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LA NOSTRA STORIA L’ex centrocampista Bruno Chinellato

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LA NOSTRA STORIA Bruno Chinellato nasce a Mestre (VE) il 1 novembre 1946. Cresce nella Mestrina dove gioca dal 1964 al 1967, per passare poi all’Alessandria.

Nell’estate del 1970 Bruno Chinellato si trasferisce alla Lazio, con i compagni di squadra Gaetano Legnaro e Avelino Moriggi. In biancoceleste vince la Coppa delle Alpi e il Campionato De Martino. Nel 1971/72 passa in prestito al Lecco. L’anno dopo la Lazio lo cede al Como. Successivamente prosegue giocando nelle categorie minori. Disputa due anni alla Salernitana, due al Grosseto, una al Giulianova e due al Sorrento, dove chiude la carriera. Si stabilisce a Grosseto e, diventato allenatore, guida il Batignano e il Casottomarina, prima di allenare per un anno a Grosseto. È deceduto a Marina di Massa (GR) il 4 settembre 2008 per una grave malattia al pancreas.

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LA NOSTRA STORIA Silvio Piola, il più grande in assoluto

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Silvio Piola leggendario bomber della Lazio e della Nazionale


A Robbio, un piccolo paese immerso nelle risaie pavesi, il 29 settembre del 1913 nasceva Silvio Piola. Da molti considerato il calciatore italiano più forte di tutti i tempi. Una leggenda del nostro calcio. In oltre ventiquattro anni di carriera con Pro Vercelli, Lazio, Torino, Juventus e Novara, ha realizzato 274 reti in Serie A. Un primato che dura dal 7 febbraio 1954.

Silvio Piola è ancora oggi il capocannoniere storico in Serie A della Pro Vercelli (51 reti), della Lazio (143) e del Novara (70). In Nazionale ha dato il meglio di sé portando gli azzurri di Vittorio Pozzo alla vittoria nel Campionato del Mondo di calcio di Francia del 1938. Segnò cinque reti in quattro partite, tra cui la doppietta in finale contro l’Ungheria. Figura al terzo posto tra i marcatori azzurri di sempre con 30 reti (dietro a Riva e Meazza). Il tutto soltanto in 34 partite in azzurro, con una media gol di 0,88 reti a partita.

Nel 1954 si è ritirato dal calcio giocato. Dopo un’esperienza come allenatore a Cagliari in B e a Piacenza, nel 1957, entrò in Federazione come talent scout e allenatore dei giovani. Ruolo che ricoprì fino al 1976 quando andò in pensione. Affetto dal morbo di Alzheimer morì il 3 ottobre 1996 pochi giorni dopo il suo ottantatreesimo compleanno.

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