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LA NOSTRA STORIA Tanti auguri a Giuseppe Favalli

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LA NOSTRA STORIA GiuseppeBeppe’Favalli nasce a Orzinuovi, in prov. di Brescia, l’8 gennaio 1972. È il calciatore della Lazio che ha indossato più volte in partite ufficiali la maglia biancoceleste (401).

Terzino di fascia in possesso di buona tecnica, è dotato di un fisico solido ma non potente. Il suo lato debole sono stati i numerosi infortuni riportati nel corso della carriera a causa dell’estrema fragilità muscolare. Costante nel rendimento, affidabile e con spiccato senso tattico. Favalli comincia la sua carriera nelle giovanili della Cremonese nel 1987, dove poi fa il suo esordio in prima squadra. Nell’estate del 1992 il presidente Sergio Cragnotti lo porta alla Lazio, insieme ai compagni di squadra Dario Marcolin e Mauro Bonomi, per una spesa complessiva di 15 miliardi.

I primi tempi per il giovane difensore si rivelano difficoltosi. Appare timido e disorientato e gli addetti ai lavori e i tifosi lo considerano poco adatto alla compagine romana. Il tecnico biancoceleste, Dino Zoff, però crede in lui e a dispetto dei critici persevera nel lasciarlo titolare. Favalli pian piano migliora il suo rendimento fino a diventare un punto fermo della squadra. Anche Zdenek Zeman lo ritiene fondamentale per gli equilibri della squadra, ma lo sposta a coprire la fascia leggermente in proiezione più avanzata. Il giocatore oltre a difendere aiuta i centrocampisti e spesso serve ottimi assist alle punte.

CAPITANO BIANCOCELESTE

Anche con Sven Goran Eriksson e Roberto Mancini è titolare fisso. Dopo la partenza di Alessandro Nesta viene promosso a capitano della squadra. Favalli si è fatto molto apprezzare dai tifosi laziali che lo ricordano con molta riconoscenza. Con i biancocelesti in 12 stagioni ha disputato 298 partite di campionato con 4 reti. In tutto, 401 gare ufficiali e 6 reti. Al termine della stagione 2003/04 poco prima di lasciare la Lazio, acquista un’intera pagina del Corriere dello Sport per salutare tutti i tifosi e tutte le persone che hanno lavorato con lui nei suoi tanti anni di permanenza nella capitale. Con la società biancoceleste è stato Campione d’Italia, ha vinto 3 Coppe Italia, 2 Supercoppe italiane, 1 Coppa delle Coppe e 1 Supercoppa UEFA.

LE MILANESI E LA NAZIONALE

Alla scadenza del contratto passa all’Inter dove resta per due stagioni. In nerazzurro vince 1 scudetto a tavolino e 2 Coppe Italia. Nel 2006 passa al Milan dove gioca per quattro stagioni, vincendo una Champions League e – senza mai scendere in campo – 1 Supercoppa Uefa e 1 Coppa del Mondo per club. Durante la sua lunga carriera ottimo anche il suo contributo alla Nazionale Italiana. Ha giocato 9 gare con l’Under 18 segnando 1 rete, 24 con l’Under 21 con 2 reti, 6 nella Nazionale Olimpica alle Olimpiadi di Barcellona del 1992 e 8 nella Nazionale maggiore. Dopo una carriera ultraventennale al termine della stagione 2009/10 ha annunciato il suo ritiro dalle scene calcistiche.

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ACCADDE OGGI Il derby di Di Canio con l’esultanza sotto la Curva Sud (VIDEO)

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15gennaio1989 – Campionato Italiano di calcio Serie A 1988/89 – Quel gol di Di Canio e i festeggiamenti sotto la Sud.

Di Canio come Chinaglia

Correva l’anno 1989, 15 gennaio. Un pomeriggio in cui la città di Roma ‘chiuse’ per derby. Stadio Olimpico, Lazio contro Roma, Materazzi contro Liedholm. Una partita che sulla carta non aveva storia per la supremazia giallorossa. Invece accadde l’impensabile. Una Lazio guerriera e cinica, nonostante le assenze di Martina, Sclosa, Gregucci e Gutierrez. L’inserimento del ventenne Di Canio, prodotto del vivaio biancoceleste. Sarà lui a fare la storia di quel derby ed entrare nella storia della Lazio.

Minuto 25, apoteosi Di Canio

Una Roma irriconoscibile soffre il pressing alto ed estenuante della lazio. Al minuto 25 ecco il vantaggio della Lazio. Di Canio trafigge Tancredi con una botta di destro. Poi, come Chinaglia, la corsa sotto la Sud, il dito alzato e la rabbia dei tifosi romanisti. Un’immagine che resterà nella storia dei derby capitolini. Di seguito il video di quel leggendario gol. Sofferenza finale con la Traversa di Voeller, ma anche un palo laziale. Fischio finale e la Lazio, dopo 10 anni, torna a vincere il derby capitolino.

LAZIO: Fiori, Monti, Beruatto, Pin, Marino, Piscedda, Dezotti (90′ Greco), Icardi, Di Canio, Acerbis, Sosa (87′ Muro). A disp. Bastianelli, Di Loreto, Rizzolo. All. Materazzi.

ROMA: Tancredi, Tempestilli, Nela, Massaro, E.Oddi (82′ Gerolin), Collovati, Renato (46′ Conti), Desideri, Voller, Giannini, Policano. A disp. Peruzzi, Andrade, Rizzitelli. All. Liedholm.

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