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Lazio, benedetta sosta: ecco tutti gli impegni dei giocatori biancocelesti

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Il temibile tour de force della Lazio (che l’ha portata a giocare ogni tre giorni tra Campionato e Coppe) si è finalmente concluso e il bilancio (tranne la notte da incubo di Napoli) può considerarsi positivo. Ora però è di nuovo tempo di e bisognerà attendere l’esaurirsi della sosta perché i biancocelesti possano riprendere il loro cammino (domenica 18 ottobre dove la Lazio sfiderà il Sassuolo al Mapei Stadium). Una sosta che capita proprio al momento giusto perchè permette ai biancocelesti di rifiatare e di avere il tempo utile per recuperare tutti gli infortunati in modo tale da avere la rosa al completo per la ripresa del campionato. Serivranno tutti gli uomini possibili visto che subito dopo la partita con il Sassuolo ci sarà un nuovo tour de force che riporterà i ragazzi di Pioli a giocare ogni 72 ore, con un nuovo ciclo di sette partite da affrontare in soli 17 giorni e tale ciclo si concluderà con una partita che richiede una quantità di energia enorme…il derby (l’8 novembre).
Sono dodici gli uomini di Pioli che da oggi hanno lasciato Roma per rispondere alle convocazioni delle proprie nazionali in vista degli impegni dei prossimi giorni, tra cui : l’esterno biancoceleste non ha avuto nemmeno il tempo di mettere piede in campo che Conte lo ha convocato per le prossime partite di qualificazione della nazionale italiana, ormai a un passo dalla qualificazione a Euro 2016 (convocato anche Parolo). Non tutti i giocatori hanno potuto rispondere alla chiamata della propria Nazionale: primo fra tutti Stefan de Vrij, ancora alle prese con l’infortunio al ginocchio rimediato nel match Olanda-Turchia, rimarrà a Formello per accelerare i tempi di recupero. 
La Serbia invece, dovrà fare a meno di Djordjevic (che domani verrà visitato all’occhio in Paideia) e Basta che deve stare in assoluto riposo a causa dell’infortunio spalla sinistra. Il terzino quindi dovrà saltare le sfide contro Albania e Portogallo.
Osservato speciale , che ha terminato dolorante la sfida con il Frosinone (anche se lo staff sanitario ha tranquillizzato tutti parlando di un semplice affaticamento): il giocatore ha risposto alla convocazione della sua Bosnia dove (per togliere ogni dubbio sulla sua condizione fisica) lo staff medico lo sottoporrà ad ulteriori esami per vedere che non ci siano danni ingenti e per capire se il giocatore sia in grado di disputare le partite contro Galles e Cipro.

Ecco il quadro completo dei giocatori biancocelesti impegnati con le rispettive nazionali: 

8 ottobre

BERISHA: Albania-Serbia, h 20.45 (Elbasan Arena, Elbasan)

CATALDI: Slovenia U21-Italia U21, h (Stadio ŠRC Bonifika, Koper)

MILINKOVIC-SAVIC: Albania-Serbia, h 20.45 (Elbasan Arena, Elbasan) 

ONAZI: Nigeria-Congo (Stade Charles Tondreau, Mons)

9 ottobre

F.ANDERSON: Brasile U23-Rep.Dominicana U23, h 20 (le 2 in Italia) (Arena da Amazônia, Manaus)

OIKONOMIDIS: Corea del Sud U23-Australia U23, h 17.10 (Hwaseong Sports Stadium, Gyeonggi)

1o ottobre

BIGLIA: Argentina-Ecuador, h 21 (l’1 in Italia) (Estadio Monumental, Buenos Aires)

CANDREVA-PAROLO: Azerbaigian-Italia, h 18 (Baku Olympic Stadium, Baku)

LULIC: Bosnia-Galles, h 20.45 (Stadion Bilino polje, Zenica)

11 ottobre

BERISHA: Armenia-Albania, h 18 (Stadio Vazgen Sargsyan anvan Hanrapetakan Marzadasht, Yerevan)

HOEDT-KISHNA: Olanda U21-Slovacchia U21, h 14,30 (Stadio Goffert, Nijmegen)

MILINKOVIC-SAVIC: Serbia-Portogallo, h 18 (Stadion FK Partizan, Belgrado)

ONAZI: Nigeria-Camerun, (King Baudouin Stadium, Bruxelles)

12 ottobre

F.ANDERSON: Brasile U23-Haiti U23, ore 18 (mezzanotte in Italia) (Arena da Amazônia, Manaus)

OIKONOMIDIS: Australia U23-Corea del Sud U23, h 19 (Incheon Munhak Stadium, Seoul)

13 ottobre

CANDREVA-PAROLO: Italia-Norvegia, h 20.45 (Stadio Olimpico, Roma)

CATALDI: Italia U21-Irlanda U21, h 17 (Stadio Romeo Menti, Vicenza)

LULIC: Cipro-Bosnia, h 20.45 (Stadio GSP, Nicosia)

14 ottobre

BIGLIA: Paraguay-Argentina, h 21 locali (l’1 in Italia) (Estadio Defensores del Chaco, Asunción)

 

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LA NOSTRA STORIA Pino Wilson, il capitano del primo scudetto

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Il 27 ottobre 1945 nasce a Darlington, in Gran Bretagna, il capitano del primo scudetto della Lazio Giuseppe ‘Pino’ Wilson. Figlio di un militare inglese, Denis Wilson, di stanza alla NATO, e di madre italiana, Rachele. I due si erano conosciuti a Napoli durante la Seconda Guerra Mondiale.

GLI INIZI

Ben presto si trasferiscono tutti a Napoli dove ‘PinoWilson inizia a dare i primi calci al pallone. Cresciuto in una famiglia agiata, studia e fa sport. Dopo aver militato nella Juvenapoli, squadra di un quartiere partenopeo, nel 1964 viene tesserato per la CRAL Cirio, squadra militante in Serie D, dove gioca nella stagione 1964/65 come jolly difensivo. Un anno prima aveva rifiutato un’offerta della Lazio perché si sentiva troppo giovane per allontanarsi da casa. E, soprattutto, perché ci teneva a studiare e a completare il liceo classico. Terminata quell’esperienza viene assorbito dall’Internapoli, squadra appena nata con la vana speranza di contrapporsi al più quotato Napoli. Con la nuova maglia, nel torneo di IV serie nel campionato 1965/66, gioca 32 gare con ottime prestazioni.

L’INCONTRO CON CHINAGLIA

A fine stagione, nel giugno 1966, Pino Wilson indossa per la prima volta la maglia della Lazio prendendo parte in prestito-prova alla VII edizione del Torneo Umberto Nistri. Viene schierato con il numero 2 nell’incontro Lazio-Sampdoria 1-1 del 26 giugno 1966 e con il numero 6 due giorni dopo in Lazio-Bettini Quadraro 4-0. Nella stagione successiva è un punto fermo della sua squadra. Raggiunge la promozione in Serie C, mettendosi in mostra nel ruolo di libero. L’anno dopo viene raggiunto da un nuovo compagno di squadra appena arrivato dalla Massese e con il quale stringe subito amicizia: Giorgio Chinaglia.

I DUE SOTTO LA LENTE DEGLI OSSERVATORI 

Grazie a lui in difesa e alle reti del ragazzone toscano la squadra campana ottiene il nono posto in classifica con una squadra di esordienti nella categoria. Ma è nel 1968/69 che Pino Wilson si mette in mostra ottenendo con i suoi compagni un clamoroso terzo posto sfiorando la Serie B. Durante alcune gare dell’Internapoli in tribuna è presente Flamini. L’osservatore biancoceleste per conto del tecnico argentino Juan Carlos Lorenzo si appunta subito il suo nome e quello di Giorgio.

L’ARRIVO ALLA LAZIO

È il presidente Lenzini che riesce a portare a Roma Wilson e Chinaglia nell’estate 1969. A distanza di sei anni dalla prima apparizione con la maglia biancoceleste la Lazio torna a incrociarsi con la vita del giovane Wilson. Come giunge a Roma Lorenzo lo inserisce nella prima squadra assieme ai titolari. In Lazio-Torino 1-1 del 14 settembre 1969, prima di campionato, fa il suo esordio. Pino, da quel momento, conferma tutte le cose buone mostrate in precedenza. Colleziona 28 presenze e gioca sempre a buoni livelli attirandosi le simpatie di numerosi direttori sportivi. Nel frattempo la sua amicizia con Chinaglia diventa sempre più salda.

LA SERIE B 

La Lazio di Lorenzo arriva penultima e retrocede in Serie B ma le colpe del difensore sono minime. Malgrado le offerte di buone squadre di Serie A Lenzini su indicazione del nuovo allenatore Tommaso Maestrelli non lo cede. Wilson affronta per la prima volta la serie B con la voglia di tornare subito nella serie maggiore. Il tecnico lo prende sotto la sua ala protettrice e lo nomina capitano, capendo le sue doti da leader. Fare il capitano in quella squadra dove le personalità sono molto forti e i contrasti sono all’ordine del giorno non è facile. La squadra, in contrasto con la Società per delle pendenze non pagate, si rifiuta di andare in ritiro. I biancocelesti raggiungono Terni solo poche ore prima della gara, dove vengono sconfitti per 1-0. Wilson, non riuscendo a mediare tra Società e compagni, riconsegna la fascia di capitano a Maestrelli ma l’allenatore la rifiuta e lo riconferma. La situazione torna normale ma solo a primavera i giocatori biancocelesti riescono a centrare la promozione in Serie A.

LA SERIE A E LA NAZIONALE

Wilson viene convocato nella Nazionale Militare allenata da Alzani – dove gioca una partita – e viene notato dal CT Valcareggi. Anche Chinaglia intanto parte con gli azzurri, dove all’esordio segnerà una rete contro la Bulgaria. L’appuntamento per Pino con la maglia azzurra è solo rimandato e il calciatore si consola pensando che l’anno successivo tornerà a giocare di nuovo nella massima serie. Intanto studia e dà esami all’università. Nel 1972-73 si ritrova alla guida di una difesa impenetrabile – composta da Facco, Martini e Oddi, oltre al mediano Nanni, il quale garantisce sia copertura che impostazione di gioco – che in tutto il campionato incassa solo 16 reti. Ma, nonostante ciò, il sogno di conquistare lo Scudetto svanisce nella sua Napoli all’ultima giornata.

LO SCUDETTO

La stagione successiva arriva anche la convocazione in Nazionale e anche se non giocò fu un importante premio per la sua forza e la sua classe ormai riconosciute dagli addetti ai lavori. Affronta la stagione 1973/74 con tanta rabbia in corpo visto il finale del campionato precedente, togliendosi anche la soddisfazione di segnare la rete decisiva contro la Sampdoria il 14 ottobre 1973, il primo gol nella sua carriera da professionista. Nessun avversario è in grado di fermare la corsa allo scudetto di quella meravigliosa squadra ed il 12 maggio 1974, in un oceano biancazzurro, la Lazio batte il Foggia e vince il suo primo Campionato, guidata da quell’indimenticabile capitano che ancora oggi, a distanza di anni, è amato e rispettato dai sostenitori biancocelesti.

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