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Lazio e Pedro Neto, un’occasione persa che apre la strada al grande affondo del Manchester City

Di Vittorio Chirico26 Luglio 2026 - 16:072 ore fa 3 min di lettura
pedro neto

Pedro Neto: dal silenzio di Roma al clamore della Premier, la Lazio ha perso un talento vero

Pochi minuti, poche chance, un’opportunità sprecata. Pedro Neto a Roma è stata una storia che parla di occasioni mancate e di un potenziale lasciato a marcire nel dimenticatoio biancoceleste. Oggi, con il Manchester City che punta dritto su di lui, la domanda è una sola: come ha fatto la Lazio a non capire il valore di un talento così cristallino?

Nel cuore della Premier League, dove il calcio è spettacolo e gestione del talento, Pedro Neto è diventato una stella, un esterno offensivo capace di accendere le corsie con corsa e dribbling che hanno fatto impazzire tifosi e addetti ai lavori. Il Manchester City, squadra plurivincente e regina del mercato, sembra pronto a portarlo in casa, stuzzicato dall’interesse del suo allenatore Enzo Maresca, che lo segue con attenzione e ne conosce pregi e numeri. Questo scenario mette in evidenza l’errore madornale commesso dalla Lazio, incapace di valorizzare un giocatore arrivato giovanissimo e con la stoffa per spaccare il mondo.

Quando nel 2017, appena diciassettenne, Pedro Neto varcò i cancelli di Formello dall’Academia del Braga, tutti si aspettavano almeno uno sviluppo graduale. Invece, la sua esperienza biancoceleste si ridusse a un battito di ciglia: 5 partite ufficiali, senza mai una vera occasione da titolare, e un sistema tattico di Inzaghi, basato sul 3-5-2, che non offriva spazio a un esterno rapido e creativo come lui. Non un fallimento di rendimento, ma di opportunità. La Lazio non gli ha costruito intorno una speranza, lo ha lasciato stagnare, condannandolo poi a una cessione che ha segnato un brutto colpo per la società.

Il Wolverhampton ha fatto il miracolo. In Inghilterra, Neto ha trovato un terreno fertile dove esprimere il proprio talento, ottenendo fiducia, continuità e ruoli offensivi chiari. Da quel momento, 135 presenze, 14 gol e 24 assist in un campionato tra i più duri e corteggiati al mondo hanno certificato la sua ascesa. Il Chelsea lo ha comprato nel 2024 per una cifra importante, puntando su un giocatore che ora, con 10 gol e 10 assist in 52 gare, si è consacrato come uno degli esterni più affidabili della Premier.

Eppure, il conto amaro rimane a Roma e a Formello. La Lazio ha perso un pezzo importante del futuro, consegnando nelle mani di altri un talento che avrebbe potuto essere parte importante del progetto Gattuso. Il tecnico calabrese lavora giorno dopo giorno per dare identità e sostanza a una squadra che fatica a decollare: questo tipo di errori sul mercato e nella gestione di giovani promesse pesa, eccome. I tifosi biancocelesti guardano con amarezza e polemica quando vedono la trasformazione di Neto in un campione, mentre a Roma non veniva nemmeno preso in considerazione.

Il nodo vero non è soltanto nel passato, ma nelle domande che restano aperte per il futuro. In un mercato sempre più competitivo, dove il minimo dettaglio conta, la Lazio può davvero permettersi di lasciare andare così tanti talenti senza un piano serio di valorizzazione? E soprattutto, come si colloca il lavoro di Gattuso in questa strategia societaria, se i calciatori più promettenti finiscono per crescere altrove?

Nel frattempo, il Manchester City si prepara a giocarsi il colpo che può cambiare ancora una volta le gerarchie della Premier League. Per la Lazio, invece, resta la sensazione di un’occasione sprecata e forse di un futuro da chiarire, perché “così non si può andare avanti”, è il pensiero che circola tra molti tifosi. La domanda, adesso, è inevitabile: quanto peso hanno davvero le scelte di Formello in un club che vuole restare protagonista? E quanto costa, in termini sportivi, questa incapacità di costruire intorno ai giovani?

A Formello servono risposte vere, non giustificazioni postume. Il mercato passa, ma certe sensazioni di fallimento restano. E il popolo biancoceleste questa volta non sembra disposto a far finta di nulla.

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