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LA NOSTRA STORIA – Franco Janich, l'”armadio” biancoceleste

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Rubrica la nostra storia di Laziochannel


Il 27 marzo 1937 nasceva a Udine Francesco Ianich, meglio noto come Franco Janich. Inizia a giocare nelle fine dello Spilimbergo.

Passa poi alle giovanili dell’Atalanta, con la quale esordisce in Serie A. Difensore, giocava nel ruolo di libero. Roccioso ma corretto (non venne mai espulso), venne soprannominato l'”armadio”.  Nel corso della sua lunga carriera non ha mai segnato un gol.

L’ARRIVO ALLA LAZIO

Nel 1958 arriva alla Lazio, dove conquista subito la Coppa Italia (la prima della società biancoceleste nel dopoguerra), la Coppa dell’Amicizia (per nazioni) nel 1960 e la Coppa delle Alpi (per nazioni) nel 1961. È stato uno dei difensori più eleganti e tecnici che abbiano mai indossato i colori biancocelesti. Con la squadra capitolina ha collezionato 93 presenze in Campionato, 10 in Coppa Italia e 2 in Coppa delle Alpi.

L’ADDIO ALLA LAZIO

Nella stagione 1960-1961 passò al Bologna dove diventò titolare fisso e raggiunse il traguardo più alto della sua carriera vincendo lo storico Scudetto del 1964, vinto allo spareggio contro l’Inter di Herrera. Nel periodo bolognese gioca anche 6 partite in Nazionale. Era in campo nelle sconfitte subite con il Cile nei Mondiali del 1962 e contro la Corea del Nord nei Mondiali del 1966. Nella stagione 1969/70 vinse il Premio come Calciatore esemplare assegnato dal quotidiano Stadio al calciatore che più si è distinto nel torneo per qualità atletiche, morali e tecniche (in quel momento 388 partite nel massimo campionato senza mai subire squalifiche).

LA NUOVA AVVENTURA ALLA LAZIO

Terminata la carriera da giocatore diventa Direttore Generale del Napoli dal 1972 al 1976 e dal 1978 al 1980. Poi passa al Como dove ricopre la carica di Direttore Sportivo. Dal 1978 al 1980 torna alla Lazio con l’incarico di Direttore Sportivo. A causa dell’arrivo di Moggi in biancoceleste rinuncia al terzo anno di contratto con la società capitolina e si trasferisce alla Triestina. In seguito diventa direttore sportivo del Bari, dove resta per otto anni. Nel 1986 viene squalificato per sei mesi per lo scandalo scommesse. Tra fine anni novanta e i primi del duemila con il procuratore Riccardo Franceschini gestisce un’agenzia di ricerca di talenti calcistici, la Franceschini-Janich. All’inizio dello stesso decennio entra a far parte dello staff amministrativo del Manfredonia. Dalla stagione calcistica 2007-2008 Janich ricopre il ruolo di direttore sportivo nel Pomezia, squadra di calcio di Eccellenza Laziale.

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LA NOSTRA STORIA Tanti auguri a Cristian Daniel Ledesma

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Compie oggi gli anni Cristian Daniel Ledesma. L’ultimo capitano che ha saputo con il suo comportamento, la sua serietà e il suo grande affetto verso i colori biancocelesti, rendersi “immortale” nella storia della Lazio.

GLI INIZI

Nato a Buenos Aires il 24 settembre 1982 Ledesma cresce nelle giovanili del Boca Juniors. Nel 2001 grazie al direttore sportivo del Lecce, Pantaleo Corvino, arriva in Italia. Con le sue prestazioni si segnala come uno dei migliori protagonisti della formazione pugliese. Nel 2006, a seguito della retrocessione in serie B dei giallorossi pugliesi è acquistato dalla Lazio. I primi tempi nella Capitale si rivelano difficoltosi ma pian piano le sue prestazioni cominciano a lievitare e Cristian diventa uno dei pilastri della formazione biancoceleste.

LEDESMA: DAL PRIMO DERBY AI PROBLEMI CONTRATTUALI

Nel primo derby giocato nel dicembre del 2006 Ledesma realizza un gol incredibile: un tiro scagliato da circa 30 metri si va ad insaccare all’incrocio dei pali della porta giallorossa, ed entra così definitivamente nei cuori dei suoi sostenitori. I biancocelesti al termine del campionato conquistano la Champions League ed il presidente biancoceleste, Claudio Lotito, rifiuta tutte le proposte che arrivano per il calciatore.

DA PROTAGONISTA A FUORI ROSA

Nella stagione successiva, malgrado le difficoltà della squadra guidata da Delio Rossi, le sue prestazioni sono sempre oltre la sufficienza. Nonostante i suoi successi personali, nella stagione successiva, a causa di problemi contrattuali, viene messo fuori rosa ed il giocatore chiede la rescissione del contratto ma il ricorso presentato dal calciatore non viene ammesso dal collegio arbitrale.

DA DELIO ROSSI A REJA

Cristian chiede allora di essere ceduto ma il presidente Lotito non cede e lo trattiene a Roma. Nel frattempo la compagine biancoceleste era passata da Rossi agli ordini di Ballardini, ma è solo dopo l’esonero del nuovo allenatore e la sua sostituzione con Edy Reja che viene reintegrato in squadra. Il tecnico friuliano punta molto sul giocatore argentino e lo schiera subito nella formazione titolare. Dopo il lungo periodo di inattività Cristian torna alla ribalta risultando decisivo per la salvezza della squadra romana.

DALLA RICONCILIAZIONE AL DIVORZIO

Nel calciomercato del 2010 sembra di nuovo in procinto di fare le valigie verso altri lidi ma dopo aver più volte sfiorato la rottura con la dirigenza biancoceleste, a sorpresa, firma un nuovo contratto di 5 anni mettendo fine al contenzioso. Alla scadenza del nuovo contratto la Lazio annuncia che tra le parti si è deciso di non proporgli nessun rinnovo e tramite il proprio sito ufficiale, con un messaggio denso di commozione, saluta e ringrazia il calciatore per il suo attaccamento ai colori biancocelesti. Dopo 8 stagioni, in cui il giocatore ha collezionato 259 presenze e 12 reti in campionato, Ledesma saluta la sua vecchia società. Durante la sua carriera romana vince 2 Coppe Italia, la prima nella stagione 2008/09 e la seconda nel 2012/13, e la Supercoppa Italiana nel 2009/10.

LE ALTRE ESPERIENZE

Nel 2015 si trasferisce al Santos per passare poi all’inizio di questa stagione al Panathinaikos. A dicembre del 2016 rescinde il contratto con la squadra greca e a gennaio firma per la Ternana. La stagione successiva però si trova nuovamente svincolato e a luglio del 2017 comincia a frequentare il corso da allenatore a Coverciano per calciatori svincolati. Il 22 agosto firma un contratto annuale con il club svizzero del Lugano. Tornato in Italia viene ingaggiato dal Pro Piacenza, formazione emiliana di Serie C. In seguito alle difficoltà finanziarie della società piacentina si svincola insieme ad altri giocatori. Rimasto senza contratto dopo l’esperienza alla Pro Piacenza il 6 settembre 2019 decide di ritirarsi ed accettare la proposta di allenare la LUISS, squadra della nota università romana militante in Promozione. Durante quest’esperienza ritrova come calciatore Guglielmo Stendardo, suo compagno ai tempi della Lazio.

TANTI AUGURI CAPITANO !!!

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