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Nuovo attacco ai tifosi della Lazio in tv, la Costamagna costretta alle scuse

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Nuovo attacco ai tifosi della Lazio in tv e più precisamente durante la trasmissione Agorà in onda su Rai3. La conduttrice Luisella Costamagna per placare le polemiche è intervenuta per le scuse ufficiali.

Nel corso della trasmissione andata in onda ieri mattina Riccardo Barenghi, giornalista de La Stampa, si era espresso nei confronti dei laziali con una battuta di dubbi gusto. In particolare ha dichiarato: “Guardate gli assembramenti durante il compleanno della Lazio. Già che sono tifosi della Lazio… oltretutto hanno fatto una festa senza mascherina”. In studio poi qualche risatina di troppo che non ha fatto chiaramente piacere ai tifosi biancocelesti. Il giornalista ha poi detto all’AdnKronos: “Io non ho i social, la mia era una battuta, per il resto no comment”. Anche la conduttrice del programma Luisella Costamagna ha provato a stemperare gli animi: “Ieri c’è qualcuno che si è arrabbiato per una battuta fatta da un nostro ospite sui tifosi della Lazio. Era solo una battuta, non c’era alcun intento malevolo. Se qualcuno si è offensi, ci scusiamo, mi scuso io per prima a nome del programma. Dopodiché Agorà ospite tutte le idee, tutte le opinioni e tutte le fedi calcistiche”.


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EURO2021 Gare a Roma a rischio a causa del Covid

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EURO2021 Gare a Roma a rischio a causa del Covid: il piano dell’UEFA.

EURO2021 Gare a Roma a rischio a causa del Covid. Proprio la pandemia, come noto, ha costretto gli organizzatori a posticipare la manifestazione dal 2020 al 2021. Nei progetti, avrebbe dovuto essere un torneo ‘itinerante’, da disputarsi in ben 12 città. La corsa della malattia però non si ferma: in alcuni paesi la situazione è molto critica e ciò potrebbe incidere non poco sui viaggi che si dovrebbero effettuare per giocare le partite. L’Uefa sta dunque riflettendo per capire come muoversi e agire. Tra le proposte – riporta ‘Repubblica’ – quella di ‘tagliare’ alcune delle città coinvolte. Tra esse anche la Capitale, soprattutto se l’Olimpico dovesse continuare, come ora, a restare chiuso al pubblico. Questa non è però l’unica soluzione in campo: al vaglio infatti c’è anche la possibilità di giocare l’Europeo in un solo paese. Il dilemma si protrarrà fino a marzo, quando dovrebbe arrivare la decisione definitiva. Roma aspetta. E spera.

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