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“Operazione fuorigioco”, indagato Lotito: La risposta del legale

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AGGIORNAMENTO ore 12.30 – Cade dalle nuvole l’ avv. Gian Michele Gentile, in merito al coinvolgimento del presidente della Lazio Lotito nell’indagine della Procura di Napoli denominata ‘Operazione Fuorigioco’: “Ho parlato con Lotito – ha dichiarato all’Ansa – e non ha ricevuto alcun atto dal quale risulta che è indagato. Ha saputo tutto dalle notizie di oggi. Se è indagato? Di certo la Procura non se lo sarà inventato, ma ad oggi Lotito non ha ricevuto nessuna notifica di nessun atto. Perquisizioni nei suoi uffici? Non abbiamo nessun segnale di alcun tipo, se ci fossero state Lotito me l’avrebbe detto“. 

Nuovo terremoto nel mondo del calcio, con la Guardia di Finanza che in queste ore sta eseguendo un decreto di perquisizione e sequestro nei confronti di 64 tra i massimi dirigenti della Serie A e B.

Spiccano nomi “illustristrissimi” tra gli indagati, l’ad del Milan Adriano Galliani, il numero uno del Napoli Aurelio De Laurentiis, l’ex presidente e amministratore delegato della Juventus Jean Claude Blanc,

Tra questi dirigenti è presente anche il presidente della Lazio Claudio Lotito, che in queste ore dovrà rispondere alle autorità.

Per i calciatori figurano Ezequiel Lavezzi e l’ex giocatore Hernan Crespo. Coinvolti, anche, diversi procuratori, tra cui Alessandro Moggi.
L’ipotesi di reato è evasione fiscale e false fatturazioni. Il sequestro dei beni è stato quantificato in circa 12 milioni di euro.
L’operazione in questione, denominata “Fuorigioco “è stata eseguita dal procuratore aggiunto di Napoli Vincenzo Piscitelli, che suppone l’esistenza di un sistema di evasione delle imposte che coinvolge 35 società calcistiche e più di un centinaio di persone fisiche, tra calciatori e procuratori.

Il meccanismo pare essere stato adottato nel contesto delle operazioni commerciali sulla compravendita di calciatori.
A partire dalle 8:30 di stamattina si stanno acquisendo documenti da parte della Guardia di finanza anche negli uffici della sede del Milan.
L’inchiesta era partita nel 2012 ipotizzando delle presunte violazioni fiscali commesse sia dalle società sia dai procuratori.