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ACCADDE OGGI La rovesciata di Mauri come Chinaglia (VIDEO)

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Stefano Mauri ex capitano della Lazio


Noi vogliamo 11 “, “Il dito verso la Sud rimarrà per l’eternità“. Con questi due striscioni posizionati in Curva Nord, i tifosi della Lazio omaggiarono il 7 aprile 2012, Giorgio Chinaglia, scomparso qualche giorno prima, esattamente l’1 aprile 2012. Quella sera la ospitò il per un match dal sapore Champions. Infatti le compagini di Reja e Mazzarri erano in lotta per il piazzamento dell’Europa che conta. Una notte dalle mille emozioni, dai gesti atletici e dalle acrobrazie immortali.

IL MATCH

I biancocelesti si affidarono al nuovo arrivato Candreva , con Mauri e Rocci. Di contro l’ex Pandev sbarcò all’Olimpico con il dente avvelenato. Fu proprio Candreva a sbloccare il match. Sponda di Rocchi, destro angolato di Romoletto che, con la complicità di De Sanctis, siglò l’1-0. Ma la reazione partenopea non si fece attendere. Come il più classico dei copioni ecco arrivare il gol dell’ex. Pandev infila Marchetti ed esulta facendo il gesto dell’ombrello contro Lotito (così disse il macedone a fine partita).

ROVESCIATA IN STILE CHINAGLIA

Ma nel secondo tempo Chinaglia dall’altro dei cieli guidò la sua Lazio al trionfo. Cross di Rocchi al centro dell’area, Mauri si coordina e con una splendida rovesciata volante sigla il 2-1. Un gol che ha fatto tornare alla mente proprio un gol di Chinaglia. Sul finire della partita poi arrivò il definitivo 3-1 biancoceleste con il rigore di Ledesma. In tribuna anche il figlio di Chinaglia.

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LA NOSTRA STORIA – Karl Heinz Riedle, il tedesco volante

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Il 16 settembre 1965 nasce a Weiler l’ex attaccante della Lazio Karl Heinz Riedle. Inizia a giocare nei dilettanti con la squadra del suo paese natale e poi con l’Augsburg dove resta fino al 1985/86. Nella stagione seguente è titolare nel BW 90 Berlin. Nel 1987/88 viene acquistato dal Werder Brema dove gioca fino alla stagione 1989/90.

LE CARATTERISTICHE

Attaccante determinato e coraggioso, puntava la rete cercando sempre la profondità. Spigoloso ma corretto, amato dai sostenitori biancocelesti perché usciva dal campo sempre e solo dopo aver dato il massimo sul terreno di gioco. Il suo colpo migliore – nonostante non fosse molto alto – con il quale ha realizzato la maggior parte delle sue reti era il colpo di testa. Abilità dovuta a una straordinaria capacità di rimanere sospeso in aria e da un tempo di stacco perfetto, il colpo secco di fronte terminava spesso in fondo alla rete.

L’ARRIVO ALLA

Nella stagione 1990/91 è Gian Marco Calleri a portarlo a Roma per 10 miliardi di lire. In maglia biancoceleste disputa tre campionati: nei primi due gioca accanto a Ruben Sosa, mentre l’ultimo al fianco di Giuseppe Signori. Quando Sergio Cragnotti lo cede al Borussia Dortmund, i tifosi laziali protestano ma il tutto scema presto per via dell’acquisto del campione croato, Alan Boksic. Con la Lazio l’attaccante tedesco vince il Trofeo Città de La Linea nel 1990 e la Coppa delle Capitali nel 1992.

IL RITORNO IN GERMANIA

Nel Borussia gioca dal 1993/94 al 1996/97. Nel 1997/98 si trasferisce nelle file del Liverpool e nel 2000 al Fulham nella serie B inglese. Terminata la carriera agonistica intraprende quella di allenatore in Inghilterra. Durante la sua carriera ha vestito anche la maglia della Nazionale Tedesca esordendo nel 1987. In seguito vince i Mondiali del 1990, partecipa al Campionato europeo del 1992 e viene convocato anche per i Mondiali del 1994.

DOPO IL RITIRO

Da tecnico “Kalle”, questo il suo soprannome, guida il Fulham ma oltre ad allenare diventa dirigente sportivo nel club svizzero del Grasshopper per poi fondare un’agenzia professionale, la Trustar AG. Inoltre l’ex centravanti tedesco ha aperto una scuola calcio ad Oberstufen chiamata “Kalle Riedle Soccer Academy”.

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