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Veron su Correa, Inzaghi e il passato alla Lazio

Veron su Correa, Inzaghi e il passato alla Lazio. L'ex centrocampista biancoceleste della Lazio scudettata ha concesso un'intervista al Corriere dello Sport in cui ha parlato a tutto tondo della Lazio attuale e passata.

Veron su Correa, Inzaghi e il passato alla Lazio. L'ex centrocampista biancoceleste conosce bene l'attuale trequartista della Lazio:Correa lo conosco bene perché eravamo compagni di squadra all’Estudiantes. Ci ho lavorato anche quando sono diventato dirigente. È un calciatore che ha imparato tanto e che ancora deve imparare. Il calcio italiano lo farà diventare più forte. Nel 2012 cominciò ad allenarsi in prima squadra: io stavo lasciando il calcio e lui iniziava. Il suo talento si vedeva sin da subito. Ricordo che ci allenavamo sulle punizioni, gli davo alcuni consigli. Ma Correa si è fatto da solo, ha qualità innate. Ha sempre ascoltato i più grandi, è un giocatore intelligente e devo dire che oggi si sta esprimendo nella sua versione migliore. Tatticamente penso che non abbia un ruolo fisso, può giocare da seconda punta, da attaccante esterno o dietro le punte. Credo che possa diventare anche un buon centrocampista come lo ero io. È completo nel gioco. Tecnicamente è molto forte, in più è alto 1.85 ed è veloce col pallone tra i piedi. Sono contento che stia ripercorrendo lo stesso percorso mio: prima la Samp, poi la Lazio”.

INZAGHI

Non mi sarei mai aspettato che diventasse un allenatore. Era un ragazzotto, ma nella vita è tutta questione di tempo, di maturazione. Ha dimostrato di essere un grande tecnico, ho parlato con gente che lavora con lui e mi hanno raccontato della serietà, della voglia di imparare e di emergere. Inoltre ha molto intuito. Da giocatore come era? Mi chiedeva di battere i rigori, ed alcuni glieli ho anche fatti calciare. Vorrei fare un salto a Formello per salutare Simone e confrontarmi con lui”.

LO SCUDETTO CON LA LAZIO

Lo Scudetto del 2000 fu incredibile, indimenticabile. Ricordo che io ero chiuso in una stanza dello spogliatoio ad ascoltare in radio Perugia-Juve. Appena finì la partita, volò di tutto per l’aria e uscimmo a festeggiare. Un ricordo che porterò sempre con me”.

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Giulio Piras

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