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Malagò: “Se fossi in Tavecchio mi dimetterei. Ventura? Vi spiego…”


Giovanni Malagò ex presidente del Coni

Il presidente del Coni, Giovanni Malagò, è intervenuto ai microfoni di TMW per parlare della Nazionale. Di seguito riportiamo le sue parole.

“La delusione umana è clamorosa, c’è grande amarezza. Un uomo di istituzioni deve ascoltare tutti ma poi ragionare di buon senso -spiega Malagò – secondo le norme. Dal ’58 non eravamo fuori dal Mondiale, se dobbiamo dirla tutta all’epoca andavano sedici squadre e ora decisamente molte di più. La finestra era più stretta allora di adesso che ci sono più possibilità. Si viene da un periodo dove la Nazionale non ha fatto grandi risultati.

SU TAVECCHIO

“Ho sentito Carlo Tavecchio stamattina, era doveroso, chiedendogli le sue intenzioni. Domani alle 16 c’è un incontro con i rappresentanti delle sue componenti, i rappresentanti delle varie leghe anche se quelle di A e B non hanno vertici salvo questioni commissariali in cui peraltro in una è lui stesso. E’ padrone, sulla base di quello che ho detto, di assumersi le responsabilità. Se mi chiedete cosa farei al posto suo, mi dimetterei. Così facendo, si attesterebbero le cose buone fatte: le squadre giovanili stanno crescendo, si sta sdoganando la VAR che ieri poteva magari anche essere d’aiuto anche se c’erano episodi dubbi da una parte e dall’altra”

SU VENTURA

“Non credo che le sue dimissioni siano il punto. Di fatto Ventura non ha il rinnovo, che si dimetta al 15 novembre o tra 20 giorni o un mese, cambia poco. Le dimissioni? Non c’è obbligatorietà. Figure per sostituire Tavecchio eventualmente? Ci porremo il problema se ci saranno le dimissioni. Un colpo duro per l’Italia a livello economico dopo il no a Roma 2024? Ci sono editorialisti ed economisti che hanno fatto esercizi di quantificazione di questi danni. I giocatori hanno dato il massimo. Complimenti a San Siro quando si sono messi a cantare l’inno negli ultimi minuti. Futuro ct? Sarà una componente fondamentale ma non l’unica”.

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