Seguici sui Social



Articolo copertina

Igli Tare si racconta: “Io ds? Credevo che Lotito fosse pazzo. Ho ricevuto minacce di morte, ma ora…”

Pubblicato

il

PUBBLICITA



Igli Tare si racconta ai microfoni di Sky Sport con una lunga intervista da parte di Gianluca di Marzio. Di seguito riportiamo le sue parole.

Igli Tare si racconta:

Sei un direttore sportivo “invisibile”, ti si vede poco e si vedono poco in giro i tuoi scout. Ma fai tutto da solo o siete bravi a nascondervi?

“Io mando in giro qualche ex calciatore che ha giocato con me, mi fido di loro perché loro sanno cosa è importante per me in un giocatore”.

Cosa è importante per te quando devi individuare un giocatore?

“La fisicità, la tecnica e il linguaggio del corpo che è fondamentale in campo, ti fa capire il carattere di un giocatore. Ci sono tanti piccoli dettagli che poi fanno la differenza”.

È vero che quando lasciasti l’Albania per coronare il tuo sogno di diventare giocatore andasti a piedi, senza documenti, oltrepassando il confine per andare in Germania?

“Sì, è vero e non mi vergogno per questo. Dietro tutta questa avventura c’era un sogno da coronare e sono molto fiero della strada che ho fatto. Penso di essere un esempio per tanti giovani che possono fare la stessa cosa, come feci io all’epoca”.

Come fu quel viaggio?

“Un viaggio tra paure, difficoltà, domande. Ero da solo, avevo solo un punto di riferimento che mi avrebbe aiutato solo se fossi riuscito ad entrare in Germania. Adesso sembra la trama di un film, all’epoca era anche una cosa pericolosa. Dovevi fidarti dei trafficanti che rendevano possibile il passaggio tra Repubblica Ceca e Germania. Ho deciso di farlo, non mi spaventava niente”.

Arrivi in Germania, giochi di pomeriggio e al mattino lavori come giardiniere

“Arrivo in Germania… proponendo alle squadre di farmi un provino e così è stato una sera al Ludwigshafen, la squadra dove giocavo, che mi diede la possibilità di allenarmi con loro. Non essendo una squadra a livello finanziario molto buono mi proposero questo lavoro”.

Poi un giorno ti sei fatto male con una lama…

“Fu un mio collega con una motosega, non è stato attento, mi colpì alla gamba. Sono stato veramente fortunato perché mi aveva tolto quasi tre millimetri di osso, fu un momento molto difficile”.

In che modo hai reagito quando Lotito ti ha chiesto di diventare direttore sportivo?

“Quando il presidente Lotito mi chiese di accettare questa avventura tra me e me dissi: questo è un pazzo”.

Tu volevi continuare a giocare?

“Sì, avevo un accordo con lui di prolungare il contratto per altri due anni (un anno più l’opzione di un altro anno)”.

Come è la vostra condivisione delle trattative?

“All’inizio del mio percorso siamo stati sempre insieme, anno dopo anno ha capito le mie qualità, facendosi via via da parte sia sulla scelta del giocatore sia sulle trattative. Ma quando ci sono delle difficoltà a livello economico il suo intervento è fondamentale per risolvere queste problematiche”.

Hai mai pensato di andare via?

“Onestamente, si. Ci sono stati dei momenti in cui ho pensato anche a questa scelta, soprattutto pensando alla famiglia. Fosse stato per me, non avrei avuto nessun problema ad andare avanti, ma il problema è che abbiamo ricevuto anche minacce di morte, ai famigliari, alla moglie, ai figli, cose che, veramente, non si possono raccontare. Quelli sono stati dei momenti in cui ho pensato se davvero valesse la pena andare avanti, o mollare. Però, dentro di me, ho sempre detto che non l’avrei data vinta a nessuno, perché ho sempre pensato di avere lavorato con il cuore per la società ed ero convinto che alla lunga, sarebbe venuto fuori il vero valore di questo lavoro e, grazie a Dio, così è stato”.

Quindi, hai avuto paura a Roma per la tua famiglia?

“Sì, in alcuni momenti ho avuto anche paura”.

Hai anche pensato di tornare a casa?

“No, ma per loro si, per i miei figli perché, poi, gli anni passano, i figli crescono. In particolar modo, nel periodo della cessione di Hernanes. È stato un momento brutto, che dentro di me porto come un’esperienza molto negativa. Una parte di me, dopo quella esperienza, è morta, per quel che riguarda il modo di vivere il calcio. Lì, tocchi veramente la parte brutta del calcio”.

Milinkovic-Savic, uno dei tuoi grandi affari. Come è andata?

“In quei minuti ero la persona più sicura del mondo che Milinkovic, nonostante fosse andato lì, avrebbe deciso di venire alla Lazio. La sera prima lui mi ha chiamato dicendomi che doveva andare lì per rispetto di suo padre, ma che la sua scelta era stata fatta e che sarebbe venuto alla Lazio. Mi ha detto di stare tranquillo, che doveva andare lì, ma che poi a loro avrebbe detto che veniva alla Lazio. Per questo gli sarò grato, perché ci sono pochi giocatori che fanno una cosa del genere”.

Che mercato sarà quello della Lazio a gennaio?

“Forse sarà più in uscita per qualche giocatore che non trova spazio, perché siamo in tanti”.

Cosa non hanno ancora capito i tifosi della Lazio di Tare?

“Non lo so, non so cosa non possano aver capito. Negli ultimi anni, ovunque vada per la città, mi riconoscono, ma il calcio è un lavoro nel quale conta molto il presente. Io cerco di viverlo in questo modo, vivere il presente, essere tutto me stesso con questa società. Anche la scelta di prolungare il mio contratto per quattro anni ancora, nonostante tante richieste avute, anche lusinghiere, da squadre importanti, anche a livello mondiale, mi ha fatto capire che questa società per me significa qualcosa d’importante”.

Quindi, hai avuto delle richieste grosse

“Sì, ho ricevuto qualcosa, anche in Italia”.

Una scelta di fede, quella di essere rimasto..

“Sì, perché quando arrivano questi momenti capisci veramente cosa significa il presente, dove tu stai. Quando valuti anche con il cuore, il mio cuore mi ha detto di rimanere qui. La scelta l’ho fatta con il cuore. Ogni scelta che ho fatto nella mia vita, l’ho fatta ascoltando più il cuore, che non l’interesse, anche economico, e sono fiero di aver fatto questa scelta”

SEGUI LA NOSTRA PAGINA FACEBOOK

LAZIO NOVARA, LE INFO SUI TAGLIANDI >>> LEGGI QUI


Pubblicità

Articolo copertina

TAMPONI LAZIO – La Figc multa la società, Lotito, Pulcini e Rodia

Pubblicato

il

TAMPONI LAZIO – La Figc multa la società, Lotito, Pulcini e Rodia: le decisioni.

TAMPONI LAZIO – A comunicare questo ‘primo atto’ la stessa Federazione, con un comunicato ufficiale. Destinataria del provvedimento in primis la stessa società biancoceleste, che dovrà sborsare 2500 euro. Cifra che va ad aggiungersi ai 1875 euro comminati al presidente e ai 937,50 cadauno ai due medici societari. Il motivo della sanzione sarebbe da addebitarsi ad un’esecuzione in ritardo dei tamponi relativi al periodo maggio-giugno della scorsa stagione. Adesso si attende l’esito dell’altro fascicolo, quello sulle presunte irregolarità in questo campionato.

Continua a leggere

Articolo copertina

PAGELLE LAZIO PARMA Muriqi c’è. Parolo old but gold

Pubblicato

il

Ottavo di finale di Coppa Italia. Pagelle Lazio Parma

Le pagelle di Lazio Parma

STRAKOSHA 6.5 – Per 70 minuti è stato spettatore. Poi la fiammata dei ducali e la super parata sul colpo di testa ravvicinato di Brunetta. Sul gol di Mihaila di più non poteva fare.

PAROLO 7 – Il vintage va sempre di moda e così il veterano Marco fa la sua bella figura in Coppa Italia contro la sua ex squadra. Gol da ariete con un bel colpo di testa al 22esimo. Inizia difensore e termina centrocampista. Dove lo metti, sta. Dal 90′ VAVRO s.v.

HOEDT 6 – Qualche disimpegno sbagliato ad inizio partita, poi prende le misure tra alti e bassi.

ACERBI 6.5 – Gioca sempre senza mai fermarsi. Questa volta in posizione di braccetto sinistro della difesa a tre. Lui c’è sempre, forse colpevole in occasione del gol gialloblu non essendosi alzato in tempo per azionare il fuorigioco.

LAZZARI 6 – Dopo la super prestazione nel derby questa sera ha giustamente tirato i remi in barca. Quando ha potuto è sceso sulla fascia, ma il suo compito è stato prettamente quello di contenere gli avversari. Dal 70′ Marusic 6 – Torna nella sua fascia naturale, la destra, e lo fa bene.

MILINKOVIC 6 – Ordinaria amministrazione per il serbo. Lascia le luci della ribalta ai suo compagni e gestisce al meglio le energie. Dal 57′ PATRIC 6 – Prestazione ordinata.

ESCALANTE 7 – Un autentico cagnaccio. Ti fissa, ti segue in ogni dove e non ti molla mai. Fa un pressing clamoroso a tutto campo. Polmoni d’acciaio e grinta da vendere.

AKPA AKPRO 6.5 – Ormai non è più una sorpresa, ma una conferma. Corsa e tecnica al servizio dei compagni. Non molla mai.

FARES 6 – Buona sgambata per il laterale tornato titolare dopo tempo immemore. Occasione per mettere benzina nelle gambe e diventare arma in più per la seconda parte di stagione. Dal 70′ LULIC 10 – Voto di stima e di augurio per il nostro Capitano. Ben tornato Senad.

PEREIRA 6.5 – Buon primo tempo per il brasiliano che è molto mobile sulla trequarti, spaziando su tutto il versante d’attacco. E’ suo l’assist al bacio per Parolo che gonfia la rete. Sfortunato quando il suo diagonale rasoterra colpissce il palo. Esce ad inizio ripresa e forse non se lo aspettava. Dal 57′ CORREA 6 – La condizione non è ottimale e si vede, ancora troppo lento e spaesato.

MURIQI 6.5 – Aveva iniziato bene la partita proponendosi in due occasioni. Prima è il palo a dirgli di no, poi Colombi anche se poteva fare di più. Nella ripresa sparisce completamente ma ha il pregio di insaccare il gol del 2-1 al 90esimo e il suo voto finale si alza. Ma per 18 milioni ci si aspetta qualcosa di più.

ALL. INZAGHI 6.5 – Opta per un turnover in tutti i ruoli. Ma non si capisce perchè non venga data una possibilità ad Armini. Raggiunge i quarti con il minimo sforzo e un po’ di fortuna.

Pagelle di Marco Corsini

Continua a leggere
Pubblicità
Pubblicità

Pubblicità

Articoli più letti