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La foto delle mani di Ronaldo e la ‘fede’ che parla ai laziali

Il matrimonio di Cristiano Ronaldo e la foto delle mani con le fedi su Instagram diventano spunto per pensare a cosa significhi la 'fede' per i tifosi biancocelesti.

Di Bruno De Leonardi12 Agosto 2026 - 11:301 minuto fa 2 min di lettura
La foto delle mani di Ronaldo e la ‘fede’ che parla ai laziali

Cristiano Ronaldo ha pubblicato su Instagram la foto delle loro mani con le fedi, dopo essersi sposato in Portogallo: un’immagine semplice e potente, che vale molto più di un titolo da rotocalco. Per chi vive Lazio ogni giorno quel gesto ha una risonanza diversa — perché per noi ‘fede’ non è solo un gioiello mostrato in una storia, ma una pratica quotidiana che si celebra allo Stadio Olimpico e a Formello.

La foto di Ronaldo è la prova di quanto il linguaggio del calcio moderno passi ormai dai pollici dei giocatori: annunci, ringraziamenti, presentazioni, tutti confezionati per il feed. È la stessa economia di simboli che vede il club pubblicare la stretta di mano sul contratto, la consegna della fascia al capitano o la foto della maglia con il numero nuovo. Ma attenzione: il clutch emozionale dello scatto nuziale vale a livello globale perché è intimo e totale, mentre la nostra costruzione di senso è più lunga, fatta di cori, rinnovi di abbonamento e domeniche al freddo a cantare sotto la curva.

Per noi biancocelesti ‘fede’ ha la doppia valenza poetica e concreta. C’è la fede di chi spera e soffre — quella che ti fa tornare anche dopo stagioni grigie — e c’è la ‘fede’ amministrativa del club, che si misura in chiarezza nelle scelte, in investimenti sul vivaio, nella capacità di tenere insieme gruppo e piazza. Un post perfetto non riempie gli spalti né aggiusta una rimonta: i like possono creare un’illusione di compattezza, ma conta quel che succede sul campo e nel quotidiano di Formello.

La lezione per la Lazio è semplice e utile: non farsi abbagliare dalle rapide meteore sociali. Le grandi narrazioni si costruiscono con pazienza, con identità e con segnali ripetuti, non solo con immagini effetto-wow. Quando il mercato urla, quando una foto fa il giro del mondo, ai tifosi serve ricordare che la fedeltà del club si vede nelle scelte coerenti — tecniche, societarie e di comunicazione — che non svaniscono dopo 24 ore.

Il post di Ronaldo ci ricorda anche questo: i simboli funzionano, ancora di più se sono veri. Noi continuiamo a portare la nostra fede con la sciarpa al collo e la voce in curva, con la stessa ostinazione con cui qualcuno mostra la fede al dito. È una fede meno patinata, più resistente. Ed è quella che, alla fine, decide le stagioni.

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