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LAZIO Parolo tra letture, giardinaggio e l’amore infinito per il biancoceleste

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LAZIO Marco Parolo ha concesso una lunga intervista a Lazio Style Channel in cui ha raccontato la sua quarantena, in attesa del ritorno al calcio giocato.

LAZIO Parolo e la sua quarantena: “Oltre agli allenamenti, mi sto dedicando anche al giardino: questa passione mi rilassa molto. Ora che ho tempo passo anche un paio d’ore a curare il verde di casa. In questo periodo abbiamo inventato molte attività a casa, dal gioco della campana fino alla caccia al tesoro. All’inizio la gente vorrà ripartire al massimo, ma aver avuto più tempo a casa porterà a delle riflessioni nel futuro. Spero che tutti riusciranno a trarre vantaggio da questo periodo di quarantena“.

LETTURE SUL CICLISMO

“Dobbiamo concentrarci proprio sugli aspetti positivi altrimenti non si riuscirà a ripartire. L’Italia riesce sempre a trovare una soluzione a tutto, mi auguro che dopo la quarantena non ci sia spazio per la follia, ma per la ponderazione. Sto leggendo un libro di Gianni Mura sul triangolo rosso, un insieme dei suoi articoli scritti sul ciclismo, una mia vecchia passione. Da piccolo guardavo spesso in tv le gare di ciclismo e la scrittura di Gianni Mura è molto poetica.

PLAYSTATION E IMMOBILE

“Mi manca molto lo spirito della competizione, anche la partitella in allenamento. È sempre bello vincere e giocare la domenica, ma la cosa che mi manca di più è appunta la sfida quotidiana. Vogliamo tornare il più presto a tutto questo. Ho seguito Immobile alla guida nel GP virtuale in Cina, lui è molto avanti rispetto a me nel gaming. Ma ci confrontiamo spesso sulla Formula 1, alla playstation lui è più forte rispetto a me, ma a livello di conoscenze magari sono più avanti io”.

L’ATMOSFERA SQUADRA-TIFOSI

“A casa ho solo un pallone della Serie A, quello del poker segnato al Pescara. C’è tanta voglia di ripartire nello spogliatoio, ci stiamo allenando intensamente. Si era creata una grande sinergia tra noi ed i nostri tifosi, grazie a loro eravamo sempre in vantaggio. C’era quell’atmosfera che ti faceva capire sin dall’inizio che non ci sarebbe stato scampo per gli avversari, nessuna tifoseria riesce a creare questo meglio della tifoseria laziale. Anche in trasferta riesce ad essere molto presente. Dovremo compensare l’assenza del pubblico con la voglia di arrivare in fondo. Quest’anno, nell’ultimo ritiro di Auronzo, c’è stato un ritmo incredibile. Gli scorsi anni si vedevano malumor, quest’anno c’è sempre stata una grande sinergia ed un’ottima qualità negli allenamenti”.

LA FORZA DEL GRUPPO

“Quando si lotta per qualcosa di concreto si hanno energie diverse. Il sogno servirà per mettere in campo ancora grande energia. La costruzione dal basso e la fase di non possesso, nella quale c’è la collaborazione di tutti, ci hanno portato in questa posizione di classifica. Dare continuità ad un progetto vuol dire anche trovare i peccati e migliorarli giorno dopo giorno. Lo staff tecnico ci sta facendo amare quello che stiamo facendo sul campo trasformando sul campo le lezioni teoriche. In questo modo siamo diventati una delle migliori difese del campionato. Spesso si è vista grande compattezza di squadra per difendere il risultato. Una caratteristica che ricorda molto la Juventus degli ultimi anni. Anche calciatori di grande qualità si sono messi a disposizione nella fase di non possesso”.

LAZIO, PAROLO TI AMA

“Negli anni passati abbiamo sempre creato molto segnando tante reti. Quest’anno c’è stato un cambiamento: avere un obiettivo come lo Scudetto porta anche a svolgere della corsa in più per aiutare i propri compagni. Il mister con il suo staff hanno avuto la capacità di mettere insieme tutti gli aspetti più positivi. I risultati parlano chiaro, il lavoro è stato svolto in maniera egregia. Possiamo ancora migliorare, la squadra ha ancora margini. Non sono più un titolare inamovibile, ho dovuto riformattare il mio cervello e la mia modalità d’allenamento. Ad una certa età si può essere utili ed indispensabili in altri modi. Ho fatto fatica all’inizio ad entrare nel ritmo giusto, perché con le partite si cresce anche fisicamente. Regolarmi ha portato a sentirmi utile per la squadra ed a ritrovare grande voglia nell’allenamento per poi mettere in difficoltà il mister nelle scelte. Ogni calciatore deve avere la coscienza pulita e dare il massimo per mettersi in mostra. Ad un certo punto della carriera bisogna cambiare anche modo di pensare e di giocare. Io amo questa maglia e questa piazza, mi sono messo a disposizione senza neanche pensarci”.

CATALDI IL DOPO LEIVA

Danilo Cataldi è già un dopo-Leiva. È un calciatore che ci sta dando tanto, anche se ha caratteristiche diverse da Lucas. Cataldi è cresciuto mentalmente e negli ultimi due anni è cresciuto molto. È un calciatore importante e può essere un perno della squadra. Sa cosa vuol dire essere laziale e può essere fondamentale per lo spogliatoio. Ha 26 anni, è nel pieno della sua carriera e la Lazio può contare su di lui”.

 

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