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Lotito arrabbiato con la Uefa: pronta la battaglia legale per i tamponi

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arrabbiato con la – Il presidente non ci sta, vuole avere una maggiore chiarezza sulla questione , non vuole affrontare altre partite senza giocatori

Lotito arrabbiato con la Uefa – La esce indenne dal girone di boa di Champions, ma sicuramente, sarebbe riuscita ad accumulare più punti se la Uefa, non avesse impedito ad alcuni giocatori di scendere in campo per ben due partite di fila. Già, i biancocelesti al momento, sembrano essere la squadra più penalizzata dai tamponi europei. Anche per la sfida di ieri pareggiata 1-1, ha dovuto rinunciare a diversi giocatori importanti, tra cui Immobile e Leiva, entrambi negativi al tampone della Serie A. Ma nonostante i diversi stop imposti dalla Uefa, gli uomini di Inzaghi, si ritrovano al secondo posto del girone con due partite in casa da disputare. Ora, ci saranno due settimane di stop prima di disputare la quarta partita, perciò Lotito, spera che in quel caso, i suoi calciatori, riusciranno a essere tutti disponibili senza che nessun tampone, impedisca la loro presenza. Come riporta Il Corriere dello Sport, sembrerebbe che il presidente Lotito, sia pronto a iniziare una battaglia legale nei confronti della Uefa per tutte le vicende che stanno succedendo in queste due partite. Anche se, prima di iniziare questa battaglia, ha l’obbiettivo di raggiungere un’uniformità di giudizio di analisi dei tamponi tra le coppe europee e quelle nazionali, per poter avere la tranquillità necessaria per affrontare i prossimi match.

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LAZIO Riccardo Cucchi parla di Maradona e del loro incontro

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Intervenuto all’interno del programma C’mon , in onda su Non è la Radio, Riccardo Cucchi ha parlato di Maradona e ricordato l’incontro con il campione argentino.

Riccardo Cucchi è intervenuto ai microfoni di Non è la Radio e ha ricordato il suo incontro con Diego Armando Maradona. “Sì, ne ho vissuto tante, sono stato fortunato, ho lavorato in un epoca in cui nel nostro calcio era pieno di campioni, tra questi sicuramente Maradona”, ha riferito, “ho avuto il piacere di conoscere Diego Armando Maradona, di lui conservo un ricordo speciale: un’intervista realizzata in Svizzera che mi era stata chiesta per ricordare il Maradona che aveva vinto il mondiale con l’Argentina, mi aveva chiesto di non trattenerlo più di 3 minuti, invece rimanemmo al tavolo del bar dell’albergo per 45 minuti con caffè svizzero. Il suo rimase lì, abituato come era a bere caffè napoletani. Io non riuscivo a distogliere lo sguardo dal suo piede, lui mi chiese come mai lo stavo fissando e gli risposi che stavo cercando di capire quale segreto nascondesse il piede. Non l’ho mai saputo e non l’ho mai scoperto”. E ancora: “Quello che faceva Maradona era trasformare l’impossibile in possibile”. “Sembrava tutto facile, ma in realtà non lo era affatto, non aveva doti fisiche o atletiche adatte, tendeva a ingrassare, si allenava poco ma quando aveva il pallone tra i piedi tutto cambiava, la partita si illuminava”, ha proseguito. Maradona è morto nel giorno in cui sono morti Fidel Castro e George Best: “Una circostanza che ci porta a due riflessioni, la prima è che Maradona era legato a Fidel Castro” e poi “il paragone con Best mette insieme la grandezza del calciatore e anche la fragilità dell’uomo, ma quando erano in campo erano veramente Dei del pallone, Maradona era un Dio in campo”. Cucchi ha infine dedicato un pensiero alla Lazio e all’ultima partita: “Una bella Lazio, fatemelo dire, mi è piaciuta molto la squadra, la coralità, l’impegno, la concentrazione. Sono rimasto molto soddisfatto. Due o tre eccellenze dell’altro giorno: Ciro Immobile è straordinario, Correa è imprendibile e poi Acerbi in questo momento uno dei difensori più forti d’Italia”.

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