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L’AVVERSARIO DI TURNO – Frosinone: Stellone vuole l’impresa e conferma il 4-4-2

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Messa da parte l’importante (anche se con qualche sofferenza di troppo) parentesi Europea, per i ragazzi di Pioli non c’è un attimo per rilassarsi e dopodomani è già ora di campionato.
Domenica alle ore 18 andrà in scena una sorta di derby interregionale: il Frosinone, fresco di promozione in Serie A e reduce dalla prima storica vittoria nella massima serie nel posticipo di lunedì contro l’Empoli, è atteso allo Stadio Olimpico da una Lazio attualmente terza in classifica e uscita vittoriosa dalla battaglia infrasettimanale di Europa League contro il Saint Etienne. Insomma una Lazio che dopo la batosta di Napoli si sta trasformando diventando come piace ai tifosi, cioè: BRUTTA, SPORCACATTIVA, sopratutto all’Olimpico dove i ragazzi di Pioli stanno realizzando numeri degni di una Big del calcio Europeo: 5 vittorie su 5 gare davanti ai propri tifosi, soltanto il Bayern Monaco è riuscito a fare altrettanto (Torino e Villareal sono fermi a quota 4). E’ importante quindi sfruttare ancora una volta il “Fattore Olimpico” contro i ciociari, perché permetterebbe non solo di dare un importante iniezione di fiducia alla truppa biancoceleste , ma permetterebbe anche di arrivare alla sosta nel migliore dei modi.
Gli uomini di Pioli però non devono più fare passi indietro (come gli ultimi 20 minuti con i francesi), il Frosinone è una squadra in salute da non sottovalutare (la Juventus ne sa qualcosa), che punta sull’entusiasmo dei suoi giocatori per realizzare un’altra impresa e strappare ai biancocelesti qualche punto.

IL CAMPIONATO DEI CIOCIARI – Quella di lunedì sera, contro l’Empoli, è stata la prima storia vittoria in Serie A per gli uomini di Stellone. Era preventivabile una crescita visto l’entusiasmo che aveva portato l’aver ottenuto il primo punto in A con i campioni d’Italia allo Juventus Stadium, ottenuto proprio allo scadere. Questi quattro punti in due partite rappresentano un ottimo segnale di ripresa da un inizio di stagione non molto positivo, soprattutto sul piano dei risultati, con cinque sconfitte su altrettante gare ufficiali (Spezia (coppa italia), Torino, Atalanta, Roma, Bologna) anche se le prestazioni non sono mai mancate.

I SORVEGLIATI SPECIALI – Soddimo, Ciofani e Dionisi sono sono i giocatori da controllare a vista.  Soddimo (che ha dichiarato la sua fede romanista e sente molto la gara con i biancocelesti) è entrato nella storia segnando il primo gol in Serie A per i ciociari (ha siglato l’1-0 momentaneo contro il Torino, che poi si impose) e per lui quella contro la Lazio sarà una partita speciale. Ciofani e Dionisi sono le due punte che hanno portato la squadra in Serie A, grazie ai loro gol. In particolare il secondo, ora vive un momento di grazia e lo ha dimostrato lunedì, quando con la sua doppietta ha regalato al Frosinone 3 punti d’oro contro una diretta concorrente per la salvezza: l’Empoli.

COME SCENDERANNO IN CAMPO – Il Frosinone scenderà in campo con un 4-4-2, modulo sempre usato da Stellone in questa stagione. Per l’occasione il tecnico dei ciociari, recupera in cabina di regia l’austriaco Gucher, pedina fondamentale negli schemi dei gialloazzurri, rimasto in panchina nella vittoria interna contro l’Empoli per qualche problemino fisico. Ma perde Samuele Longo (il centravanti ex Inter ha rimediato un trauma distorsivo della caviglia sinistra durante l’allenamento di mercoledì pomeriggio e non sarà a disposizione di mister Stellone per le prossime due settimane).
Tanti i dubbi da sciogliere per il tecnico romano per la delicata sfida dell’Olimpico: primo dubbio
 sulla fascia destra, dove Stellone deve decidere tra una terna di soluzioni: Paganini, Tonev (favorito) e Verde sono in lotta per un solo posto;
In difesa spazio all’ex di turno Diakitè, affiancato da Blanchard al centro della difesa, con Rosi e Crivello (o Pavlovic) sulle corsie.
Quindi ricapitolando:
A difendere la porta di Leali ci saranno Rosi, Diakitè, Blanchard e Crivello, in ballottaggio con Pavlovic.
I due centrocampisti centrali dovrebbero essere Gori e Gucher, in vantaggio su Sammarco e Chibsah. Sulla corsia sinistra agirà Soddimo, mentre sull’altra fascia Stellone dovrebbe schierare Tonev, leggermente favorito su Paganini e Verde. In attacco invece confermatissima la coppia Dionisi-Ciofani, aiutati dagli inserimenti di SoddimoCastillo  e Verde pronti a subentrare.

PROBABILE FORMAZIONE – (4-4-2): Leali; Rosi, Diakitè, Blanchard, Crivello(Pavlovic); Tonev(Paganini/Verde), Gori, Gucher (Sammarco), Soddimo; Ciofani, Dionisi.  All. Stellone

Indisponibili:  Longo

Marco Lanari & Giulio Piras

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LA NOSTRA STORIA – Karl Heinz Riedle, il tedesco volante

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Il 16 settembre 1965 nasce a Weiler l’ex attaccante della Lazio Karl Heinz Riedle. Inizia a giocare nei dilettanti con la squadra del suo paese natale e poi con l’Augsburg dove resta fino al 1985/86. Nella stagione seguente è titolare nel BW 90 Berlin. Nel 1987/88 viene acquistato dal Werder Brema dove gioca fino alla stagione 1989/90.

LE CARATTERISTICHE

Attaccante determinato e coraggioso, puntava la rete cercando sempre la profondità. Spigoloso ma corretto, amato dai sostenitori biancocelesti perché usciva dal campo sempre e solo dopo aver dato il massimo sul terreno di gioco. Il suo colpo migliore – nonostante non fosse molto alto – con il quale ha realizzato la maggior parte delle sue reti era il colpo di testa. Abilità dovuta a una straordinaria capacità di rimanere sospeso in aria e da un tempo di stacco perfetto, il colpo secco di fronte terminava spesso in fondo alla rete.

L’ARRIVO ALLA LAZIO

Nella stagione 1990/91 è Gian Marco Calleri a portarlo a Roma per 10 miliardi di lire. In maglia biancoceleste disputa tre campionati: nei primi due gioca accanto a Ruben Sosa, mentre l’ultimo al fianco di Giuseppe Signori. Quando Sergio Cragnotti lo cede al Borussia Dortmund, i tifosi laziali protestano ma il tutto scema presto per via dell’acquisto del campione croato, Alan Boksic. Con la Lazio l’attaccante tedesco vince il Trofeo Città de La Linea nel 1990 e la Coppa delle Capitali nel 1992.

IL RITORNO IN GERMANIA

Nel Borussia gioca dal 1993/94 al 1996/97. Nel 1997/98 si trasferisce nelle file del Liverpool e nel 2000 al Fulham nella serie B inglese. Terminata la carriera agonistica intraprende quella di allenatore in Inghilterra. Durante la sua carriera ha vestito anche la maglia della Nazionale Tedesca esordendo nel 1987. In seguito vince i Mondiali del 1990, partecipa al Campionato europeo del 1992 e viene convocato anche per i Mondiali del 1994.

DOPO IL RITIRO

Da tecnico “Kalle”, questo il suo soprannome, guida il Fulham ma oltre ad allenare diventa dirigente sportivo nel club svizzero del Grasshopper per poi fondare un’agenzia professionale, la Trustar AG. Inoltre l’ex centravanti tedesco ha aperto una scuola calcio ad Oberstufen chiamata “Kalle Riedle Soccer Academy”.

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