Marchetti sulla Lazio: serve un cambio di passo in società, Motta deve avere più spazio tra i pali
Federico Marchetti non usa mezze misure nel giudizio sulla gestione della Lazio, prendendo di mira con chiarezza il direttore sportivo Angelo Fabiani. L’ex portiere biancoceleste, intervenuto a RadioSei, ha messo sotto la lente diversi aspetti critici, partendo proprio dalla figura del ds e dalla situazione dei portieri nel club capitolino.
«Fabiani non è la persona giusta per guidare la Lazio in questa fase», ammette Marchetti con tono netto. Il riferimento alla gestione complessiva della società è esplicito, specie rispetto al rapporto con l’ambiente biancoceleste e la capacità di valorizzare la squadra e i singoli. A suo avviso, la linea societaria attuale non rispecchia la storia e l’importanza del club, e serve un cambio di passo per tornare a un “clima normale” che al momento sembra lontano.
Sul fronte dei portieri, Marchetti sottolinea come la cessione di Provedel fosse prevista anche per ragioni economiche, mentre su Christos Mandas, giovane greco rientrato con occhi puntati sul ruolo da titolare, esprime un giudizio positivo. «Mandas ha qualità, è reattivo e veloce ma necessita di ritrovare continuità dopo una stagione con poco gioco. Se la Lazio gli darà fiducia potrà essere decisivo». Diverso il discorso per Francesco Motta: «Mi piace, però non è ancora pronto per una piazza come l’Olimpico. Farlo giocare da secondo rischia di rallentare la sua crescita, dovrebbe avere l’opportunità di sbagliare per migliorare».
Marchetti ritorna anche su alcuni retroscena legati al suo passato con la Lazio, ricordando il grande lavoro fatto da Sarri nella scorsa stagione, nonostante quel rammarico per la finale persa. Una nota amara riguarda il suo tentativo di tornare a seguire gli allenamenti, negato da Fabiani, che lui stesso definisce “individuo non qualificato” per un ruolo così delicato in una società con la tradizione della Lazio. Nel suo racconto emerge un ambiente ad oggi poco ricucito e difficilmente riconoscibile per i tifosi.
Infine uno sguardo alla situazione attuale della squadra e del tecnico Gennaro Gattuso: «Il mister ha tanto da fare per rimettere in piedi un progetto serio, ma senza il supporto dei tifosi e con lo stadio così desolato è un percorso molto complicato». Il richiamo è esplicito: senza quel coinvolgimento emotivo che contraddistingue l’Olimpico quando è pieno, la sfida diventa ancora più dura.
Come rilevato da www.lazionews24.com, l’opinione di Marchetti offre una lettura critica ma fondata sulla realtà odierna della Lazio, un monito che invita a riflettere non solo sul campo ma soprattutto nella gestione societaria e nel rapporto con chi da sempre vive intensamente la maglia biancoceleste.