ULTIME LAZIO Capanni — Questa mattina il classe 2000, in forza alla primavera biancoceleste, si è raccontato in un’intervista rilasciata ai microfoni di Lsr
ULTIME LAZIO Capanni: “Sto lavorando duramente per migliorare giorno dopo giorno. Allenarmi con la prima squadra è un sogno che si realizza. Ho l’opportunità di interagire con calciatori affermati e dalla loro esperienza posso imparare tanto. La prima convocazione in Serie A? È stato un momento bellissimo, un’emozione unica: oltretutto entrare in un Olimpico gremito e stare accanto a gente del calibro di Leiva e Immobile mi ha riempito d’orgoglio.
Perché la Lazio? Ho ricevuto diverse offerte, ma alla chiamata dei biancocelesti ho subito detto sì, non ho avuto dubbi. La Lazio è una grande squadra e qui ho la possibiltà di crescere come calciatore. Ringrazio Tare per aver sempre creduto in me e la mia famiglia, che mi sta sempre vicino e mi sostiene giorno dopo giorno. Mio padre era euforico il giorno della convocazione contro il Parma. Per lui sarebbe un sogno la mia convocazione con la nazionale italiana. I miei nonni sono italiani e sicuramente sarebbe un sogno per tutta la famiglia. Adesso però sono concentrato solo sulla Lazio. Il mio ruolo è quello del trequartista, mi piace muovermi nei pressi della porta ma sono pronto a giocare ovunque voglia il mister. Il mio idolo? Sicuramente Zidane. L’ho sempe adorato sia come calciatore che per la sua personalità”.
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3 caricatiRovella snobba lo Stadio Olimpico? «Non è il più emozionante» – Rabbia tifosi Lazio
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Cari tifosi biancocelesti, quante volte abbiamo sentito il nostro stadio vibrare come nessun altro, con quelle bandiere che sventolano orgogliose in Curva e lungo il Tevere? È un’emozione che ci unisce, che ci fa sentire invincibili contro le avversità. Le parole di Nicolò Rovella non sono solo un elogio, ma un grido di battaglia per tutti noi, che da anni lottiamo contro un sistema che sembra ignorare la passione della Lazio.
In un’intervista ai canali ufficiali della Lazio, Nicolò Rovella, il centrocampista che sta diventando sempre più centrale nel progetto tecnico di Maurizio Sarri, ha condiviso pensieri sinceri sul suo legame con il club e i suoi tifosi. Rovella ha parlato con entusiasmo della sua esperienza biancoceleste, sottolineando quanto ami “guardare le bandiere che ci stanno in Curva o in Tevere”. Ha descritto questo aspetto come uno dei più emozionanti del suo ruolo, collegandolo al momento attuale della squadra e alla sintonia con il mister. Queste dichiarazioni arrivano mentre Rovella si sta affermando come un pilastro a centrocampo, dimostrando come Sarri stia plasmando una Lazio combattiva, nonostante le sfide.
Pedro ringrazia i tifosi del Bologna: «È il sistema contro di noi, Lazio?»
Pedro Infuriato dal Bordo Campo: Un Altro Ingiusto Colpo per la Lazio che Non Si Arrende
Cari tifosi biancocelesti, quante volte dobbiamo assistere a questi momenti di amarezza? Una serata che avrebbe dovuto essere sinonimo di trionfo per la nostra Lazio, contro il Bologna, si è trasformata in un’amara riflessione su quanto la nostra squadra debba combattere contro venti contrari che sembrano non risparmiarci mai. Pedro, il nostro campione, costretto a lasciare il campo prematuramente: è come se il destino ce l’avesse con noi, un’altra dimostrazione di come la Lazio sia sempre chiamata a superare ostacoli che altre non vedono nemmeno.
Riprendiamo brevemente i fatti, per chi se li è persi tra l’entusiasmo e la delusione. Ieri, allo Stadio Renato Dall’Ara, la Lazio ha offerto una prestazione solida contro il Bologna, ma al 44′ minuto, Pedro ha dovuto alzare bandiera bianca per un infortunio. Il nostro attaccante, sempre generoso e decisivo, è stato costretto a richiedere il cambio, lasciando un vuoto palpabile in campo. Successivamente, sui suoi profili social, Pedro ha voluto chiarire la situazione: un messaggio di gratitudine verso i tifosi del Bologna – un gesto di fair play che lo rende ancora più grande – e una promessa di tornare presto, chiusa con un “Forza Lazio” che ha scaldato i cuori di tutti noi. È un segnale di resilienza, ma anche un richiamo a quanto questa squadra debba fare i conti con una serie di imprevisti che, percepiscono in molti, non sono distribuiti in modo equo nel nostro campionato.
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I cuori dei tifosi biancocelesti battono più forte che mai dopo quella vittoria sudata a Bologna. È come se Maurizio Sarri avesse acceso una scintilla di ribellione, trasformando una Lazio forse meno elegante del passato in una squadra che lotta con le unghie e con i denti per ogni palla. Per noi laziali, abituati a sentire il peso del mondo sulle spalle, questa è più di una semplice qualificazione in Coppa Italia: è un grido di orgoglio contro un sistema che spesso sembra ignorare le nostre battaglie.
Partiamo dai fatti. La Lazio di Sarri ha conquistato il quarto di finale di Coppa Italia battendo il Bologna con una prestazione solida, ma non sempre fluida. Come riportato, il tecnico toscano sta lavorando per dare alla squadra un’identità nuova, diversa da quella del passato: meno basata su tocchi raffinati e più su passione e determinazione. Quella vittoria ha infuso nuova linfa all’ambiente biancoceleste, alimentando la convinzione che stia nascendo una Lazio “meno bella ma più passionale”, come l’ha definita qualcuno. Sarri, il nostro Comandante, è al timone di questa nave, e nonostante qualche incertezza, sta provando a navigare tra le tempeste del campionato.


