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LAZIO TORINO – Da Giacomelli a Fabbri: la storia è sempre la stessa

LAZIO TORINO - Da Giacomelli a Fabbri, gli arbitraggi delle sfide all'Olimpico tra biancocelesti e granata sono sempre pessimi. E sempre (o quasi) vanno nella direzione contraria ai padroni di casa.

LAZIO TORINO - Da Giacomelli a Fabbri, ormai, se non è un dato di fatto, poco ci manca: la Lazio, quando affronta in casa il Torino, non è praticamente mai fortunata con gli arbitri. Ci ricordiamo tutti la direzione scandalosa del ternano, che nel 2017 diede una mazzata non da poco alle ambizioni Champions.

Lazio Torino

Quel rigore clamorosamente non concesso a Immobile, che fu anzi espulso su indicazione del Var, grida ancora vendetta. Ebbene, ieri sera in ballo non c'era niente (almeno non per i biancocelesti), ma la solfa non è mutata di una virgola.

UNA PARTITA 'NON VINTA' PRIMA

Prima di addentrarci nell'analisi dell'operato del signor Fabbri, è necessario tuttavia fare una premessa. Si è detto che la Lazio di Simone Inzaghi ha condannato alla Serie B il Benevento del fratello Pippo. Su questo possiamo anche essere d'accordo, ma solo in parte. Perchè, se è vero che, al netto delle decisioni arbitrali avverse, la Lazio ha sprecato l'incredibile (perfino un rigore con Immobile), è altrettanto vero che i biancocelesti la partita non l'hanno 'non vinta' ieri sera.

L'hanno non vinta quando, lo scorso 2 marzo, il Torino, spalleggiato dalla Asl piemontese, decise di non venire a Roma per la presenza in squadra di un nutrito focolaio Covid. Mentre, quando è stato il turno della Lazio, si è assistito a trasferte di Champions (mica amichevoli in periferia!) effettuate con una decina di giocatori di movimento. E senza che nessuna Asl o una qualsiasi autorità sanitaria si sia presa la briga di intervenire o di dire una parola al riguardo.

Non l'ha vinta la partita quando il comportamento del Torino, pur giudicato "non improntato ai canoni della lealtà sportiva e della correttezza" (bensì, in parole povere, alla furbizia), invece di essere punito con un giusto 0-3 a tavolino, è stato addirittura quasi premiato con il rinvio della gara.

IERI LA CILIEGINA SULLA TORTA

E arriviamo così a ieri, alla direzione di Fabbri. Che rappresenta, in un certo modo, il completamento dell'opera, la classica 'ciliegina sulla torta'. Il 38enne romagnolo si è reso infatti protagonista adottando un diverso metro di giudizio per episodi simili nell'arco dei 90'. Ha iniziato negando nel primo tempo un gol a Immobile. Il motivo, un tocco dell'attaccante su Nkolou prima di spedire la palla nel sacco.

Roba lieve, ma per il Var Aureliano tanto grave da giustificare l'annullamento. Sorvoliamo sull'ammonizione (a cuor leggero) al già diffidato Luiz Felipe (che costringerà Inzaghi a inventarsi la difesa nell'ultima di campionato). E passiamo al rigore negato a Muriqi: il kosovaro, appena saltato per impattare di testa, viene sbilanciato da una spallata di Ansaldi e cade in piena area. In questo caso, a differenza del precedente, il Var non ritiene opportuno intervenire.

Ma il clou viene raggiunto sul rigore dato a Immobile, in un primo momento punito per un fuorigioco inesistente. E infine, il contrasto, in pieno disinteresse del pallone, di Bremer ancora su Muriqi, sempre in area. A nulla valgono le proteste dei laziali: l'arbitro non concede il penalty ai biancocelesti ma punizione ai granata, per un fallo del numero 94 di Inzaghi. Missione compiuta, pericolo Serie B scampato: Cairo (e la sua 'Gazzetta') ringraziano...

CAIRO RISPONDE A IMMOBILE

https://www.youtube.com/watch?v=bhAUc9ByvxA

Biografia autore

Villani

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