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LA NOSTRA STORIA Tanti Auguri a Stefano Mauri

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Stefano Mauri ex capitano della Lazio
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L’ex capitano biancoceleste Stefano Mauri spenge oggi 40 candeline. Nato a Monza l’8 gennaio del 1980 inizia la sua carriera di calciatore nelle giovanili della sua città. Nel 1996 passa al Brugherio dove resta fino al ’98, anno in cui si trasferisce al Meda, dove rimane per tre stagioni.

Centrocampista imprevedibile ma non molto veloce sa smistare bene il pallone trovando spesso il compagno più libero. Spesso cambia la posizione in campo inserendosi in zona gol con i tempi giusti. Nell’estate 2001 arriva al Modena, dove gioca per due stagioni. Nel 2003 la società emiliana lo cede in prestito al Brescia, dove gioca 30 partite e mette a segno 7 reti. A fine campionato viene ceduto all’Udinese. Nella finestra invernale del 2006 passa in prestito alla Lazio e a fine stagione viene riscattato dalla società biancoceleste.

Per questioni mai del tutto accertate legate al calcioscommesse nel campionato 2013-14 viene squalificato per sei mesi per omessa denuncia. Nella squadra capitolina disputa nove stagioni e mezza collezionando – fino al 9 luglio 2015, giorno dell’annuncio del suo addio alla Lazio – 241 presenze e 41 reti in campionato. Dopo il suo addio, preso in piena sintonia con la società, Stefano pubblica un toccante messaggio sul suo sito personale.

QUESTO IL TESTO

“Nel mio cuore sono stato, sono e sarò sempre il Capitano della mia amata Lazio.
Con il Presidente Lotito ho sempre avuto un ottimo rapporto. Non abbiamo mai, e sottolineo mai, avuto problemi contrattuali, men che meno problemi di soldi. È sempre bastata una stretta di mano.
In questi giorni ho più volte parlato con il Presidente e di comune accordo abbiamo deciso di terminare qui, dopo quasi 10 stupendi anni, il nostro rapporto professionale e di salutarci con il sorriso e tante lacrime.
Mi mancherà tutto.
Mi mancherà la mia fascia.
Mi mancherà la mia maglia.
Mi mancherà il mio armadietto.
Mi mancherà l’odore di Formello.
Mi mancheranno i miei compagni, dei quali per tanti anni, con fierezza, ne sono stato il Capitano.
Mi mancheranno tutte quelle persone che per anni hanno fatto parte della mia quotidianità e che non dimenticherò mai.
Mi mancherà il vostro eccezionale tifo e il vostro calore, unico al mondo.
Grazie di cuore per il vostro sostegno. Mi avete aiutato a sorridere anche quando avrei voluto solo piangere.
L’Aquila rimarrà sempre nel mio cuore.
Non smetterò MAI di essere uno di Voi.
Di solito il tempo cura le ferite, anche quelle più profonde…spero sia così anche per me.
Sono certo che questo sia un arrivederci e non un addio…
Con onore, fede ed orgoglio. Stefano Mauri.
Il Vostro Capitano.
Forza S.S. Lazio ….sempre!”

Dopo essersi allenato per qualche mese con il Racing Club Roma, squadra di Lega Pro allenata da Giuliano Giannichedda nel gennaio 2017 passa a parametro zero al Brescia di Cristian Brocchi. A fine stagione si ritira e ottiene il patentino da allenatore UEFA B che gli consente di allenare fino agli Allievi nelle squadre professionistiche e tutte le squadre dilettanti. Il 5 dicembre 2017 ottiene la licenza da direttore sportivo. Da agosto 2018 collabora come opinionista radiofonico a Radiosei.

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Lazio Di Bello ti rovina la partita: rigore inesistente e secondo gol di mano

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Lazio Di Bello ti rovina la partita

Lazio Di Bello ti rovina la partita – La partita di ieri sera è stata condizionata inizialmente dall’arbitro che ne ha rovinato l’andamento

Lazio Di Bello ti rovina la partita – 5 gol subiti sono tanti, la colpa è anche della Lazio e la sua difesa che a ogni tiro in porta prendeva sistematicamente gol con un Reina alquanto colpevole di 2-3 gol. L’atteggiamento dopo i due gol subiti non è stato dei migliori, in quel momento la Lazio avrebbe potuto reagire ma dopo aver visto il rigore concesso e negato (con l’espulsione) loro nello stesso momento e il secondo gol la squadra è ceduta mentalmente. Ma andando ad analizzare proprio i primi due gol scopriamo che il rigore per il Napoli non c’era, Milinkovic entra chiaramente prima sul pallone anticipando Manolas che spunta all’improvviso da dietro e non viene toccato e sul ribaltamento abbiamo un rigore netto con espulsione a Hysai che tira Lazzari. La partita si sarebbe messa su tutt’altro binario.

SECONDO GOL IRREGOLARE

Ma anche il secondo gol del Napoli non è stato regolare, infatti Mertens dopo il lancio di Insigne controlla la palla con il piede destro e fa carambolare la palla sul suo braccio sinistro aperto che devia ampiamente la posizione proprio di questa facendola finire nella direzione giusta per il dribbling perfetta. Il Var in questo caso non è intervenuto né avrà visto il tocco di mano chiaramente influente ai danni dell’azione, la palla sarebbe schizzata verso Fares e Martens non avrebbe continuato l’azione. Insomma come al solito a Napoli la Lazio viene quasi sempre penalizzata da errori arbitrali che come in questo caso sono stati determinanti. Radu ha provato a contrastare il belga e ha notato subito il tocco di mano riferendolo all’arbitro ma non è stato ascoltato. Ovviamente la partita sarebbe potuta andare in un altro modo e dopo il 2-0 la Lazio avrebbe potuto reagire cercando la rimonta invece di continuare a commettere errori ma la partita è stata chiaramente indirizza anche sotto l’aspetto mentale.

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