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LAZIO, IL PAGELLONE 2016 – I portieri

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Ritorna il consueto pagellone di fine anno di Laziochannel.it. In questo articolo daremo i voti ai portieri biancocelesti che in questo 2016 si sono alternati nel difendere i pali della prima squadra della Capitale.

MARCHETTIUn 2016 non certo da ricordare per il portiere di Bassano del Grappa. Un anno avaro di soddisfazioni, personali e di squadra, a parte la sudata quanto meritata convocazione del Ct Antonio Conte per l’Europeo giocato in Francia, ma solo nel ruolo di terzo portiere alle spalle di Buffon e Sirigu. Un portiere in crisi di prestazioni, in un anno che lo ha visto più volte ai box a causa di problemi soprattutto muscolari. Vinta la rivalità con Berisha, spedito in prestito a Bergamo, adesso alle sua spalle scalpita il giovane connazionale dell’ex collega, Thomas Strakosha. Un dualismo che non sembra aver giovato a Marchetti, che nelle ultime uscite stagionali ha confermato i problemi passati, nonostante il rigore parato contro la Fiorentina nell’ultima partita casalinga del 2016. Si dice che Lotito abbia provato in tutti i modi a cederlo al miglior offerente, ma il numero 22 abbia rifiutato ogni offerta pervenuta. Probabilmente il presidente biancoceleste continuerà nel tentativo di cedere il giocatore, Marchetti vorrebbe guadagnarsi sul campo la conferma, lasciandosi alle spalle un 2016 non proprio da ricordare. VOLTIAMO PAGINA. VOTO: 5,5

BERISHA – “Etrit vuole fare il titolare, e quest’anno sarà accontentato” – dichiarava il procuratore del numero 1 della Nazionale albanese questa estate, forte delle rassicurazioni di Tare e Lotito in merito. Il ruolo di vice Marchetti gli andava stretto, le sue prestazioni quando veniva chiamato in causa sembravano dargli ragione: abile con i piedi e nelle uscite, specialista nel parare i rigori avversari, per Berisha questo 2016 sarebbe dovuto essere l’anno della svolta Poi la conferma di Marchetti, i mugugni di Etrit, e la decisione di spedirlo in prestito all’Atalanta di Gasperini. Mai scelta fu più azzeccata. L’Atalanta volta, Berisha si conferma portiere di grande affidabilità scalzando nel ruolo di titolare il giovane e quotato Sportiello. A Bergamo il portiere albanese sembra aver trovato la sua dimensione, lontano dalle pressioni di Roma e della Lazio, lontano dalle grandi responsabilità che una piazza come quella biancoceleste pretende dal suo portiere. Solo un infortunio al ginocchio ha frenato la sua ascesa, un infortunio che lo sta tenendo lontano dai campi di gioco da circ un mese. Con il nuovo anno Berisha tornerà di nuovo tra i pali della Dea, per riprendere il cammino intrapreso ad inizio stagione e con grandi risultati. E in casa nerazzurra si parla già di riscatto a fine anno. BERGAMO IS BETTER THAN ROME… VOTO: 7

STRAKOSHA – Quanti si sarebbero aspettati una crescita così repentina di questo giovane portiere, classe ’95, in questa prima parte di stagione? Pochi, pochissimi. Soprattutto dopo i primi 6 mesi del 2016, mesi in cui Thomas era relegato al ruolo di secondo portiere a Salerno, alle spalle di un modesto interprete del ruolo come Terracciano. Strakosha ci ha creduto fortemente, è tornato a Roma fiducioso, lavorando sodo sotto lo sguardo attento di un maestro formidabile come Grigioni, e deciso a giocarsi le sue chance con la maglia biancoceleste. Alle spalle di un super titolare come Marchetti, sapeva che avrebbe dovuto attendere il suo momento con pazienza. E quel momento è arrivato il 20 Settembre 2016, alla Scala del calcio, San Siro, in un Milan-Lazio terminato 2-0 per i rossoneri, ma in cui il giovane albanese ha dimostrato di avere buone doti e grande personalità. Da quel momento sono 6 le presenze messe insieme da Strakosha, chiamato in causa solo quando il titolare Marchetti è fuori per infortunio. Ma forse il vento sta per cambiare: il rinnovo con ingaggio triplicato sta arrivando, Marchetti sembra essere sempre più in bilico, e Thomas, sicuro della fiducia che Inzaghi ripone in lui, è pronto a blindare i pali biancocelesti. Stavolta da titolare. CREDICI ANCORA THOMAS! VOTO: 7

GUERRIERI – L’anno di Guido Guerrieri è stato caratterizzato da scelte sbagliate: dapprima la decisione della Lazio di lasciarlo a Roma per crescere come terzo portiere alle spalle di Marchetti e Berisha, poi la scelta di spedirlo all’inizio dell’ultima stagione a farsi le ossa con il Trapani di Cosmi. Scelta numero 1: sbagliata! Il classe ’96 nella scorsa stagione non ha mai visto il campo, cosa fondamentale per un giocatore così giovane e per un ruolo delicato come quello di estremo difensore. Scelta numero 2: sbagliata! Trapani si è rivelata una piazza in crisi dopo l’exploit della scorsa stagione in cui i siciliani hanno sfiorato la promozione in Serie A. Guerrieri si sta perdendo nelle prestazioni negative di tutta la squadra. La sicurezza dimostrata negli anni del settore giovanile sta svanendo, gli errori individuali stanno aumentando e nelle ultime giornate sono anche arrivati i fischi dela tifoseria. Si parlava di lui come di un predestinato, gli addetti ai lavori lo hanno più volte descritto come il futuro dei pali della Lazio, squadra in cui è nato e cresciuto. Adesso le chiacchiere stanno a zero, c’è solo bisogno di lavorare a testa bassa  e ritrovare quelle certezze che lo avevano portato addirittura a rappresentare l’Italia al First Elite Goalkeeper Summit di Doha. UN NUOVO SCUFFET? NO, GRAZIE. FORZA GUIDO! VOTO: 5

Giulio Piras


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LA NOSTRA STORIA Guglielmo “Willy” Stendardo: il laureato

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Il 6 maggio 1981 nasce a Napoli Guglielmo Stendardo. Difensore cresciuto nella squadra della sua città, con la quale esordisce in Serie A nel 1998. L’unica presenza stagionale ma che farà di Stendardo il più giovane esordiente nella massima categoria della storia dei campani all’età di 17 anni e 10 giorni.

GLI INIZI

Nella squadra campana Stendardo resta solo per un campionato. L’anno seguente si trasferisce alla Sampdoria dove milita per cinque stagioni in serie B. Nella stagione 2002/03 passa in prestito per sei mesi alla Salernitana. Dopo Salerno gioca nella serie cadetta con Catania e Perugia.

L’ARRIVO ALLA LAZIO 

In seguito al fallimento del Perugia di Gaucci si trasferisce alla Lazio nella stagione 2005-2006 ritornando di nuovo in Serie A. Nel 2007-2008, dopo la trasferta di Madrid per la quale non viene convocato, litiga con l’allenatore Delio Rossi e la società lo punisce mettendolo fuori squadra. Nel mercato invernale del 2008 passa in prestito alla Juventus fino al termine del campionato. La società bianconera non lo riscatta e il giocatore rientra a Roma tra i biancocelesti. Il difensore parte quindi di nuovo in prestito. Questa volta è il Lecce, appena promosso in Serie A, ad accoglierlo tra le sue fila.

IL RITORNO IN BIANCOCELESTE

La stagione successiva torna alla Lazio ma termina subito sul mercato. Nel frattempo sulla panchina dell’ex Delio Rossi siede Davide Ballardini. In pieno accordo con la società il tecnico lo mette fuori rosa. La squadra però gira male. Stendardo, riappacificatosi con tecnico e presidente, torna a far parte della rosa. A febbraio 2010 al posto di Ballardini arriva Edy Reja e per Guglielmo è la svolta positiva. Le prestazioni del giocatore, impiegato maggiormente, migliorano notevolmente. Nel 2012, dopo essere stato sei mesi in prestito all’Atalanta, passa a titolo definitivo alla società felsinea.

LA LAUREA

Durante la carriera da calciatore continua gli studi. Dopo essersi laureato in giurisprudenza nel dicembre del 2012 sostiene l’esame di stato per diventare avvocato. Al termine della stagione il difensore torna alla Lazio ma, l’8 agosto, riparte di nuovo passando a titolo definitivo alla squadra bergamasca. Nel 2014, alla quarta di campionato, non viene convocato per la gara con l’Inter perché impegnato negli orali per l’abilitazione alla professione forense, in seguito brillantemente conseguita. Durante la sua carriera in biancoceleste ha vinto la Supercoppa Italiana nel 2009.

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