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LA NOSTRA STORIA Il Presidente Eugenio Gualdi

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Rubrica la nostra storia di Laziochannel
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LA NOSTRA STORIAEugenio Gualdi nasce a Torino il 25 aprile 1884. Divenne Presidente il 30 dicembre 1933.

Gualdi divenne Presidente quando nel 1933 fu rinnovato il Consiglio di amministrazione della società. Subentrò a Remo Zenobi che aveva guidato la Lazio nei cinque anni precedenti. Fece adottare dagli uffici della società criteri di gestione basati sulla programmazione e sulla managerialità. Il tutto in un settore che ancora si basava su dilettantismo e improvvisazione.

IL TRASFERIMENTO A VIA FRATTINA

Dotato di un buon patrimonio personale, Direttore Generale e poi Presidente della potente Società Generale Immobiliare, l’ing. Gualdi agì su due linee fondamentali per una società sportiva: tecnica e finanziaria. Per prima cosa trasferì la sede sociale nel prestigioso palazzo di Via Frattina 89, che rimase sede sociale fino agli anni ’60. Poi assunse il tecnico Walter Alt al posto di Karl Sturmer.

UNA GRANDE CAMPAGNA ACQUISTI

Con una rapida trattativa portò in biancoceleste il campione del mondo Attilio Ferraris, idolo dei tifosi romanisti, Gipo Viani, Giacomo Blason e Felice Levratto. Il vero colpo di mercato fu però l’acquisto di Silvio Piola dalla Pro Vercelli, strappato all’Ambrosiana e al Torino con una trattativa perfetta che vide l’intervento politico del segretario economico del Fascio, Marinelli.

Nella sua prima campagna acquisti la Lazio spese oltre 700.000 lire. Nel corso della sua presidenza Gualdi, con Erberto Vaselli presidente della Sezione Calcio, nella stagione 1936/37 riuscì a portare la Lazio al secondo posto in classifica, a soli tre punti dal Bologna, e alla finale di Coppa Europa nel 1937 persa contro gli ungheresi del Ferencvaros. Ma il vero successo fu che la Lazio fu considerata in Italia e fuori una squadra e una società di primaria importanza.

NOTEVOLE AUMENTO DI TIFOSI BIANCOCELESTI

Il presidente con l’aiuto fondamentale dei dirigenti Aldo Samaritani e Fernando Saraceni portò la Lazio ai massimi livelli e fu proprio in quel periodo che aumentarono sensibilmente gli sportivi che divennero sostenitori biancocelesti. In quegli anni la Lazio contribuì ai successi della Nazionale italiana. ‘Filò’ Guarisi e Attilio Ferraris, campioni del mondo nel 1934, Giuseppe Baldo e Francesco Gabriotti, campioni olimpici a Berlino nel 1936 e Piola, capocannoniere e campione del mondo nel 1938.

Gualdi si dimise il 29 aprile 1938 per la guerra intestina che alcuni dirigenti laziali oscurati dai suoi successi gli portarono a livello politico. Il suo posto fu preso dal politico, imposto dall’alto, on. Raffaello Riccardi. Nel secondo dopoguerra la Lazio ebbe bisogno, ancora una volta, dell’aiuto di Gualdi.

Lui, attaccatissimo alla società e senza alcun rancore, operò come consigliere riuscendo a portare a Roma con un’iniziativa personale i fratelli Lucidio e Vittorio Sentimenti. Alla sua impresa si deve la costruzione di tantissimi edifici in zona via Conca D’Oro e Prati Fiscali nel quartiere di Montesacro. Morì a Roma l’1 aprile 1973.

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ACCADDE OGGI Il derby di Di Canio con l’esultanza sotto la Curva Sud (VIDEO)

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15gennaio1989 – Campionato Italiano di calcio Serie A 1988/89 – Quel gol di Di Canio e i festeggiamenti sotto la Sud.

Di Canio come Chinaglia

Correva l’anno 1989, 15 gennaio. Un pomeriggio in cui la città di Roma ‘chiuse’ per derby. Stadio Olimpico, Lazio contro Roma, Materazzi contro Liedholm. Una partita che sulla carta non aveva storia per la supremazia giallorossa. Invece accadde l’impensabile. Una Lazio guerriera e cinica, nonostante le assenze di Martina, Sclosa, Gregucci e Gutierrez. L’inserimento del ventenne Di Canio, prodotto del vivaio biancoceleste. Sarà lui a fare la storia di quel derby ed entrare nella storia della Lazio.

Minuto 25, apoteosi Di Canio

Una Roma irriconoscibile soffre il pressing alto ed estenuante della lazio. Al minuto 25 ecco il vantaggio della Lazio. Di Canio trafigge Tancredi con una botta di destro. Poi, come Chinaglia, la corsa sotto la Sud, il dito alzato e la rabbia dei tifosi romanisti. Un’immagine che resterà nella storia dei derby capitolini. Di seguito il video di quel leggendario gol. Sofferenza finale con la Traversa di Voeller, ma anche un palo laziale. Fischio finale e la Lazio, dopo 10 anni, torna a vincere il derby capitolino.

LAZIO: Fiori, Monti, Beruatto, Pin, Marino, Piscedda, Dezotti (90′ Greco), Icardi, Di Canio, Acerbis, Sosa (87′ Muro). A disp. Bastianelli, Di Loreto, Rizzolo. All. Materazzi.

ROMA: Tancredi, Tempestilli, Nela, Massaro, E.Oddi (82′ Gerolin), Collovati, Renato (46′ Conti), Desideri, Voller, Giannini, Policano. A disp. Peruzzi, Andrade, Rizzitelli. All. Liedholm.

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