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Totti: “Fui vicino alla Lazio. Derby? Il peggiore si sa, è scontato”

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Un’intervista su Instagram tra Damiano Er Faina e Francesco Totti ha svelato diversi retroscena del Campione del Mondo

Totti racconta subito del periodo da bambino e fa una rivelazione: “Da bambino potevo finire a giocare con la Lazio, avevo all’incirca 8-9 anni, giocavo nella Lodigiani e i biancocelesti mi chiamarono. Mio padre però decise per la Roma, perché sapeva che io tifavo quella squadra, quindi non ha potuto decidere altrimenti. Se ora la Lazio chiamasse mio figlio per giocare? Beh, se fosse per me, prenderei in considerazione la situazione, valuterei e ci penserei. Ma questo è quello che farei io, conoscendo Cristian invece, sono sicuro che rifiuterebbe all’istante come feci io. 

DERBY

“Il derby più bello? Sembra ombra di dubbio quello che finì 5-1, Peruzzi è un fratello maggiore, non ti tradirebbe mai. Beh, è normale quale sia stato il derby più brutto in assoluto, quello del 26 maggio, non bisogna neanche pensarci. Però più che per la finale in sé, direi per la partita in generale, perché a differenza delle altre volte, c’era paura nel giocare, troppa tensione. Mentre giocavi non pensavi alla partita in generale, ma a cosa sarebbe successo una volta terminata. Qual’è stato il più forte dei biancocelesti che abbia affrontato? Nesta, il simbolo della Lazio. Lo reputo uno dei difensori più forti al mondo”.

CAMPIONATO DELLA LAZIO

“Sta andando veramente forte, nessuno si sarebbe mai aspettato una cosa del genere. Ci sono diversi giocatori che potrebbero giocare in grandissime squadre, oltre a loro c’è anche un’ottima cornice. Inzaghi poi è bravo. Però ora non so cosa potrebbe succedere dopo la ripresa, credo sarà un altro campionato. Conteranno la fortuna, la bravura e gli infortuni. Bisogna aspettare e vedere, anche se ripartirà”.

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Zaniolo, quando vincere il derby è l’unico modo per festeggiare

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Zaniolo

Zaniolo, al termine del 2-0 firmato Mkhitaryan-Pedro, si è lasciato andare ad uno dei suoi sfottò social contro i biancocelesti.

Ma Zaniolo forse non si è reso conto che, al di là del risultato finale, anche per la Roma c’era ben poco da essere felici. Lo 0-2 rimediato a casa Inter aveva infatti decretato che, il prossimo anno, i giallorossi (guidati dal neo eletto ottavo re di Roma Mourinho) saranno costretti a ripartire dall’anonimato della Conference League. In più c’è il primato cittadino, rimasto saldo nelle mani dei biancocelesti. I quali, c’è da sottolinearlo, hanno indubbiamente favorito il risultato avverso. Possono recriminare giusto per qualche occasione nel primo tempo, concessa dagli uomini di Fonseca troppo timorosi e sprecata malamente. Ma in generale – soprattutto dopo lo svantaggio – hanno dato l’impressione di essersi accontentati dell’Europa League centrata tre giorni prima col Parma. Un obiettivo minimo, alla luce delle aspettative (ben più alte) di inizio stagione. Alle quali, se avessero tenuto fede fino in fondo, probabilmente ora staremmo parlando di un risultato diverso. A Zaniolo & co cosa resta dunque? A parte il già citato approdo nell’Europa ‘minore delle minori’, c’è la ‘rivalsa’ per la brutta sconfitta dell’andata. Ben poco come consolazione, ma al talentino di quegli altri tanto basta. La sua felicità si è manifestata in tutto il suo fulgore sia, sugli spalti, da dove l’infortunio al ginocchio lo ha costretto a seguire la partita, che fuori. In una ‘storia’ pubblicata sul suo profilo Instagram, compare infatti una foto di una sua apparizione nella stracittadina e accanto la didascalia ‘Ciao belli’ e due pere (i due gol segnati). D’altronde, se la vittoria è di poco conto, il modo di festeggiarla non può non essere simile.

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