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Russell Crowe, il ‘gladiatore’ biancoceleste compie gli anni

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russell crowe tifoso della lazio
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Il 7 aprile 1964 nasceva a Wellington Russell Crowe, il ‘gladiatore’ biancoceleste. Attore e regista neozelandese.

Grazie all’interpretazione ne “Il gladiatore“, pellicola ambientata nell’antica Roma, ha vinto un Premio Oscar nel 2001 come migliore attore protagonista. Inoltre ha ricevuto la stella delle celebrità sulla Hollywood Walk of FameCrowe interpreta il fedele generale Maximus, Massimo Decimo Meridio, che viene tradito da Commodo. Quest’ultimo, ambizioso figlio dell’imperatore Marco Aurelio, si macchia dell’assassinio del padre per usurparne il trono. Massimo, ridotto in schiavitù, fa la sua apparizione nell’arena tra le file dei gladiatori. Unico scopo vendicare l’assassinio della sua famiglia e dell’imperatore. Il film ha riscosso un notevole successo al botteghino. Inoltre ha vinto cinque Premi Oscar e molti altri riconoscimenti.

A ROMA E’ SUBITO BOOM

E neanche a dirlo qualcuno ha subito pensato bene di portare acqua al proprio mulino. Il solito arcano mistero che affligge la società ospite in città dal 1927. Loro. Si, come al solito proprio loro. Si sono subito impossessati di quella figura espressiva e rappresentativa dell’antica Roma. In poco tempo ci fu un grande boom di tatuaggi che ritraevano il Gladiatore e quindi l’Impero Romano. La nuova moda dilagò soprattutto tra i tifosi giallorossi, capitano della squadra compreso. Ma successivamente tutti rimasero delusi ed esterrefatti. L’attore dichiarò pubblicamente di seguire la Serie A e di tifare la prima squadra della Capitale, ossia la Lazio. Che Russell Crowe sia un tifoso biancoceleste è cosa risaputa. Ma in molti tra i tifosi romanisti, Totti compreso, sono “condannati” a portare sul braccio l’immagine di un sostenitore laziale.

LA CHICCA

Per chi voglia ancora confutare la testimonianza del Gladiatore in persona, e per rinfrescare la memoria a chi ne ha poca, riportiamo la testimonianza del critico cinematografico Alberto Crespi. Durante la conferenza di presentazione del film l’ennesima domanda su chi fossero i gladiatori dei nostri tempi. L’attore rispose i giocatori di rugby. I cronisti presenti  allora insistettero nella speranza di ricevere la tanto agognata risposta. Risposta insita già nella domanda stessa che indicava spudoratamente e senza vergogna la destinazione presa. “Siamo in Italia mister”.  ‘Massimo‘ Crowe, gelando tutta la sala, regalò una chicca eccezionale. Per la grande soddisfazione dei tifosi biancocelesti rispose: Ok i calciatori… e allora dico Lazio.

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LA NOSTRA STORIA Tanti auguri a Gigi Simoni

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Gigi Simoni ex allenatore della Lazio

Il 22 gennaio 1939 a Crevalcore, in prov. di Bologna, nasce Luigi Gigi Simoni.

Centrocampista cresciuto nelle giovanili della Fiorentina nel 1959 Gigi Simoni passa al Mantova dove conquista la serie A. Nel 1961 passa in prestito al Napoli in B, conquista un’altra promozione e vince la Coppa Italia. L’anno seguente torna di nuovo al Mantova e debutta nella massima serie. Nel 1964, si trasferisce al Torino. In granata rimane per tre stagioni e nel 1967 passa alla Juventus. A fine stagione accetta il trasferimento in Serie B al Brescia, con cui ottiene la promozione in Serie A. Chiude la carriera nel 1974, a 35 anni, dopo tre anni trascorsi al Genoa.

LA CARRIERA DA ALLENATORE 

Una volta appesi gli scarpini al chiodo intraprende la carriera di allenatore. Guida molte squadre: Genoa, Brescia, Pisa, Lazio, Empoli, Cosenza, Carrarese, Cremonese, Napoli, Inter, Piacenza, Torino, CSKA Sofia, Ancona, Siena, Lucchese e Gubbio. Ha al suo attivo 8 promozioni: dalla B alla A con Genoa (1975-76 e 1980-81), Brescia (1979-80), Pisa (1984-85 e 1986-87), Cremonese (1992-93), Ancona (2002-03); e dalla C2 alla C1 con la Carrarese nel 1991-92. Nel febbraio del 2009 diventa Direttore Tecnico del Gubbio ma a ottobre del 2011 torna in panchina al posto dell’esonerato Fabio Pecchia per poi riprendere il suo ruolo di direttore tecnico nel 2012. Nel campionato 2013/14 è Direttore Tecnico della Cremonese e nel giugno 2014 ne viene eletto Presidente. Il 23 giugno 2015 il CdA lo riconferma, ma il 2 giugno 2016 viene sostituito da Michelangelo Rampulla. Il Genoa ha inserito Simoni nella sua Hall of Fame.

L’ANNO ALLA LAZIO

Nella stagione 1985-86 è il Presidente Chinaglia ad affidargli la squadra laziale, appena retrocessa in B. “La Lazio per me poteva essere una grande occasione, le premesse per fare bene c’erano tutte. La squadra era buona, in organico c’erano Caso, D’Amico, Poli, Fiorini, Ielpo, Garlini  invece incappammo in una stagione davvero turbolenta. Due mesi dopo l’inizio del campionato Chinaglia decise di lasciare. La società si sfaldò e la squadra iniziò ad avere delle battute d’arresto. Restammo per sette mesi senza prendere gli stipendi, per fortuna riuscimmo a tenere il gruppo unito. Fu veramente dura ma alla fine ci salvammo. La partita decisiva era Lazio-Brescia, sugli spalti c’erano 40.000 persone in festa”.

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