare questa competizione,” spiega Governato, “ma sicuramente l’impegno sarà duro, a partire dalla sfida col Dnipro che l’anno scorso è arrivato in finale. Gli infortuni sono un’altra grande incognita: ieri si è visto col recupero di Marchetti quanto sia importante poter contare sui titolari. Io punterei sempre più sul campionato, ma se torneranno tutti gli effettivi si potrà avere fiducia anche in Europa.

Da ex centrocampista, il debole di Governato per la Lazio è per Biglia. “Credo che l’argentino sia un vero campione. Anche Parolo è un elemento fondamentale, mentre attendo il recupero della forma migliore da parte di Lulic, che dopo il gol del 26 maggio ha un posto speciale nel mio cuore e in quello di tutti i tifosi laziali. Anche Onazi non mi dispiace per niente, essendo un giocatore di grande temperamento, e proprio grazie all’Europa League sia lui che gli altri elementi che solitamente giocano meno potrebbero trovare più spazio.

Infine, un giudizio sul lavoro di Igli Tare come direttore sportivo: “Credo che lavorare al fianco di Lotito non sia semplice: Tare ha una grande conoscenza del calcio internazionale, ed ha avuto intuizioni formidabili, come quella di puntare a suo tempo su Klose. Quest’anno sono arrivati giovani che avranno bisogno di tempo per dimostrare il loro reale valore.


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Olimpiadi 2021: Italia salva, andrà a Tokio

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Firmato il decreto del consiglio dei Ministri sull’autonomia del Coni. L’Italia andrà alle Olimpiadi di Tokyo con il Tricolore e l’inno

L’ultimo Consiglio dei ministri del governo Conte bis ha salvato l’Italia da un’amara pagina di sport: è stato infatti approvato un decreto legge sull’autonomia del Coni. Evitata, di conseguenza, la sanzione da parte del CIO. Andando per ordine: in seguito alla riforma del primo Governo Conte, il Coni ha perso la propria autonomia a causa dell’ingresso nell’organo governativo Sport e Salute. La successiva riforma, concepita proprio per cancellare la precedente, non è bastata a evitare il rischio sanzione. Infatti il Comitato esige che a partecipare ai Giochi olimpici siano soltanto le nazioni che godono di autonomia sportiva. Nella fattispecie, l’Italia avrebbe violato l’articolo 27 della Carta Olimpica, secondo cui “i Comitati olimpici nazionali devono preservare la propria autonomia e resistere a pressioni di qualsiasi tipo, incluse quelle politiche, giuridiche, religiose o economiche”.

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