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LE REAZIONI – Stampa francese tra attacchi alla squadra e lamentele per l’arbitraggio

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Sognavano l’impresa, il vantaggio di Sall li aveva illusi, ma alla fine si sono ritrovati senza niente in mano. Il risveglio dopo il ko dell’Olimpico, il secondo consecutivo dopo quello in campionato con il Nizza, è stato per i ‘verdi’ del Saint Etienne alquanto amaro e pieno di rimpianti. A sottolinearlo anche la stampa francese, apparsa passiva di fronte alla sconfitta: “Il Saint Etienne si inchina alla Lazio“, il titolo de L’Equipe, che spiega: “Il passivo sarebbe potuto essere anche più pesante, ma, alla luce degli episodi, la sconfitta è piuttosto logica“. Di diverso avviso invece il portale 20minutes.fr, che si sofferma sull’ottima prova degli uomini di Galtier (“In nove contro undici il Saint Etienne flirta con l’impresa a Roma, il titolo), Eurosport.fr, che riporta le lamentele di Bernard Caïazzo, membro del club della Loira, sull’arbitraggio (definito “una vergogna per il calcio) e Le Figaro, che apre con “Ridotto in nove, il Saint Etienne cade con onore in casa della Lazio“.

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LA NOSTRA STORIA Silvio Piola, il più grande in assoluto

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Silvio Piola leggendario bomber della Lazio e della Nazionale


A Robbio, un piccolo paese immerso nelle risaie pavesi, il 29 settembre del 1913 nasceva Silvio Piola. Da molti considerato il calciatore italiano più forte di tutti i tempi. Una leggenda del nostro calcio. In oltre ventiquattro anni di carriera con Pro Vercelli, Lazio, Torino, Juventus e Novara, ha realizzato 274 reti in Serie A. Un primato che dura dal 7 febbraio 1954.

Silvio Piola è ancora oggi il capocannoniere storico in Serie A della Pro Vercelli (51 reti), della Lazio (143) e del Novara (70). In Nazionale ha dato il meglio di sé portando gli azzurri di Vittorio Pozzo alla vittoria nel Campionato del Mondo di calcio di Francia del 1938. Segnò cinque reti in quattro partite, tra cui la doppietta in finale contro l’Ungheria. Figura al terzo posto tra i marcatori azzurri di sempre con 30 reti (dietro a Riva e Meazza). Il tutto soltanto in 34 partite in azzurro, con una media gol di 0,88 reti a partita.

Nel 1954 si è ritirato dal calcio giocato. Dopo un’esperienza come allenatore a Cagliari in B e a Piacenza, nel 1957, entrò in Federazione come talent scout e allenatore dei giovani. Ruolo che ricoprì fino al 1976 quando andò in pensione. Affetto dal morbo di Alzheimer morì il 3 ottobre 1996 pochi giorni dopo il suo ottantatreesimo compleanno.

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