Seguici sui Social
PUBBLICITA

Arabic AR Chinese (Simplified) ZH-CN English EN French FR Italian IT Russian RU Spanish ES


Focus

ACCADDE OGGI La rovesciata di Mauri come Chinaglia (VIDEO)

Pubblicato

il

PUBBLICITA


Noi vogliamo 11 “, “Il dito verso la Sud rimarrà per l’eternità“. Con questi due striscioni posizionati in Curva Nord, i tifosi della Lazio omaggiarono il 7 aprile 2012, Giorgio Chinaglia, scomparso qualche giorno prima, esattamente l’1 aprile 2012. Quella sera la ospitò il per un match dal sapore Champions. Infatti le compagini di Reja e Mazzarri erano in lotta per il piazzamento dell’Europa che conta. Una notte dalle mille emozioni, dai gesti atletici e dalle acrobrazie immortali.

IL MATCH

I biancocelesti si affidarono al nuovo arrivato Candreva , con Mauri e Rocci. Di contro l’ex Pandev sbarcò all’Olimpico con il dente avvelenato. Fu proprio Candreva a sbloccare il match. Sponda di Rocchi, destro angolato di Romoletto che, con la complicità di De Sanctis, siglò l’1-0. Ma la reazione partenopea non si fece attendere. Come il più classico dei copioni ecco arrivare il gol dell’ex. Pandev infila Marchetti ed esulta facendo il gesto dell’ombrello contro Lotito (così disse il macedone a fine partita).

ROVESCIATA IN STILE CHINAGLIA

Ma nel secondo tempo Chinaglia dall’altro dei cieli guidò la sua Lazio al trionfo. Cross di Rocchi al centro dell’area, Mauri si coordina e con una splendida rovesciata volante sigla il 2-1. Un gol che ha fatto tornare alla mente proprio un gol di Chinaglia. Sul finire della partita poi arrivò il definitivo 3-1 biancoceleste con il rigore di Ledesma. In tribuna anche il figlio di Chinaglia.

Continua a leggere
Pubblicità

Focus

LA NOSTRA STORIA – Luciano Re Cecconi, il carrozziere di Nerviano

Pubblicato

il



Luciano Re Cecconi nacque a Nerviano l’1 dicembre del 1948. Figlio di un operaio, cresciuto con due fratelli e una sorella. Nei suoi occhi celesti la fierezza fatta di silenzi e di improvvisi scoppi di felicità.

L’ANEDDOTO CHE AMAVA RACCONTARE

E proprio questi slanci genuini di gente semplice che si voleva bene devono aver sollecitato Vittorio Emanuele II di ritorno dalla battaglia di Magenta a concedere un Re co­me prefisso a gente tanto sanguigna e lavoratrice. “La vita mi ha dato anche un Re davanti al cognome – amava raccontare Luciano come a molti miei compaesani. Siamo orgogliosi di ciò, l’episodio di Vittorio Emanuele viene tramandato di generazione in generazione”. In casa i problemi sono tanti e il giovane Re Cecconi inizia presto a lavorare per aiutare la famiglia. Prima calzolaio, poi garzone in un negozio di frutta e verdura, infine carrozziere. Ma la sua vera passione è il pallone.

GLI INIZI

Muove i suoi primi passi nel mondo del calcio nell’Aurora Cantalupo. Poi passa alla Pro Patria e da quest’ultima al Foggia. Qui incrocia un personaggio al quale rimarrà legato per sempre, Tommaso Maestrelli, allora allenatore della squadra pugliese. Il Foggia stupisce tutti e riesce a raggiungere la Serie A ma a fine stagione la squadra torna nella serie cadetta e con lei anche Cecco, mentre il tecnico nel frattempo arriva alla , anch’essa nella serie minore.

L’ARRIVO ALLA LAZIO

Conquistata la promozione in A mister Maestrelli si ricorda subito di quel suo allievo biondino che tanto aveva fatto bene ai suoi ordini e convince il presidente biancoceleste, Umberto Lenzini, ad acquistare Re Cecconi e a portarlo in biancoceleste. A Roma Cecco vive un triennio felice conquistando addirittura uno scudetto, il primo per la gloriosa società biancoceleste. Ma lui non si monta la testa, resta quel Luciano sempre modesto che i suoi compaesani avevano sempre conosciuto e che resterà fino alla maledetta sera della sua scomparsa. Un colpo di pistola interrompe la sua vita. Un istante che lo ha portato via tanto presto alla sua famiglia ed a tutti quelli che lo hanno conosciuto e gli hanno voluto bene. Ma lui non ci ha lasciato, la sua anima non si è dissolta in quel colpo, ma vive in tutti coloro che ancora ricordano quell'”Angelo” biondo che volava sul campo infiammando i cuori dei tifosi che lo adoravano.

SEGUICI SU TWITTER

Continua a leggere

Articoli più letti