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LA CRONACA – Colpo da Biglia-rdo, poi incubo Basta-Gomez: Atalanta-Lazio 2-1

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Pazzesca Lazio: domina il primo tempo a Bergamo, poi una grottesca autorete di Basta e la solita voglia di strafare sono fatali agli uomini di Pioli. L’Atalanta beffa i biancocelesti che in trasferta, meritatamente o no, continuano a collezionare sconfitte. E la Lazio si sgancia così dal treno di testa in una serata che sembrava essersi aperta nel migliore dei modi.

FORMAZIONI – Qualche sorpresa nelle scelte iniziali di Pioli. Al posto di Mauricio c’è Hoedt al centro della difesa al fianco di Gentiletti, mentre a centrocampo viene confermato Onazi al fianco di Biglia, con Cataldi ancora in panchina. Klose dopo aver giocato da titolare contro il Torino lascia spazio a Matri dal 1′. Nell’Atalanta come previsto Gomez rileva D’Alessandro (titolare contro la Juventus) nel tridente offensivo e Stendardo torna al centro della difesa vista la squalifica di Toloi. A sorpresa in cabina di regia con c’è Cigarini ma l’olandese De Roon.

BIGLIA IN BUCA D’ANGOLO – Lazio arrembante nei primi minuti di gioco sotto la pioggia battente di Bergamo. Dopo 7′ bella iniziativa di Milinkovic-Savic che innesca Basta: il serbo può crossare da ottima posizione, ma invece di Matri sul secondo palo cerca Felipe Anderson anticipato da Masiello, che rischia seriamente l’autogol. La Lazio detta i ritmi di gioco con grande autorità: Biglia rimedia la prima ammonizione della partita, ma al 16′ si trova a battere un calcio di punizione dal limite invitantissimo. Una delle sue specialità: e infatti l’argentino non si fa pregare con un colpo dalla precisione da biliardo, sul quale Sportiello neanche riesce a muoversi. Vantaggio meritato per una Lazio scesa in campo all’Atleti Azzurri d’Italia con la chiara intenzione di fare la partita.

BOTTE E RISPOSTE – La reazione dell’Atalanta si concretizza in un innalzamento del baricentro della squadra che produce un paio di calci di punizione insidiosi, ma non capaci di far venire i brividi a Marchetti. Tranne in un’occasione poco dopo la mezz’ora, quando Gomez scodella un pallone in area sul quale Stendardo non arriva per la deviazione (che sarebbe stata sicuramente vincente) davvero d’un soffio. Un campanello d’allarme che riporta la formazione biancoceleste ad intensificare di nuovo il pressing sui portatori di palla atalantini. Al 37′ nuovo sussulto grazie ad un perfetto invito di Onazi per Matri, che elude il fuorigioco nerazzurro ma, defilato sulla destra, è troppo precipitoso nel cross, permettendo a Stendardo di ripiegare in calcio d’angolo. Il primo tempo si chiude con la Lazio avanti di misura e nel complesso apparsa brillante sotto tutti i punti di vista.

HARAKIRI BASTA – Nessuno dunque avrebbe potuto immaginare cosa sarebbe accaduto nella ripresa. L’Atalanta alza i ritmi e va molto vicina al pareggio con una conclusione di Pinilla finita sull’esterno della rete. Quindi Maxi Moralez costringe alla parata in due tempi Marchetti. La Lazio avrebbe pure l’opportunità per trovare il raddoppio in contropiede, ma Masiello salva tutto su iniziativa di Felipe Anderson che era stato bravissimo a scattare sul filo del fuorigioco. E’ comunque un’altra Atalanta, ma la rete del pareggio arriva nella maniera più beffarda possibile. Cross teso di Gomez con quattro giocatori sulla linea difensiva laziale: nessuno chiama evidentemente la sfera a Basta, che vede rimbalzare il pallone sullo stinco e depositarsi in rete.

SOLITA LAZIO, GOMEZ TI PUNISCE – La pioggia non vuole dare tregua ai giocatori in campo, ma nel momento più delicato del match, con Djordjevic e Klose in campo e Pioli che tenta esplicitamente di vincerla, arriva la clamorosa beffa del gol di Gomez, lasciato completamente solo sulla sinistra in area. Ancora una volta la Lazio si dimostra incapace di raccogliere almeno un punticino in una situazione di difficoltà: i minuti finali sono un film già visto, il miracolo dell’ultimo minuto non arriverà. E la Lazio si trova ad interrogarsi sul suo quarto ko in cinque trasferte stagionali.

Fabio Belli

IL TABELLINO

ATALANTA-LAZIO 2-1

Marcatori: 17′ Biglia (L), 69′ aut. Basta (L), 86′ A. Gomez (A)

ATALANTA (4-3-3): Sportiello; Masiello, Stendardo, Paletta, Dramè (58′ D’Alessandro); Carmona, De Roon, Kurtic (46′ Raimondi); Maxi Moralez (77′ Cherubin), Pinilla, A. Gomez. A disp. Radunovic, Bassi, Migliaccio, Denis, Cigarini, Conti, Brivio, Monachello, Grassi. All. Reja

LAZIO (4-2-3-1): Marchetti; Basta, Hoedt, Gentiletti, Lulic; Onazi (80′ Klose), Biglia; Candreva, Milinkovic-Savic, Felipe Anderson; Matri (64′ Djordjevic). A disp. Berisha, Konko, Mauricio, Patric, Braafheid, Radu, Morrison, Cataldi, Kishna, Mauri. All. Pioli.

ARBITRO: Irrati (sez. Pistoia).

ASS.: Meli-Carbone. IV: Alassio.ADD.: Gavillucci-Di Paolo.

NOTE. Ammoniti: 11′ Biglia (L), 31′ Onazi (L), 65′ Masiello (A), 71′ Raimondi (A), 74′ Lulic (L), 92′ Milinkovic-Savic (L). Recupero: 1′ pt; 3′ st.

 

Focus

LA NOSTRA STORIA Gianni Elsner, la voce dell’etere romano

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Gianni Elsner storico conduttore radiofonico laziale


Nato a Merano il 27 settembre del 1940 Gianni Elsner arriva a Roma nel 1965. Due anni dopo inizia la sua esperienza radiofonica. Negli anni precedenti aveva fatto anche l’attore dopo aver frequentato l’Accademia d’arte drammatica Silvio D’Amico. Nel 1992 è stato eletto deputato con la Lista Pannella, per poi passare al gruppo misto per divergenze sui rimborsi elettorali.

Gianni Elsner arriva alla radio quasi per caso. Raggiunge la popolarità con la trasmissione ‘Te lo faccio vedere chi sono io’. Il titolo prende il nome da una canzone di Piero Ciampi. L’idea di usarla come sigla gli viene data dal suo grande amico Luciano Re Cecconi. L’impegno, che doveva essere temporaneo, va avanti per oltre trenta anni spaziando in tutti i campi, dalla cultura al sociale. Le letture del professor Trento Morera, le poesie, le adozioni dei suoi “bambuccini” del Paraguay – che continuano ancora oggi grazie all’Associazione Gianni Elsner www.associazionegiannielsner.it/ -, la cartolina per Riccardino, le nonnine della Magliana, le sue battaglie a fianco dei meno fortunati. Ai suoi microfoni negli anni sono intervenuti campioni e stelle dello sport, esponenti della politica e delle istituzioni e, soprattutto, molta gente comune. Compagno di intere mattinate trascorse ad ascoltare i suoi racconti dal sapore di una radio antica con lui è finita l’epoca romantica dell’etere romana. Grande tifoso della Lazio, uno dei primi anchorman calcistici. Malato da tempo fino all’ultimo ha lavorato dalla sua casa-studio alla Balduina. Pochi giorni prima di lasciarci aveva compiuto 69 anni. Molti sono i giornalisti che tentano di imitarlo con scarsissimi risultati. Pochissimi quelli che spiccano per un po’ di personalità ma che risultano imprigionati nella ricerca di una propria dimensione.

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