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PROBABILI FORMAZIONI – Verona senza Pazzini, Lazio con Biglia

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AGGIORNAMENTO 20:00 –
QUI VERONA
: Mandorlini recupera Halfredsson (anche se si accomoderà in panchina) ma in attacco perde anche Siligardi. Confermato il trauma distorsivo alla caviglia sinistra per Pazzini, che si era fatto male nella sfida contro l’Inter a San Siro. Toni tornerà in campo tra almeno due mesi.
È probabile che il tecnico proponga un 3-5-2 con Gomez e Jankovic in attacco e una difesa composta da Bianchetti, Moras e Helander.

QUI LAZIO
: le buone notizie arrivano da , che torna tra i convocati. “Credo possa giocare dall’inizio“, ha detto Pioli in conferenza stampa.  Il tecnico emiliano pretende un salto di qualità dalla sua formazione e il rientro del centrocampista argentino potrebbe dare un qualcosa in più ai laziali. In attacco Pioli si affida a Djordjevic, sostenuto alle spalle dal terzetto composto da Lulic, Milinkovic-Savic e Felipe Anderson, mentre la linea media sarà composta probabilmente da Biglia e Parolo. Out Matri, Candreva, De Vrij, Klose e Konko.
Di seguito le :

Verona (3-5-2): Rafael; Bianchetti, Moras, Helander; Pisano, Sala, Viviani, Greco, Souprayen; Jankovic, Gomez.
A disp.: Coppola, Gollini, Hallfredsson, Checchin, Winck, Matuzalem, Gugliemelli, Wszolek, Zaccagni. All.: Mandorlini
Squalificato: –
Indisponibili: Fares, Toni, Marquez, Romulo, Ionita, Pazzini, Siligardi

Lazio (4-2-3-1): Marchetti; Basta, Mauricio, Gentiletti, Radu; Parolo, Biglia; Felipe Anderson, Milinkovic-Savic, Lulic; Djordjevic.
A disp. Berisha, Guerrieri, Hoedt, Patric, Braafheid, Morrison, Cataldi, Onazi, Mauri, Keita, Kishna. All.: Pioli
Squalificati: –
Indisponibili: Konko, Klose, De Vrij, Candreva, Matri

Scacciare il ‘mal di trasferta’ e confermare i progressi mostrati nel turno infrasettimanale contro il Genoa. Questo il duplice obiettivo della Lazio di Stefano Pioli, che domani al Bentegodi contro il Verona potrà di nuovo contare su Biglia, ormai completamente recuperato dal problema al ginocchio, e confermerà il peso dell’attacco sulle spalle di Djordjevic. Se dunque i biancocelesti hanno molti buoni motivi per sorridere, non altrettanto è per i gialloblu di Mandorlini, che, dopo Toni, deve rinunciare anche a Pazzini, costretto ai box da una distorsione alla caviglia. Fuori dai giochi anche Halfredsson, nonostante sia tornato ad allenarsi in gruppo, mentre dovrebbe farcela Sala, reduce da un affaticamento muscolare.

Focus

LA NOSTRA STORIA Gianni Elsner, la voce dell’etere romano

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Gianni Elsner storico conduttore radiofonico laziale


Nato a Merano il 27 settembre del 1940 Gianni Elsner arriva a Roma nel 1965. Due anni dopo inizia la sua esperienza radiofonica. Negli anni precedenti aveva fatto anche l’attore dopo aver frequentato l’Accademia d’arte drammatica Silvio D’Amico. Nel 1992 è stato eletto deputato con la Lista Pannella, per poi passare al gruppo misto per divergenze sui rimborsi elettorali.

Gianni Elsner arriva alla radio quasi per caso. Raggiunge la popolarità con la trasmissione ‘Te lo faccio vedere chi sono io’. Il titolo prende il nome da una canzone di Piero Ciampi. L’idea di usarla come sigla gli viene data dal suo grande amico Luciano Re Cecconi. L’impegno, che doveva essere temporaneo, va avanti per oltre trenta anni spaziando in tutti i campi, dalla cultura al sociale. Le letture del professor Trento Morera, le poesie, le adozioni dei suoi “bambuccini” del Paraguay – che continuano ancora oggi grazie all’Associazione Gianni Elsner www.associazionegiannielsner.it/ -, la cartolina per Riccardino, le nonnine della Magliana, le sue battaglie a fianco dei meno fortunati. Ai suoi microfoni negli anni sono intervenuti campioni e stelle dello sport, esponenti della politica e delle istituzioni e, soprattutto, molta gente comune. Compagno di intere mattinate trascorse ad ascoltare i suoi racconti dal sapore di una radio antica con lui è finita l’epoca romantica dell’etere romana. Grande tifoso della Lazio, uno dei primi anchorman calcistici. Malato da tempo fino all’ultimo ha lavorato dalla sua casa-studio alla Balduina. Pochi giorni prima di lasciarci aveva compiuto 69 anni. Molti sono i giornalisti che tentano di imitarlo con scarsissimi risultati. Pochissimi quelli che spiccano per un po’ di personalità ma che risultano imprigionati nella ricerca di una propria dimensione.

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