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Cronaca

ROMA Monteverde Marijuana in casa: padre e figlio coltivatori diretti

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ROMA Monteverde Marijuana in casa. Un cinquantaquattrenne romano, agronomo di professione, è stato arrestato dai carabinieri della stazione Garbatella.

ROMA Monteverde Marijuana in casa. L’accusa è coltivazione e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Coinvolto nell’attività anche il figlio dell’uomo, sedici anni, denunciato a piede libero. Il minorenne stava apprendendo le tecniche più raffinate per far crescere rigogliose piante di canapa indiana. A tradire i due sono state le dosi di marijuana trovate dai militari nelle tasche del ragazzo. Mentre il giovane si stava aggirando con aria sospetta è stato fermato e controllato poco distante dalla sua abitazione in via Ludovico di Monreale.

I CONTROLLI

Durante il controllo effettuato dagli agenti in casa del sedicenne, dove è stato trovato anche il padre, sono state rinvenute decine di dosi di hashish, un coltello intriso di sostanza e un bilancino di precisione nascosti nella cameretta del figlio, 29 piante di marijuana alte oltre 1 metro e 20 centimetri posizionate ordinatamente in vasi sul balcone dell’abitazione e 80 grammi di marijuana occultati nello studio dell’agronomo. La droga è stata sequestrata. Per il cinquantaquattrenne sono stati disposti gli arresti domiciliari in attesa del rito direttissimo.

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Cronaca

“I tifosi non devono subire le conseguenze di chiusure di settori o dello stadio”

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Ingresso Curva Nord stadio Olimpico


IL MOVIMENTO DEI CONSUMATORI INVITA I CLUB DI SERIE A, AD ELIMINARE LE CLAUSOLE ABUSIVE DEI BIGLIETTI

IL MOVIMENTO DEI CONSUMATORI INVITA I CLUB DI SERIE A, AD ELIMINARE LE CLAUSOLE ABUSIVE DEI BIGLIETTI.

L’Antitrust ha riscontrato clausole vessatorie nei contratti di abbonamento della Serie A e ha avviato 9 procedimenti, nei confronti di Atalanta, Cagliari, Genoa, Internazionale, Lazio, Milan, Juventus, Roma e Udinese. Movimento Consumatori, dopo aver riscontrato l’esistenza di clausole in contrasto con il Codice del consumo, si occupa della tutela degli abbonati da gennaio 2018. In due anni ha inviato 16 diffide ad altrettanti club e ha promosso numerose azioni inibitorie collettive, tra cui quella conclusa vittoriosamente con la condanna della SS Lazio con l’Ordinanza 24 giugno 2019 emessa dal Tribunale di Roma. I profili di illegittimità delle clausole ricorrenti negli abbonamenti di Serie A riguardano non soltanto le violazioni oggetto dei procedimenti Agcm (esclusioni del rimborso del corrispettivo versato in caso di squalifica dello stadio o disputa di gare a porte chiuse o con chiusure di settori, per impossibilità sopravvenuta della prestazione, anche imputabile alla Società; esclusioni e limitazioni della responsabilità per colpa della società in caso di squalifica dello Stadio o di ordini che impongano lo svolgimento delle gare a porte chiuse o con chiusure di specifici settori), ma anche previsioni che consentono alle società di modificare unilateralmente le condizioni di contratto senza giustificato motivo e deroghe al ”foro del consumatore”.
Molte società, a seguito delle azioni di MC, hanno riconosciuto il principio per cui i tifosi che non hanno colpe non devono subire le conseguenze di chiusure di settori o dello stadio, per cui hanno diritto a rimborsi e risarcimenti, e hanno modificato i contratti rendendoli conformi a quanto previsto dal Codice del Consumo. Altre invece hanno riprodotto clausole abusive nelle condizioni di abbonamento della stagione in corso. ”Riteniamo non solo che i club destinatari dei procedimenti avviati dall’Agcm -afferma Marco Gagliardi del Servizio Legale MC- debbano immediatamente eliminare le clausole vessatorie, ma anche che la Lega Calcio si attivi per evitare che i consumatori subiscano un trattamento contrattuale diverso a seconda della maglia che indossano allo stadio, aprendo a un dialogo costruttivo e nell’interesse della platea degli abbonati italiani”. Ad ottobre scorso, MC ha invitato la Lega Calcio ad attivare un confronto per diffondere un modello di condizioni di abbonamento privo di clausole abusive. La Lega non ha tuttavia risposto.

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