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LA NOSTRA STORIA Tanti auguri a Attilio Lombardo

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Lombardo
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Il 6 gennaio 1966 a Santa Maria la Fossa, in prov. di Caserta, veniva alla luce uno dei giocatori della Lazio più vincente di tutti i tempi: Attilio Lombardo.

Trasferitosi sin da bambino a Zelo Buon Persico, in prov. di Milano, Attilio Lombardo inizia a giocare appena diciottenne in Serie C2 con il Pergocrema. Nel 1985 passa in Serie B alla Cremonese. Dopo quattro anni nelle fila dei grigio-rossi nel 1989 arriva alla Sampdoria, guidata all’epoca da Vujadin Boškov, per 4 miliardi di lire. Con la squadra ligure vinse la Coppa delle Coppe 1989-1990, lo Scudetto nel 1990-1991, la Supercoppa italiana nel 1991, la Coppa Italia 1993-1994. Fu fra i giocatori più importanti di quella squadra che arrivò alla finale di Coppa dei Campioni persa ai supplementari contro il Barcellona nel 1991-1992. Nell’estate del 1995 passa alla Juventus di Lippi per 10,5 miliardi di lire, però durante il precampionato si infortuna seriamente ad una gamba (frattura di tibia e perone), stop che lo costrinse a restare fermo per un lungo periodo. In bianconero Lombardo vince la Champions League 1995-1996 e lo Scudetto 1996-1997. Nel 1997 si trasferisce per 5,9 miliardi di lire al Crystal Palace in Inghilterra, dove resta per una stagione e mezza e dove, il 13 marzo del 1998, assume la carica di allenatore ad interim fino al 29 aprile.

L’ARRIVO ALLA LAZIO

Il 21 gennaio 1999 torna in Italia per giocare nella Lazio, dove resta fino a gennaio 2001, conquistando lo Scudetto 1999-2000, il terzo della sua carriera dopo quelli vinti con la Sampdoria e con la Juventus. Nel mercato invernale del 2001 torna alla Sampdoria in Serie B, dove l’anno successivo chiude la carriera da calciatore. Per 18 volte ha indossato la casacca della Nazionale ma non ebbe fortuna poiché pur avendo preso parte ad alcune gare di qualificazione per i Mondiali 1994 e 1998 e per l’Europeo 1996 non partecipò a nessuna competizione.

LA CARRIERA DA ALLENATORE

Una volta appesi gli scarpini al chiodo inizia la carriera da allenatore nelle giovanili della Sampdoria, arrivando nel 2005/06 anche ad allenare la Primavera. In seguito allena il Chiasso, il Castelnuovo Garfagnana e il Legnano. Nel 2009 allena lo Spezia in Lega Pro Seconda Divisione fino al 12 ottobre quando si dimette lasciando la squadra al terzo posto. L’anno dopo è al Manchester City, guidato dall’ex compagno di squadra Roberto Mancini, dove ricopre il ruolo di osservatore. Nel 2012 diventa allenatore dell’Under-21 dei Citizen. Il 15 maggio 2013, in seguito all’esonero di Mancini, si dimette dall’incarico. Nel settembre 2013, sempre al fianco del Mancio va al Galatasaray, ricoprendo il ruolo di collaboratore tecnico. Nel 2014 viene ingaggiato come vice allenatore dallo Schalke 04 allenato da Roberto Di Matteo. Il 26 maggio 2015 dopo le dimissioni di Di Matteo lascia l’incarico. Il 21 maggio 2016 con l’arrivo al Torino di Sinisa Mihajlovic come allenatore, ne diviene il vice. Viene esonerato il 4 gennaio 2018 insieme al resto dello staff.

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LA NOSTRA STORIA Tanti auguri a Mauro Tassotti

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Mauro Tassotti ex Lazio ex Milan

Il 19 gennaio 1960 nasce a Roma uno dei più forti difensori italiani: Mauro Tassotti. Terzino destro cresciuto nelle giovanili della Lazio.

Nel 1978, agli ordini di Roberto Clagluna, Mauro Tassotti si aggiudica con la Primavera la prima storica Coppa Italia di categoria della società biancoceleste. Il 5 novembre 1978 a diciotto anni contro l’Ascoli fa il suo esordio in prima squadra. Durante la sua permanenza nella squadra romana giocò due partite nella Nazionale Juniores, 5 – con una rete – nella Nazionale Under 21 e due nella Nazionale Olimpica. Resta tre stagioni in maglia biancoceleste.

LA CARRIERA IN ROSSONERO

Nell’estate del 1980 viene ceduto per motivi economici al Milan. Con Franco Baresi, Paolo Maldini e Alessandro Costacurta, ha formato la difesa rossonera tra la fine degli anni ottanta e la metà degli anni novanta vincendo di tutto. 4 scudetti (1988, 1992,1993,1994), 2 Coppe dei Campioni e la Champions League del 1994, alzata con la fascia da capitano al braccio a causa dell’assenza in finale di Franco Baresi, nel suo palmarès. Debutta in azzurro a 32 anni partecipando ai Mondiali del 1994. Dopo appena sette partite disputate termina la sua carriera in nazionale a causa di una gomitata rifilata a Luis Enrique – che gli costerà 8 giornate di squalifica – nei quarti di finale contro la Spagna. Nel 1997, a 37 anni, si ritirò dal calcio giocato.

LA CARRIERA DA ALLENATORE

Appesi gli scarpini al chiodo allena per cinque stagioni la Primavera del Milan conquistando per due volte il Torneo di Viareggio. Nella stagione 2000/01 subentra a Zaccheroni insieme a Cesare Maldini sulla panchina della prima squadra rossonera. Nella stagione seguente diventa l’allenatore in seconda di Carlo Ancelotti e lo rimarrà per otto stagioni, poi lo sarà anche di Leonardo e di Allegri. A giugno 2015 con la nomina ad allenatore dei rossoneri di Siniša Mihajlović non è più vice allenatore. Da luglio ricopre un ruolo di osservatore. Il suo nuovo compito è quello di seguire da vicino la crescita dei giovani rossoneri che vengono mandati in prestito. A luglio del 2016 rescinde consensualmente il contratto in scadenza nel 2017 lasciando così il Milan dopo 36 anni per seguire come allenatore in seconda l’ex milanista Andriy Shevchenko sulla panchina della Nazionale ucraina.

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