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La zona Caicedo, dal 92imo in poi, ci pensa lui. Inzaghi se lo coccola

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La zona Caicedo – Lascia tutti senza voce, quando si tratta di segnare all’ultimo respiro arriva lui, Felipe Caicedo, l’uomo degli ultimi minuti

La zona Caicedo – La strofa che tutti abbiamo cantato poco prima del lockdown “Amami o faccio un Caicedo” ieri, è tornata a circolare tra i tifosi, già, perché il panterone è riuscito a riportare l’apoteosi ancora una volta all’ultimo secondo. L’uomo della provvidenza o meglio della “zona Caicedo” così è stata ribattezzata la zona Cesarini, che ormai in casa spetta a Felipe, il gol di ieri al 98′ non è il primo, sono già ben 5 le volte in cui ha deciso la partita segnando dal 91′ in poi: Samp-Lazio 1-2 92’, Sassuolo-Lazio 1-2 91’, Lazio-Juventus 3-1 95’, Cagliari-Lazio 1-2 98’ e -Lazio 3-4 98’. La Lazio non molla mai, lo ha testimoniato anche il nuovo arrivato Akpa Akpro che durante un’intervista si è lasciato sfuggire un “non molliamo un …..”, un’espressione colorita che però, rende l’idea di quanta voglia abbia questa squadra.

DA PARTENTE A 3 PUNTI PESANTI

Felipe era stata quasi ceduto in Arabia, al suo posto la Lazio aveva acquistato Muriqi. Sembrava tutto fatto, la sua cessione doveva essere solo definita e invece alla fine è rimasto e ha conquistato 3 punti importantissimi per questa squadra. Sì, perché con tutte le difficoltà avute in questi giorni, la vittoria di ieri ha un sapore speciale, con tanti acciaccati, giocatori mancanti, riuscire a ribaltare una partita in ben 3 minuti sembrava impossibile, invece grazie alla caparbietà di Immobile e la “zona Caicedo” tutto ciò è stato possibile. Inzaghi punta molto su di lui, ci crede, lo ha ritenuto sempre un giocatore indispensabile e non a caso, lo butta spesso nella mischia, sa che su di lui, ci si può contare e nella serata di ieri è stato ripagato alla grande. Il numero 32 continuerà a stupire e chissà, magari a regalare altre emozioni nella “zona Caicedo”, nel frattempo, la Lazio sale a quota 10 in classifica.

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LAZIO Riccardo Cucchi parla di Maradona e del loro incontro

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Intervenuto all’interno del programma C’mon , in onda su Non è la Radio, Riccardo Cucchi ha parlato di Maradona e ricordato l’incontro con il campione argentino.

Riccardo Cucchi è intervenuto ai microfoni di Non è la Radio e ha ricordato il suo incontro con Diego Armando Maradona. “Sì, ne ho vissuto tante, sono stato fortunato, ho lavorato in un epoca in cui nel nostro calcio era pieno di campioni, tra questi sicuramente Maradona”, ha riferito, “ho avuto il piacere di conoscere Diego Armando Maradona, di lui conservo un ricordo speciale: un’intervista realizzata in Svizzera che mi era stata chiesta per ricordare il Maradona che aveva vinto il mondiale con l’Argentina, mi aveva chiesto di non trattenerlo più di 3 minuti, invece rimanemmo al tavolo del bar dell’albergo per 45 minuti con caffè svizzero. Il suo rimase lì, abituato come era a bere caffè napoletani. Io non riuscivo a distogliere lo sguardo dal suo piede, lui mi chiese come mai lo stavo fissando e gli risposi che stavo cercando di capire quale segreto nascondesse il piede. Non l’ho mai saputo e non l’ho mai scoperto”. E ancora: “Quello che faceva Maradona era trasformare l’impossibile in possibile”. “Sembrava tutto facile, ma in realtà non lo era affatto, non aveva doti fisiche o atletiche adatte, tendeva a ingrassare, si allenava poco ma quando aveva il pallone tra i piedi tutto cambiava, la partita si illuminava”, ha proseguito. Maradona è morto nel giorno in cui sono morti Fidel Castro e George Best: “Una circostanza che ci porta a due riflessioni, la prima è che Maradona era legato a Fidel Castro” e poi “il paragone con Best mette insieme la grandezza del calciatore e anche la fragilità dell’uomo, ma quando erano in campo erano veramente Dei del pallone, Maradona era un Dio in campo”. Cucchi ha infine dedicato un pensiero alla Lazio e all’ultima partita: “Una bella Lazio, fatemelo dire, mi è piaciuta molto la squadra, la coralità, l’impegno, la concentrazione. Sono rimasto molto soddisfatto. Due o tre eccellenze dell’altro giorno: Ciro Immobile è straordinario, Correa è imprendibile e poi Acerbi in questo momento uno dei difensori più forti d’Italia”.

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