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Muriqi, la via per arrivare al cuore della Lazio passa attraverso i…piedi

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Muriqi, dopo un anno, non ha certamente ripagato i 20 milioni spesi per acquistarlo. Ma recuperare l’investimento è ancora possibile.

Muriqi è stato uno dei grandi, se non il più grande, flop dell’ultimo mercato estivo. Arrivato a settembre dal Fenerbahce, non è riuscito in questi pochi mesi a tenere fede alle aspettative. Troppo alte forse, ma d’altronde, quando si sborsano 20 milioni (mica bruscolini!) per l’acquisto, al termine oltretutto di una lunga (ed estenuante) trattativa, non è che ci si possa aspettare diversamente. Ma fatto sta che il bilancio è finora impietoso: appena 2 squilli tra campionato e Coppa Italia, cui si sono accompagnate numerose prestazioni molto al di sotto della media. L’ultima mercoledì sera contro il Parma: un’occasione più unica che rara, complice anche un avversario che non aveva null’altro da chiedere al campionato. Ma ahimè, anche questa miseramente fallita. E chiusa in modo indecoroso, tra gesti di stizza in panchina e occhiate di Inzaghi a fargli capire che non poteva prendersela con nessuno se non con sé stesso.

Le cause del fallimento di Muriqi

Muriqi
Muriqi con il ds della Lazio Igli Tare

Nel corso di questi mesi, in casa Lazio ci si è a lungo interrogati sul perché di questo basso rendimento. Dopo varie ipotesi, tutte plausibili (mancato ambientamento, piazza troppo esigente ecc.), si è giunti alla conclusione che la risposta è più semplice di quanto non si pensi. In sostanza, il calciatore non è scarso (non può esserlo, altrimenti non staremmo parlando di un elemento nel giro stabile della Nazionale). Scarsa casomai è la sua adattabilità al gioco di Inzaghi. Il classe ’94 è infatti il classico ‘pennellone’, l’ariete da area di rigore lesto negli spazi stretti, che mette la sua forza fisica e la sua abilità sulle palle alte al servizio della squadra. Caratteristiche eccellenti, ma che purtroppo mal si sposano con quelle nella testa del tecnico. Il quale davanti predilige pedine più mobili, in grado di svariare su tutto il fronte offensivo. Anche, se necessario, di andare a prendersi il pallone a centrocampo, per condurlo, dopo una lunga e faticosa cavalcata, in fondo al sacco.

Le soluzioni per Muriqi

E allora? Ormai la stagione è praticamente finita e, con essa, anche le opportunità per il giocatore di mettersi in mostra e provare a mostrare di che pasta è fatto. Tuttavia per il futuro, non è impossibile che non ce ne siano delle altre. Ma bisognerà cominciare a lavorarci da subito a bocce ferme, per fare in modo che non subiscano lo stesso esito delle precedenti. Come? In due modi principalmente. Il primo, quello più semplice, è trovare al ragazzo una nuova sistemazione. Magari, sarebbe l’ideale, con la formula del prestito secco, in modo da poter lavorare senza eccessive pressioni sul diamante grezzo e riportarlo poi alla base più forte e luccicante. L’importante è che si tratti di una squadra che ne sfrutti e valorizzi le doti, fino a fargli toccare il più alto livello possibile di esaltazione. Ma d’altro canto, capiamo anche che il presidente Lotito potrebbe non voler svalutare l’investimento, come succederebbe nel caso di una discesa di categoria o di un approdo in un campionato ‘minore’.

Muriqi: è giusto dargli un’altra possibilità?

Per cui, e qui entra in gioco la seconda modalità, si potrebbe provare a concedergli un’altra chance in maglia biancoceleste. A patto però di concentrare ogni energia sul ‘tallone d’Achille’ (almeno a quanto si è visto finora) del ragazzo: il gioco palla a piede. Ogni volta che il numero 94 è stato chiamato in causa, è apparso infatti lento e impacciato, incapace di capitalizzare anche quando servito favorevolmente davanti alla porta. Ebbene, è su questi aspetti che dovrà lavorare. E chissà che l’aria salubre del ritiro di Auronzo non possa dargli una mano. Certo non sarà facile, magari ci vorrà del tempo, ma lui dovrà mettercela davvero tutta per migliorare. Perché un anno un po’ sotto tono, visto che è il primo, può anche starci, ma al secondo un nuovo flop difficilmente verrebbe perdonato. I precedenti in questo senso tra i compagni, da Luis Alberto a Caicedo (tanto per restare tra ‘colleghi’ di reparto), sono incoraggianti. E quindi forza Vedat, aggiungi anche le tue penne alle ali dell’aquila. Per volare insieme verso grandi e gloriosi traguardi.


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FOCUS Date tempo a Sarri, anche con il Napoli partì “lento”

Inizio non dei migliori per la Lazio di Sarri, ma anche con il Napoli non iniziò bene

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Inizio non dei migliori per la Lazio di Sarri, ma anche con il Napoli non iniziò bene

Altra sconfitta per la Lazio di Sarri, dopo il Milan in campionato, arriva di misura anche con il Galatasaray in Europa League. Ma non bisogna creare allarmismi, il tecnico toscano anche alla sua prima stagione a Napoli non ingranò subito e la sua partenza fu “lenta.

9 PUNTI IN 6 GIORNATE

Nella prima stagione al Napoli, dopo 6 giornate era fermo a 9 punti, raccogliendo a malapena metà bottino disponibile. La Lazio ha raccolto quasi gli stessi punti dopo appena 3 giornate di Campionato (6).

LE AVVERSARIE ?

Si ma avrà affrontato solo big rispetto a noi“. No non è esattamente così.

  • Sassuolo – Napoli 2-1 (1^ Giornata)
  • Napoli – Sampdoria 2-2 (2^ Giornata)
  • Empoli – Napoli 2-2 (3^ Giornata)
  • Napoli – Lazio 5-0 (4^ Giornata)
  • Carpi – Napoli 0-0 (5^ Giornata)
  • Napoli – Juventus 2-1 (6^ Giornata)

Questo a dimostrazione che anche quel Napoli ricco di stelle da Higuain ad Hamsik passando per Mertens e Callejon dovette ingranare con i nuovi schemi del mister. Quindi abbassiamo le critiche e piena fiducia a Sarri.

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SARRI SULLA SQUALIFICA !

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Il caso Immobile, la scarpa d’oro criticata da tutti

Il caso Immobile, il bomber della Lazio messo alle strette tra chi lo critica e chi lo sostiene

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Il caso Immobile, il bomber della Lazio messo alle strette tra chi lo critica e chi lo sostiene

Il caso Immobile, che l’Italia vinca, perda o pareggia l’ultima parola del tifoso italiano medio va sempre al bomber della Lazio.

IMMOBILE : LA SCARPA D’ORO DEI RIGORI

In un paese dove Lewandoski segna e i polacchi gioiscono, la scarpa d’oro italiana è criticata da tutti. “Segna solo su rigore“, gli stessi rigori che a livello di Nazionale ci hanno regalato un Mondiale ed un Europeo, ma se li segna Immobile sono una formalità. Quello dei rigori è solo il minimo degli “insulti” che subisce il numero 17. La morsa dei social è una grande piaga per il calcio moderno, non solo Immobile anche lo stesso Bernardeschi ha subito accuse da tutta Italia per delle sue dichiarazioni pre-Europeo. Alle volte bisognerebbe ricordarsi che prima di essere calciatori sono uomini con dei sentimenti e gli insulti feriscono l’animo.

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IL MONDO DEL CALCIO

Se la critica del tifoso può essere all’ordine del giorno, non dovrebbe accadere da parte della stampa. Un organo competente che tira le colpe di ogni disfatta al solito Immobile. Fanno scalpore le parole di Varriale : “Dobbiamo lavorare per sostituire Immobile” o di Sconcerti : “Generoso, ma non adatto alla Nazionale“. Se poi le parole arrivano anche da ex colleghi, vedi Cassano, allora qualcosa nel mondo moderno del calcio non va.

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I NUMERI CON LA LAZIO E LA NAZIONALE

All’attivo Immobile è comunque il miglior marcatore della Nazionale di Mancini, questo a dimostrazione che gli eventuali sostituti non sono all’altezza. Con la Lazio, Immobile è un re. Triplette, doppiette, assist, numeri da vero bomber quale è. La discrepanza sta nel tipo di gioco e negli interpreti, in Nazionale non ci sono i Luis Alberto e Milinkovic di turno che fanno salire la squadra e servono Immobile sugli inserimenti. Nel gioco di Mancini tutte le punte hanno fatto difficoltà a segnare, facendo un gioco molto dispendioso, fatto di sponde e lanci agli esterni, ma al tifoso e alla stampa (non estera) questo pare sia sfuggito.

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CAICEDO NON DIMENTICA LA LAZIO

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Assist man Serie A – Il primato è in casa Lazio

Assist man Serie A – Il campionato è iniziato con le prime 2 giornate all’insegna di gol e grandi colpi. Un biancoceleste in testa

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Relativamente al capitolo assist man Serie A a tinte biancocelesti. Il primato, seppur circoscritto ad appena due giornate, è infatti occupato da Luis Alberto. Lo spagnolo, che negli ultimi anni si era distinto per la sua attitudine a mandare in porta i compagni, aveva però chiuso lo scorso campionato con 0 assist, seppur con 7 gol all’attivo.

INIZIO COL BOTTO

La Serie A 2021/22 è invece iniziata col botto per il fantasista iberico che, dopo un esordio in chiaro scuro a Empoli, ha regalato ben 3 assist nel 6-1 allo Spezia, due per Immobile e uno per Hysaj. Luis Alberto, che ha poi chiuso il match regalandosi anche la prima rete stagionale, punta a ritagliarsi un ruolo da protagonista anche nella Lazio di Sarri. Non resta che mettersi comodi e godersi lo show. Al secondo posto Barella e Abraham a quota 2 assist.

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Assist man Serie A

Lotito sul mercato

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