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Ecco quando la truffa si espande a macchia d’olio (d’oliva)

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Una bufera sta coinvolgendo diverse aziende produttrici di Olio. Molte aziende sono coinvolte nell’inchiesta di Raffaele Guariniello. Aziende storiche che molti consumatori stimano e acquistano da anni. Carapelli, Santa Sabina, Bertolli, Coricelli, SassoPrimadonna (confezionato per la Lidl) e Antica Badia (perEurospin) prodotti in Toscana, Abruzzo e Liguria: olio che sarebbe stato spacciato per extravergine mentre invece era di “categoria 2″, di qualità inferiore e meno caro. Il procuratore aggiunto di TorinoRaffaele Guariniello ha deciso di inviare i Nas di Torino per un controllo sui campioni nei supermercati torinesi dopo una segnalazione da parte di un periodico specializzato. Sette rappresentanti legali delle aziende olearie coinvolte sono indagati: dovranno rispondere di frode in commercio. Guariniello ha informato il ministero delle Politiche agricole anche alla luce di un report dedicato stilato dall’agenzia delle dogane. Il procuratore capo Armando Spataro “ha richiesto in visione il relativo procedimento al fine di valutare l’opportunità di co-assegnazione a se stesso, di accertare le modalità di diffusione della informazione e di verificare la competenza territoriale in ordine alle ipotesi di reato per cui si procede”.

Solo una settimana fa ilfattoquotidiano.it aveva dato conto di un presunto cartello dell’olio italospagnolo per tenere bassi i prezzi bypassare la qualità del prodotto ed eludere le regole sulla concorrenza, ottenendo il marchio made in Italy pur avendo solo il16% di olio italiano. Ovvero lo stesso soggetto, che faceva capo alla società iberica Deoleo, a sua volta controllata dal fondo di private equity Cvc (che ha acquisito marchi italiani come Carapelli, Bertolli e Sasso coinvolti nell’inchiesta di Guariniello) vendeva e comprava olio ottenendo il marchio made in Italy nonostante la provenienza non fosse italiana, bensì Ue ed anche extra Ue (greco, spagnolo, tunisino, marocchino). Così denunciava il nucleo di intelligence anti frode dell’Agenzia delle Dogane, che dal 2009 al 2013 ha redatto una serie di report che sono stati tutti secretati dalla commissione parlamentare d’inchiesta sulle contraffazioni per via della presenza di profili giudiziari penalmente rilevanti anche perché coinvolgono stati esteri.  Il procuratore capo di Torino Armando Spataro “ha richiesto in visione il relativo procedimento al fine di valutare l’opportunità di co-assegnazione a se stesso, di accertare le modalità di diffusione della informazione e di verificare la competenza territoriale in ordine alle ipotesi di reato per cui si procede”. Lo precisa lo stesso Spataro in una nota in relazione all’inchiesta per frode in commercio del pm Raffaele Guariniello sull’olio extravergine di oliva.

I report sono però stati visionati dal deputato del M5S Francesco Cariello, che per legge ha diritto di leggerli in quanto vicepresidente della commissione sulle contraffazioni. Un vero e proprio polverone, sollevato il quale, è partita una petizione sul sito di petizioni italianeChange.org, che al momento ha raggiunto le 48.983 firme su 50.000 richieste. Non bastava la Xylella fastidiosa, che sta martoriando i produttori salentini, ora anche lo spettro delle frodi a tutto svantaggio di chi come l’Italia ha 350 cultivar sul proprio territorio e non due decine come la Spagna.

“Colgo la notizia con estrema soddisfazione soprattutto al fine di valorizzare al meglio l’olio extravergine italiano per le sue qualità salutistiche e per la variegata biodiversità certificata e riconosciuta a livello mondiale. Sulla base delle dichiarazioni lette sulle agenzie di stampa vedo che il magistrato ha subito informato il ministero – ha commentato Cariello – sono curioso di conoscere la reazione del ministro Martina il quale dovrebbe già conoscere il fenomeno, viste le tante informative già inviate (fonte certa e verificata) alla sua attenzione da parte del nucleo di indagine dell’agenzia delle dogane”.

Proprio il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina ha detto di seguire con attenzione le indagini “perché è fondamentale tutelare un settore strategico come quello dell’olio d’oliva italiano”. “Da mesi – aggiunge – abbiamo rafforzato i controlli soprattutto in considerazione della scorsa annata olearia che è stata tra le più complicate degli ultimi anni. Nel 2014, il nostro Ispettorato repressione frodi ha portato avanti oltre 6 mila controlli sul comparto, con sequestri per 10 milioni di euro. È importante ora fare chiarezza per tutelare i consumatori e migliaia di aziende oneste impegnate oggi nella nuova campagna di produzione”.

Fonte: www.ilfattoquotidiano.it


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LA NOSTRA STORIA – Tanti auguri all’ex biancoceleste Luciano Zauri

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Luciano Zauri vice allenatore dell'Udinese

Il 20 gennaio 1978 a Pescina, in prov. di L’Aquila, nasceva Luciano Zauri. Difensore cresciuto nelle giovanili dell’Atalanta. Esordisce in Serie A nella stagione 1996-1997. L’anno seguente passa in prestito al Chievo Verona. Nella stagione 1998-1999 torna in nerazzurro dove resta per cinque campionati, due in B e tre in A, ottenendo anche la prima convocazione in Nazionale.

Nel 2003 Zauri viene acquistato dalla Lazio, assieme al compagno di squadra Ousmane Dabo, per 2,7 milioni di euro dopo che i bergamaschi erano retrocessi nella serie cadetta. Con i biancocelesti resta fino al 2008 disputando 132 partite e realizzando 4 reti. Nel mercato estivo passa in prestito alla Fiorentina per 400.000€ con diritto di riscatto prestabilito a 3 milioni per l’anno successivo ma al termine della stagione la società viola non esercita il diritto di riscatto e quindi rientra alla Lazio. A luglio 2009 viene ceduto a titolo temporaneo con diritto di opzione per la compartecipazione alla Sampdoria. Terminato il prestito ritorna alla Lazio ma il 19 agosto torna di nuovo nella squadra ligure in prestito con diritto di riscatto.

A luglio 2011 rientra per l’ennesima volta alla Lazio, dopo che la Samp, retrocessa in Serie B, non esercita il diritto di riscatto. Nel dicembre del 2011 spalma l’ingaggio e prolunga il suo contratto con la Lazio fino al 30 giugno 2013. Il 31 gennaio dello stesso anno passa a titolo definitivo al Pescara. A fine stagione 2013-2014 si ritira dal calcio giocato. In maglia biancoceleste in tutto ha disputato sei stagioni vincendo la Coppa Italia del 2003-04 e quella del 2012-13. Appesi gli scarpini al chiodo nell’estate 2014 viene nominato dal Pescara nuovo allenatore della formazione Berretti e l’anno successivo ricopre il ruolo di collaboratore tecnico. L’anno dopo ricopre il ruolo di collaboratore tecnico. Ruolo che svolgerà successivamente anche nell’Udinese al fianco di Massimo Oddo. Nel luglio 2018 torna a Pescara come allenatore della Primavera.

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