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TORINO LAZIO GIAMPAOLO: “Sono incazzato, perdere così è follia”

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Torino Lazio Giampaolo mastica amaro dopo la clamorosa sconfitta nel finale per mano di Caicedo. Il tecnico dei granata furibondo in conferenza stampa post gara.

Giampaolo ai microfoni della stampa: “Follia, non è possibile perdere una quando si sta 3-2 al novantesimo. Al 92′ è vita o morte, abbiamo bisogno di punti e di muovere la classifica per tirarci fuori. Queste sono sconfitte che ti ammazzano, non è giustificabile. Faccio fatica a pensare alla prossima partita, devo smaltire questa ed è tosta. Mi auguro che la sia avvelenata, che non dorma, che abbia voglia di spaccare il mondo come mi sento io. Non dirò nulla alla squadra, ci vuole un esorcista. Cosa dirò alla squadra? Niente, se parlo faccio danni. Non sono mai stato così avvelenato in carriera. Oggi non riesco a fingere. Dovrei recitare la solita conferenza del cazzo”. 

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LAZIO Riccardo Cucchi parla di Maradona e del loro incontro

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Intervenuto all’interno del programma C’mon Lazio, in onda su Non è la Radio, Riccardo Cucchi ha parlato di Maradona e ricordato l’incontro con il campione argentino.

Riccardo Cucchi è intervenuto ai microfoni di Non è la Radio e ha ricordato il suo incontro con Diego Armando Maradona. “Sì, ne ho vissuto tante, sono stato fortunato, ho lavorato in un epoca in cui nel nostro calcio era pieno di campioni, tra questi sicuramente Maradona”, ha riferito, “ho avuto il piacere di conoscere Diego Armando Maradona, di lui conservo un ricordo speciale: un’intervista realizzata in Svizzera che mi era stata chiesta per ricordare il Maradona che aveva vinto il mondiale con l’Argentina, mi aveva chiesto di non trattenerlo più di 3 minuti, invece rimanemmo al tavolo del bar dell’albergo per 45 minuti con caffè svizzero. Il suo rimase lì, abituato come era a bere caffè napoletani. Io non riuscivo a distogliere lo sguardo dal suo piede, lui mi chiese come mai lo stavo fissando e gli risposi che stavo cercando di capire quale segreto nascondesse il piede. Non l’ho mai saputo e non l’ho mai scoperto”. E ancora: “Quello che faceva Maradona era trasformare l’impossibile in possibile”. “Sembrava tutto facile, ma in realtà non lo era affatto, non aveva doti fisiche o atletiche adatte, tendeva a ingrassare, si allenava poco ma quando aveva il pallone tra i piedi tutto cambiava, la si illuminava”, ha proseguito. Maradona è morto nel giorno in cui sono morti Fidel Castro e George Best: “Una circostanza che ci porta a due riflessioni, la prima è che Maradona era legato a Fidel Castro” e poi “il paragone con Best mette insieme la grandezza del calciatore e anche la fragilità dell’uomo, ma quando erano in campo erano veramente Dei del pallone, Maradona era un Dio in campo”. Cucchi ha infine dedicato un pensiero alla Lazio e all’ultima partita: “Una bella Lazio, fatemelo dire, mi è piaciuta molto la , la coralità, l’impegno, la concentrazione. Sono rimasto molto soddisfatto. Due o tre eccellenze dell’altro giorno: Ciro Immobile è straordinario, Correa è imprendibile e poi Acerbi in questo momento uno dei difensori più forti d’Italia”.

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