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Parla la Iena Filippo Roma: “Vi spiego perchè ho fatto l’inchiesta sul caso Zarate”

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Filippo Roma Le Iene


Il servizio sul caso realizzato da Filippo Roma ancora non è andato in onda ma le polemiche sono già tante. Arriva la spiegazione dell’inviato de

Un presunto pagamento in nero sullo stipendio di Zarate. Una vicenda di tantissimi anni fa che è tornata a galla per l’inchiesta portata avanti da Filippo Roma, inviato de Le Iene. Il servizio si basa sulle dichiarazioni dell’agente Ruzzi e dovrebbe andare in onda nella giornata di martedì. Tante le polemiche intoro a questa vincenda, uscita in un momento in cui gli attacchi al presidente sono innumerevoli. Ma Filippo Roma ha voluto dare una spiegazione sul perchè di questa inchiesta, affidandosi ad un lungo post.

I “PERCHE'” DELL’INVIATO DELLE IENE

Ho girato un servizio che racconta di una presunta frode fiscale, avvenuta anni fa, legata al pagamento dello stipendio di Zarate da parte della . Per questo motivo sono stato accusato di faziosità da molti tifosi bianco celesti in quanto e’ noto che io sia romanista. Io capisco che questa circostanza possa generare dubbi e rabbia. Però sia chiara una cosa. Non ho realizzato questa inchiesta perché sono un anti laziale ma semplicemente perché ho fatto il mio mestiere di inviato. Mi e’ arrivata nelle mani questa storia e l’ho raccontata. Se la stessa vicenda avesse riguardato la Roma, state certi che il servizio lo avrei realizzato lo stesso. Perché chi fa il mio lavoro, quando si imbatte in una notizia, non può che diffonderla, cosi come fa il centravanti che, quando riceve l’assist, non può che tirare in porta. Detto questo, molti tifosi della Lazio mi stanno travolgendo di messaggi. Ci sono molti sfottò che mi fanno anche ridere, parecchie ingiurie che tuttavia non mi offendono perché non sono permaloso. Poi ci sono minacce, che accolgo con poco favore, tra cui, purtroppo, alcune arrivate direttamente a mio figlio Francesco. E queste, da padre, mi preoccupano. Tra l’altro, ironia della sorte, lui e’ anche laziale. E’ nato nel pomeriggio del 14 Maggio del 2000 esattamente negli stessi minuti in cui la Lazio stava vincendo il suo secondo scudetto. Questo avvenimento lo ha considerato da sempre un segno del destino al quale non poteva sottrarsi e al quale neanche io potevo oppormi. Ora. Se volete, continuate tranquillamente a criticare, a sfottermi anche ad offendermi. Ma lasciate perdere le minacce, soprattutto nei confronti di mio figlio. Anche perché già mi sono rivolto alle autorità competenti per denunciare la cosa e non esiterò a farlo di nuovo se dovessero arrivare altri messaggi del genere“.

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