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Maldini e Leonardo si ritirano: Mancini torna in corsa, la panchina dell’Italia si riapre e la Lazio osserva attenta

Di Vittorio Chirico28 Luglio 2026 - 00:072 ore fa 3 min di lettura
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Bomba nella Federazione: Maldini e Leonardo si ritirano e spunta Mancini, che succede all’Italia? E cosa c’entra la Lazio?

La notizia ha il sapore di uno shock per chi segue il calcio italiano da vicino, Lazio inclusa. Dopo appena 16 giorni, il progetto brillante pensato da Paolo Maldini e Leonardo nella FIGC implode senza appello. Le dimissioni dei due big, annunciate da Sky Sport, sono la sintesi di un fallimento clamoroso: Andrea Pirlo, il volto scelto per guidare la rinascita azzurra, è crollato sotto il peso di polemiche infuocate e rapporti poco chiari con sponsorizzazioni russe. E adesso cosa succede?

Per i tifosi biancocelesti, che nelle scelte federali osservano con attenzione ogni mossa, la situazione si fa complicata. Il presidente Malagò, dopo aver inizialmente sposato l’idea di Pirlo, si ritrova a dover rimettere le carte sul tavolo. Il duetto Maldini-Leonardo, con la loro visione di un calcio moderno e strutturato, era sembrato un faro in mezzo alla nebbia. Ora, però, quella luce rischia di spegnersi senza neanche aver brillato. Il Consiglio Federale del 28 luglio diventa cruciale: non solo per la panchina dell’Italia, ma per tutto l’assetto della nostra nazionale.

Ecco che sullo sfondo emerge come un’ombra ingombrante il nome di Roberto Mancini. L’ex commissario tecnico, fresco di addio all’esperienza in Qatar con l’Al-Sadd, sembra il favorito numero uno a riprendere il timone. È la scelta conservatrice, quella della stabilità, ma fa anche emergere domande scomode. Dopo il ciclone Maldini-Leonardo e la scommessa Pirlo bruciata sul nascere, la Federazione ci sta dicendo che si torna alle vecchie abitudini? Mancini, pur rispettabilissimo e vincente, rappresenta il classico “uomo di fiducia” che ha portato l’Italia a un Europeo memorabile ma che ora rischia di non incarnare più la svolta tanto sbandierata.

Nel frattempo a Formello si guarda con attenzione a tutto questo marasma. Perché la Lazio, nella sua fase di costruzione con Gattuso, ha bisogno di segnali chiari anche dal vertice federale. Un’Italietta confusa e divisa rischia di non dare spinta ai nostri, specie a chi sogna un posto all’Olimpico o ai prossimi grandi tornei. Il rischio è che la confusione federale si traduca in incertezza anche sul mercato Lazio e nella gestione dei giovani.

La domanda, a questo punto, è inevitabile: quale sarà il vero progetto azzurro? Un progetto che parte da basi solide con figure di valore oppure un giro di poltrone all’insegna del déjà-vu? I tifosi della Lazio, che non amano mezze misure né scelte al risparmio, attendono risposte. “Così non si può andare avanti”, è il pensiero che circola tra molti sostenitori biancocelesti.

Con Maldini e Leonardo fuori gioco, e Pirlo già solo un ricordo ingombrante, la palla passa a Malagò e ai prossimi passi federali. E la sensazione tra le aquile è che questa vicenda peserà molto più di quanto si immagini. La Lazio può davvero permettersi un altro capitolo di confusione politica nel calcio italiano? La piazza aspetta segnali, non solo parole. E a Formello servono risposte, perché il tempo delle attese infinite non può durare per sempre.

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