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Giocatori e Lotito patto d’acciaio: rispetto delle regole per la ripresa

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Lazio Supercoppa
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Tra i giocatori e Lotito patto d’acciaio: la squadra è unita con la società nel rispetto delle regole per la ripresa del campionato. A Formello si spera che la stagione possa andare avanti naturalmente a Coronavirus sconfitto.

La Lazio rispetta le regole: tutti i suoi giocatori e tesserati sono rimasti nella Capitale o quantomeno in Italia. A nessuno è stato permesso di lasciare il Paese nonostante alcuni calciatori abbiano la famiglia lontana. Le altre squadre? Beh è sotto gli occhi di tutti che Juve e Inter su tutte hanno agito diversamente. Douglas Costa in Brasile a fare selfie sulla spiaggia, Higuain partito con un jet privato per raggiungere l’Argentina nonostante i casi positivi in casa bianconera. A Milano sponda Inter lo stesso: Brozovic e Handanovic tra gli altri hanno fatto ritorno a casa. La Lazio no: si è attenuta alle prescrizioni del governo e quando l’emergenza Coronavirus sarà finita è pronta a tornare ad allenarsi nella massima sicurezza igienica e sanitaria. Tutti a Formello sperano nella ripresa del campionato anche giocando d’estate.

Il decreto del Presidente del Consiglio Conte parla chiaro: chi rientrerà in Italia dovrà stare in quarantena per 14 giorni. In questo modo non sarà possibile per i giocatori emigrati tornare ad allenarsi se il campionato dovesse riprendere a maggio o giugno. Perché queste squadre hanno permesso ai propri calciatori di tornare a casa se ancora una decisione non è stata presa? Lotito furioso anche con Marotta per questa scelta della società Inter. Come andrà a finire? Nei prossimi giorni la Lega si incontrerà di nuovo (in videoconferenza): si vuole aspettare almeno dopo la Pasqua per cercare di trovare una soluzione per i campionati nazionali. Ora la priorità è l’emergenza sanitaria: si naviga a vista in attesa che il Coronavirus possa allentare la sua morsa distruttiva.


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LA NOSTRA STORIA Domenico ‘Mimmo’ Caso

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LA NOSTRA STORIA Domenico MimmoCaso nasce a Eboli (SA) il 9 maggio 1954. Centrocampista, fa il suo debutto nel calcio professionistico con la Fiorentina. Nella stagione 1974-1975 vince il suo primo trofeo: la Coppa Italia. Nella stagione 1978-1979 Caso lascia la Fiorentina e si trasferisce al Napoli. Nell’estate 1979 passa all’Inter. Nel 1980 si laurea Campione d’Italia. Dopo l’esperienza in nerazzurro passa per due anni in Serie B al Perugia. Nell’estate del 1983 torna in Serie A con il Torino. Quindi passa alla Lazio, in quel periodo nella serie cadetta. Con la maglia biancoceleste disputa tre stagioni. Nel 1988, dopo la promozione in A, viene ceduto al Latina. Chiude la carriera nell’Orceana.  Dal 1992/93 al 1996/97 è l’allenatore della Lazio Primavera. Il primo anno sfiora lo Scudetto perdendo la finale contro l’Atalanta. Nella stagione 1994/95 vince il titolo. Tra i tanti giovani lancia Alessandro Nesta, Marco Di Vaio, Alessandro Iannuzzi, Flavio Roma e Daniele Franceschini. Dopo aver guidato Foggia, Chievo e Pistoiese, nel 2003/04 torna ad allenare la Primavera laziale. Nel 2004/05 viene chiamato dal nuovo presidente biancoceleste Claudio Lotito ad allenare la prima squadra. Viene esonerato e sostituito da Papadopulo. Successivamente allena la Ternana. A giugno del 2009 viene nominato supervisore del settore giovanile della Cisco Roma. Nel 2011 assume la guida degli Allievi Regionali A1 della Voluntas (Spoleto). A luglio del 2012 viene nominato allenatore della squadra Primavera della Virtus Lanciano. Nel 2013 viene ingaggiato come tecnico della squadra Primavera della Reggina, ma dopo pochi giorni decide di lasciare l’incarico per motivi familiari.

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