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Lazio e l’incognita Berisha. Il 2019 l’anno del riscatto del kosovaro?

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Berisha centrocampista Lazio


e l’incognita . Il centrocampista kosovaro, nei suoi primi mesi di esperienza biancoceleste, non ha convinto, frenato soprattutto dagli infortuni. Il 2019 l’anno del riscatto?

Lazio e l’incognita Berisha. E’ stato uno degli acquisti più importanti del mercato estivo dei biancocelesti: 8,5 milioni per strapparlo alla concorrenza di Liverpool, Sampdoria e Newcastle tra le altre, e portarlo a Roma dal . Proprio quel Salisburgo giustiziere della Lazio in Europa League. Un doppio confronto, quello dei quarti di finale di Coppa della scorsa stagione, in cui il centrocampista aveva brillato: un goal su rigore all’andata e un assist decisivo nella sfida di ritorno. Centrocampista dinamico e con ottimi piedi e visione di gioco, Tare aveva visto nel kosovaro l’innesto giusto per il centrocampo laziale.

I PROBLEMI FISICI

Il 24 luglio però, durante il ritiro, subito un grave muscolare ne pregiudica la preparazione e il suo inizio di stagione. Tra ricadute e una lenta riabilitazione, Berisha rientrerà in squadra solo due mesi dopo. Per l’esordio in campo bisognerà aspettare il 4 ottobre e la gara interna contro l’Eintracht in cui Inzaghi gli concede uno scampolo di partita. Poi buoni spezzoni in campionato, soprattutto nella trasferta di Parma in cui risulta decisivo con il suo ingresso. Sembra l’inizio di una nuova parabola biancoceleste, ma ad inizio dicembre un nuovo stop per noie muscolari lo rispedisce fuori. Il resto è storia recente, fino all’ultimo, ennesimo problema muscolare occorsogli poco prima di Natale.

2019 PER PRENDERSI LA LAZIO

Il è romai alle spalle e adesso Berisha non può più aspettare, così come la Lazio, che si aspetta grandi cose da lui. Il 2019 può e deve essere l’anno del riscatto per il centrocampista kosovaro, che ha un’estrema voglia di prendersi il centrocampo biancoceleste. Per ora è volato in patria per le vacanze. Al suo ritorno dovrà dimostrare che i soldi spesi in estate non sono stati butatti dalla finestra e che l’investimento di Tare e Lotito non è stato vano. I tifosi, che dal suo arrivo gli hanno dimostrato grande affetto, contano su di lui.

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LA NOSTRA STORIA Silvio Piola, il più grande in assoluto

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Silvio Piola leggendario bomber della Lazio e della Nazionale


A Robbio, un piccolo paese immerso nelle risaie pavesi, il 29 settembre del 1913 nasceva Silvio Piola. Da molti considerato il calciatore italiano più forte di tutti i tempi. Una leggenda del nostro calcio. In oltre ventiquattro anni di carriera con Pro Vercelli, Lazio, Torino, Juventus e Novara, ha realizzato 274 reti in Serie A. Un primato che dura dal 7 febbraio 1954.

Silvio Piola è ancora oggi il capocannoniere storico in Serie A della Pro Vercelli (51 reti), della (143) e del Novara (70). In Nazionale ha dato il meglio di sé portando gli azzurri di Vittorio Pozzo alla vittoria nel Campionato del Mondo di calcio di Francia del 1938. Segnò cinque reti in quattro partite, tra cui la doppietta in finale contro l’Ungheria. Figura al terzo posto tra i marcatori azzurri di sempre con 30 reti (dietro a Riva e Meazza). Il tutto soltanto in 34 partite in azzurro, con una media gol di 0,88 reti a partita.

Nel 1954 si è ritirato dal calcio giocato. Dopo un’esperienza come allenatore a Cagliari in B e a Piacenza, nel 1957, entrò in Federazione come talent scout e allenatore dei giovani. Ruolo che ricoprì fino al 1976 quando andò in pensione. Affetto dal morbo di Alzheimer morì il 3 ottobre 1996 pochi giorni dopo il suo ottantatreesimo compleanno.

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