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Immobile innamorato e fiero di giocare per la Lazio: “Quanto è bello esse laziali”

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Ciro Immobile durante Lazio Napoli


Ciro Immobile ieri è stato espulso per una presunta reazione nei confronti di Burdisso

Immobile dopo aver visto per l’ennesima volta in poche partite un torto ai suoi danni ha perso le staffe e si è fatto provocare da Burdisso che cerca il confronto andandogli vicino di testa. Ciro non ci sta e si avvicina a quel punto i due entrano in contatto con l’attaccante biancoceleste che lo scansa usando la spalla. Giacomelli decide di usare il Var per cacciare Immobile invece di usarlo per il rigore e a quel punto Ciro e i compagni si scatenano contro di lui. L’attaccante è apparso molto arrabbiato come non si era mai visto. Nonostante tutte queste cose succede è prevalso il sua attaccamento per la Lazio che oramai sembra diventata casa sua e tramite il suo Instagram ufficiale cita la canzone di Aldo Donati: “Quanto è bello esse laziali!!!💙“. Ciruzzo ha capito cosa significa essere della Lazio, attaccarsi a questa maglia e dare tutto per lei e per i suoi tifosi. Lo dimostra ad ogni occasione, anche in questo caso, nonostante tutto il suo pensiero va sempre ai biancocelesti. I tifosi sono fieri di averti nella loro squadra e queste parole valgono più degli episodi di questi giorni.

Quanto è bello esse laziali!!!💙

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LA NOSTRA STORIA Gianni Elsner, la voce dell’etere romano

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Gianni Elsner storico conduttore radiofonico laziale


Nato a Merano il 27 settembre del 1940 Gianni Elsner arriva a Roma nel 1965. Due anni dopo inizia la sua esperienza radiofonica. Negli anni precedenti aveva fatto anche l’attore dopo aver frequentato l’Accademia d’arte drammatica Silvio D’Amico. Nel 1992 è stato eletto deputato con la Lista Pannella, per poi passare al gruppo misto per divergenze sui rimborsi elettorali.

Gianni Elsner arriva alla radio quasi per caso. Raggiunge la popolarità con la trasmissione ‘Te lo faccio vedere chi sono io’. Il titolo prende il nome da una canzone di Piero Ciampi. L’idea di usarla come sigla gli viene data dal suo grande amico Luciano Re Cecconi. L’impegno, che doveva essere temporaneo, va avanti per oltre trenta anni spaziando in tutti i campi, dalla cultura al sociale. Le letture del professor Trento Morera, le poesie, le adozioni dei suoi “bambuccini” del Paraguay – che continuano ancora oggi grazie all’Associazione Gianni Elsner www.associazionegiannielsner.it/ -, la cartolina per Riccardino, le nonnine della Magliana, le sue battaglie a fianco dei meno fortunati. Ai suoi microfoni negli anni sono intervenuti campioni e stelle dello sport, esponenti della politica e delle istituzioni e, soprattutto, molta gente comune. Compagno di intere mattinate trascorse ad ascoltare i suoi racconti dal sapore di una radio antica con lui è finita l’epoca romantica dell’etere romana. Grande tifoso della Lazio, uno dei primi anchorman calcistici. Malato da tempo fino all’ultimo ha lavorato dalla sua casa-studio alla Balduina. Pochi giorni prima di lasciarci aveva compiuto 69 anni. Molti sono i giornalisti che tentano di imitarlo con scarsissimi risultati. Pochissimi quelli che spiccano per un po’ di personalità ma che risultano imprigionati nella ricerca di una propria dimensione.

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