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Flaminio in bilico: Il Gestore promette rinascita, i cittadini temono una svendita

La Soprintendenza decide in una settimana: tra promesse di Il Gestore e la retorica della riqualificazione, i tifosi della Lazio e i romani rischiano di restare spettatori impotenti di una partita che riguarda loro e i loro soldi.

Di Bruno De Leonardi4 Agosto 2026 - 15:197 minuti fa 2 min di lettura
Flaminio in bilico: Il Gestore promette rinascita, i cittadini temono una svendita

Questa settimana potrebbe segnare un punto di svolta per lo stadio Flaminio, eppure il clima è più simile a una farsa amministrativa che a un progetto condiviso. La Soprintendenza deve esprimersi, il mondo del calcio osserva, e la Società Sportiva Lazio ripete il coro della «rinascita». Peccato che, dietro le parole, ci sia una lunga sequenza di incuria e promesse rituali. Il progetto viene presentato come opportunità per i tifosi e la città, ma chi ha osservato la gestione degli ultimi anni non può non chiedersi: rinascita per chi e a quale prezzo?

La comunicazione ufficiale ricorda i soliti slogan e le soluzioni prefabbricate: eventi, aree verdi, attività giovanili. Nel frattempo la realtà sportiva racconta un’altra storia: l’allenatore della Lazio è Gattuso e la dirigenza ha recentemente ridisegnato l’organico con Mario Rossi come direttore sportivo; Ciro Immobile non veste più la maglia biancoceleste. Non si tratta di pettegolezzi, ma di segnali di adattamento a esigenze che non sempre coincidono con gli interessi dei tifosi. È legittimo domandarsi se la riqualificazione serva davvero alla collettività o se sia uno strumento per trasformare uno spazio pubblico in un prodotto vendibile a terzi.

Chi ci guadagna davvero?

Dietro la retorica di «centro per la comunità» è necessario sgombrare il campo dalle ambiguità: il rischio è che il Flaminio diventi una vetrina per investimenti privati e marketing, mentre le famiglie e i residenti si ritrovano con meno accesso e più biglietti da pagare. Nel mirino non c’è solo la squadra ma la politica delle priorità: soldi per progetti che aumentano il valore immobiliare e il pacchetto di eventi, pochi meccanismi di controllo pubblici, e nessuna garanzia concreta su prezzi, orari o servizi destinati ai giovani del quartiere. È il solito schema: grande annuncio, qualche rendering colorato, e poi la città che si adegua.

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