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Il laboratorio di analisi fa chiarezza – “Nella gara contro il Torino, i giocatori della Lazio erano tutti negativi”

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Serie A – Il laboratorio di analisi dove vengono effettuati i tamponi fa chiarezza e tutela la Lazio. “Tutti negativi in campo col Torino. Dei 3 non partiti per la Russia un solo positivo, non contagioso”.

“Tutti i calciatori della S.S. Lazio scesi in campo domenica scorsa a Torino sono risultati negativi ai tamponi effettuati nei due giorni precedenti, il 30 e 31 ottobre. Nei successivi test effettuati lunedì 2 novembre un solo calciatore ha riportato una bassa carica virale relativa al gene N, che è un gene non specifico del Covid ma appartenente alla famiglia più generica dei Coronavirus. Mentre gli altri due dei tre che non sono partiti per San Pietroburgo, e che per i laboratori Uefa sono positivi, ai nostri esami sono del tutto negativi al Covid”. E’ quanto spiega all’ANSA Massimiliano Taccone, presidente di Futura Diagnostica, il centro specialistico di Avellino al quale si rivolge la Lazio per processare i suoi tamponi. Non mi permetterei mai di mettere in discussione il lavoro dei laboratori Uefa – precisa Taccone – ma non è la prima volta che i risultati non coincidono. E comunque faccio presente che parliamo di una discordanza su 2 dei 122 tamponi che abbiamo eseguito lunedì sul gruppo Lazio. Già prima della gara di Champions col Borussia del 20 ottobre – aggiunge Taccone – c’è stato un caso di presunta positività (negativo per noi) rispetto al quale l’Uefa ha rivisto il proprio giudizio dopo aver rifatto l’esame. Pensiamo possa essere successa la stessa cosa per questi due giocatori che a noi risultano negativi e a loro positivi. Su numeri così grandi può accadere. Per quello che ci consta – conclude il presidente Taccone – la Lazio ha rispettato i protocolli alla lettera.”. Una dichiarazione che fa chiarezza sulla vicenda e, mette a tacere le critiche dei faziosi e dei maligni.

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LAZIO Riccardo Cucchi parla di Maradona e del loro incontro

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Intervenuto all’interno del programma C’mon Lazio, in onda su Non è la Radio, Riccardo Cucchi ha parlato di Maradona e ricordato l’incontro con il campione argentino.

Riccardo Cucchi è intervenuto ai microfoni di Non è la Radio e ha ricordato il suo incontro con Diego Armando Maradona. “Sì, ne ho vissuto tante, sono stato fortunato, ho lavorato in un epoca in cui nel nostro calcio era pieno di campioni, tra questi sicuramente Maradona”, ha riferito, “ho avuto il piacere di conoscere Diego Armando Maradona, di lui conservo un ricordo speciale: un’intervista realizzata in Svizzera che mi era stata chiesta per ricordare il Maradona che aveva vinto il mondiale con l’Argentina, mi aveva chiesto di non trattenerlo più di 3 minuti, invece rimanemmo al tavolo del bar dell’albergo per 45 minuti con caffè svizzero. Il suo rimase lì, abituato come era a bere caffè napoletani. Io non riuscivo a distogliere lo sguardo dal suo piede, lui mi chiese come mai lo stavo fissando e gli risposi che stavo cercando di capire quale segreto nascondesse il piede. Non l’ho mai saputo e non l’ho mai scoperto”. E ancora: “Quello che faceva Maradona era trasformare l’impossibile in possibile”. “Sembrava tutto facile, ma in realtà non lo era affatto, non aveva doti fisiche o atletiche adatte, tendeva a ingrassare, si allenava poco ma quando aveva il pallone tra i piedi tutto cambiava, la partita si illuminava”, ha proseguito. Maradona è morto nel giorno in cui sono morti Fidel Castro e George Best: “Una circostanza che ci porta a due riflessioni, la prima è che Maradona era legato a Fidel Castro” e poi “il paragone con Best mette insieme la grandezza del calciatore e anche la fragilità dell’uomo, ma quando erano in campo erano veramente Dei del pallone, Maradona era un Dio in campo”. Cucchi ha infine dedicato un pensiero alla Lazio e all’ultima partita: “Una bella Lazio, fatemelo dire, mi è piaciuta molto la squadra, la coralità, l’impegno, la concentrazione. Sono rimasto molto soddisfatto. Due o tre eccellenze dell’altro giorno: Ciro è straordinario, Correa è imprendibile e poi Acerbi in questo momento uno dei difensori più forti d’Italia”.

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