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Bollini a “I Laziali Sono Qua”: “I tifosi permettano ai giovani anche di sbagliare”

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Se la Lazio Primavera nell’ultimo quadriennio si è imposta come miglior formazione a livello nazionale con uno scudetto, due Coppe Italia, una Supercoppa in bacheca e altre due finali (scudetto e Supercoppa) disputate e perdute, il merito è anche e soprattutto suo. Alberto Bollini ha messo le basi sui successi della squadra di Simone Inzaghi, e finora resta l’unico allenatore capace di vincere lo scudetto in biancoceleste negli ultimi venti anni. Dopo il “dream team” di Mimmo Caso con Nesta e Di Vaio, due titoli Primavera sono arrivati solo sotto la sua gestione, nel 2001 e nel 2013. Il tecnico, reduce da un’esperienza in Lega Pro sulla panchina del Lecce ed attualmente secondo di Reja all’Atalanta, è intervenuto sugli 88.100 di Elle Radio nella trasmissione di riferimento di tutti i tifosi biancocelesti, “I Laziali Sono Qua”, ed ha fatto il punto con i conduttori Danilo Galdino e Vincenzo Oliva sul momento biancoceleste, con la ripresa del campionato che vedrà domenica prossima gli uomini di Pioli impegnati sul campo del Sassuolo.

Sulla realtà del campionato: “La Fiorentina al momento è la nota più positiva, per come riesce ad abbinare la qualità del gioco alla concretezza. Tra le note liete di questa parte iniziale del campionato posso inserire sicuramente anche la nostra Atalanta, il Sassuolo ed il Torino. Ci sono squadre che esprimono un buon calcio, mentre possiamo dire che la sorpresa negativa è la Juventus, anche se il ritmo in testa non esclude un possibile rientro dei bianconeri in chiave scudetto. Lazio e Roma sono state molto criticate, ma alla fine si sono assestate già nelle posizioni di vertice.”

Proprio il Sassuolo sarà il prossimo avversario della Lazio. Secondo Bollini: “Il Sassuolo è una squadra che ha una propria identità indipendentemente dall’avversario. E’ una società che merita complimenti così come il tecnico Di Francesco, che sa esprimere un 4-3-3 molto organizzato. Sassuolo-Lazio sarà una partita che promette spettacolo, che si deciderà negli ultimi trenta metri, con gli attaccanti pronti a fare la differenza e capitalizzare al meglio il gioco espresso dalle due squadre.”

La tegola per Stefano Pioli è l’infortunio di Lucas Biglia. L’ennesimo, con Danilo Cataldi di nuovo in pole position per sostituire il regista argentino. Bollini sottolinea come: “Cataldi è l’espressione migliore della politica del settore giovanile della Lazio, che negli ultimi cinque anni ha saputo fare grandissime cose. Per Cataldi l’esperienza a Crotone è stata fondamentale: la sua migliore qualità è l’intraprendenza tattica e la visione di gioco. Un ragazzi di ventuno anni come lui deve essere forte se arriveranno critiche, che inevitabilmente non mancano quando si gioca in una piazza importante. I tifosi devono dare la possibilità a Danilo e agli altri giovani della Lazio di crescere e qualche volta anche di sbagliare, senza soffocarli con eccessive pressioni, che in misura giusta possono invece aiutare i ragazzi a maturare.”

Ci sono altri due giovani nella rosa di Pioli che Bollini conosce molto bene: Keita e Onazi. “Ormai sono due ragazzi che si sono fatti conoscere benissimo. Ricordo come Keita ha avuto la pazienza di allenarsi per un anno intero senza giocare, dimostrando una grande forza caratteriale. Onazi è un ragazzo di grande sensibilità: ricordo che alla prima convocazione ricevuta dalla Nazionale nigeriana è subito tornato a Formello per regalarmi la maglia, dicendo che era stato merito mio se era arrivato fin lì: indice anche di una riconoscenza che nel calcio non sempre è scontata.”

Su Milinkovic-Savic: “Mi aspettavo un giocatore già pronto perché c’è grande cultura del settore giovanile in Serbia, dove i giovani vengono immediatamente lanciati in campionato, e si ritrovano ad essere più pronti a livello di temperamento e di personalità, e di confrontarsi ad alti livelli.”

L’analisi si sofferma anche sul lavoro del tecnico laziale: “Pioli ha un grande merito, ha dato motivazioni ai giocatori e ha dato un’impronta molto chiara al suo gioco. Sono molto contento per lui perché ha grande cultura sportiva e ha fatto la cosiddetta gavetta fino in fondo: la grande stagione dell’anno scorso conoscendo la sua professionalità non mi ha sorpreso ed anche ora, dopo un momento difficile, è tornato ai vertici della classifica della Serie A. Anche in Europa League la Lazio, così come altre squadre capaci di esprimere un gioco eccellente come Napoli e Fiorentina, può essere protagonista. A livello di qualità alle italiane non manca nulla per primeggiare in questa competizione. L’incognita può arrivare dal dover giocare il giovedì e dalla maggiore pressione mediatica che, inevitabilmente, si riversa sul campionato.”

Fabio Belli

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