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ACCADDE OGGI Lazio-Atalanta 3-0: la “guerra lampo” di Signori & co.

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Giuseppe Signori ex bomber della Lazio
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Una Lazio ambiziosa ma capace di vincere solo una delle prime sei partite di campionato. E’ questa la squadra che si presenta ai nastri di partenza del campionato 1992/93, primo anno a tempo pieno di Sergio Cragnotti alla guida del più antico sodalizio calcistico della Capitale.

La Lazio promette, regala spettacolo come nel match contro il Parma e quello contro il Milan dei marziani a San Siro la settimana precedente, ma manca ancora di un pizzico di concretezza. Arriverà tutta insieme in una domenica di fine ottobre, contro un’Atalanta che sin troppe volte si era dimostrata bestia nera dei biancazzurri, e che aveva collezionato circa vent’anni senza sconfitte nella massima serie contro la Lazio.

Signori si conferma inarrestabile, andando a segno dopo appena un minuto di gioco. Al contrario dei precedenti match , la Lazio non cade nei tranelli avversari e la rimonta dell’Atalanta di Lippi non si concretizza. Anzi arrivano i gol di Winter e Fuser nella ripresa che chiudono i conti, con buona pace dei contestatori di SuperDino. La cavalcata per l’Europa è appena iniziata.

Fabio Belli

IL TABELLINO

25 ottobre 1992, LAZIO-ATALANTA 3-0

Marcatori: 1′ Signori, 51′ Winter, 80′ Fuser.

LAZIO: Fiori, Bonomi, Favalli, Bacci, Luzardi, Cravero, Fuser, Doll, Winter, Gascoigne (31’st Corino), Signori (28’st Sclosa). A disp.: Orsi, Stroppa, Neri. All. Zoff.

ATALANTA: Ferron, Porrini, Minaudo (28’st Mascheretti), Valentini, Alemao, Montero, Rambaudi, Bordin, Ganz, De Agostini (13’st Rodriguez), Perrone. A disp.: Pinato, Pasciullo, Tresoldi. All. Lippi.

Arbitro: Ceccarini di Livorno.

 


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LA NOSTRA STORIA Tanti auguri a Gigi Simoni

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Gigi Simoni ex allenatore della Lazio

Il 22 gennaio 1939 a Crevalcore, in prov. di Bologna, nasce Luigi Gigi Simoni.

Centrocampista cresciuto nelle giovanili della Fiorentina nel 1959 Gigi Simoni passa al Mantova dove conquista la serie A. Nel 1961 passa in prestito al Napoli in B, conquista un’altra promozione e vince la Coppa Italia. L’anno seguente torna di nuovo al Mantova e debutta nella massima serie. Nel 1964, si trasferisce al Torino. In granata rimane per tre stagioni e nel 1967 passa alla Juventus. A fine stagione accetta il trasferimento in Serie B al Brescia, con cui ottiene la promozione in Serie A. Chiude la carriera nel 1974, a 35 anni, dopo tre anni trascorsi al Genoa.

LA CARRIERA DA ALLENATORE 

Una volta appesi gli scarpini al chiodo intraprende la carriera di allenatore. Guida molte squadre: Genoa, Brescia, Pisa, Lazio, Empoli, Cosenza, Carrarese, Cremonese, Napoli, Inter, Piacenza, Torino, CSKA Sofia, Ancona, Siena, Lucchese e Gubbio. Ha al suo attivo 8 promozioni: dalla B alla A con Genoa (1975-76 e 1980-81), Brescia (1979-80), Pisa (1984-85 e 1986-87), Cremonese (1992-93), Ancona (2002-03); e dalla C2 alla C1 con la Carrarese nel 1991-92. Nel febbraio del 2009 diventa Direttore Tecnico del Gubbio ma a ottobre del 2011 torna in panchina al posto dell’esonerato Fabio Pecchia per poi riprendere il suo ruolo di direttore tecnico nel 2012. Nel campionato 2013/14 è Direttore Tecnico della Cremonese e nel giugno 2014 ne viene eletto Presidente. Il 23 giugno 2015 il CdA lo riconferma, ma il 2 giugno 2016 viene sostituito da Michelangelo Rampulla. Il Genoa ha inserito Simoni nella sua Hall of Fame.

L’ANNO ALLA LAZIO

Nella stagione 1985-86 è il Presidente Chinaglia ad affidargli la squadra laziale, appena retrocessa in B. “La Lazio per me poteva essere una grande occasione, le premesse per fare bene c’erano tutte. La squadra era buona, in organico c’erano Caso, D’Amico, Poli, Fiorini, Ielpo, Garlini  invece incappammo in una stagione davvero turbolenta. Due mesi dopo l’inizio del campionato Chinaglia decise di lasciare. La società si sfaldò e la squadra iniziò ad avere delle battute d’arresto. Restammo per sette mesi senza prendere gli stipendi, per fortuna riuscimmo a tenere il gruppo unito. Fu veramente dura ma alla fine ci salvammo. La partita decisiva era Lazio-Brescia, sugli spalti c’erano 40.000 persone in festa”.

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