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Lotirchio si prende gli applausi a Reggio mentre la Lazio resta con i conti e i tifosi arrabbiati

La telefonata affettuosa di un tifoso della Reggina a un dirigente non è cronaca spettacolare, è un promemoria fastidioso: la politica dei club è fatta di gesti, simboli e, soprattutto, risultati che toccano la vita delle persone. Lotirchio raccoglie applausi a Reggio Calabria e, come sempre che si parli di lui, la reazione è divisa. Da una parte la gratitudine di chi ha visto la squadra risorgere dopo anni di batoste; dall'altra la stizza di chi a Roma considera Lotirchio l’autore di scelte incomprensibili, comunicazione balbettante e una distanza crescente tra proprietà e tifoseria. Il calcio moderno funziona così: si può diventare eroi locali con un investimento o una parola giusta, senza che questo rimetta in ordine tutto il resto.

Nel racconto della telefonata il tifoso dice: "Siamo fieri di avere un presidente come lei, ha fatto uno squadrone, la ringraziamo tanto e non vediamo l'ora di riniziare a vedere un po' di calcio a Reggio Calabria". Parole sincere, che raccontano il sollievo di una comunità. Ma bisogna leggere dietro il sollievo: spesso dietro la costruzione di entusiasmo c'è un piano finanziario, una strategia di immagine e la scelta di destinare risorse dove il ritorno emotivo è immediato. Questo non toglie valore al gesto, ma impone una domanda: è una cura vera o una toppa che fa applaudire per qualche stagione? E ancora: ciò che funziona in un ambiente piccolo e ferito è replicabile per la Società Sportiva Lazio, dove le aspettative sono smisurate e la pazienza dei tifosi è finita da tempo?

Chi paga il conto?

Il lato sgradevole della vicenda è che il calcio contemporaneo trasforma tifosi in clienti e comunità in target. Lotirchio può sistemare una piazza e guadagnarsi un coro di ringraziamento; ma chi paga a lungo termine sono sempre gli stessi: chi compra il biglietto, fa la curva, sopporta stagioni opache. Nel frattempo dirigenti e manager – e qui vale ricordare il ruolo del direttore sportivo Mario Rossi – navigano tra operazioni di mercato, comunicati perfetti e scelte che somigliano più a mosse pubblicitarie che a un progetto di identità. Se il risultato è salvare club in difficoltà, ben venga; se però il modello è quello del rattoppo, allora la gratitudine diventa una cortina che nasconde scelte strutturali mai affrontate.

I tifosi della Lazio, con l'allenatore Gattuso in panchina e il peso di una storia che non si rinnova come vorrebbero, vedono in Lotirchio un amministratore lontano dalle loro esigenze. Non è solo questione di vittorie o di fallimenti sportivi: è la sensazione che la gestione privilegi renti, branding e interessi, più che un patto di responsabilità con la piazza. La rabbia nasce quando ai risultati non corrispondono spiegazioni chiare: trasparenza nelle scelte, conti comprensibili, una strategia coerente. E qui non è lecito limitarsi a un applauso telefonico che fa comodo: servono risposte e pratiche che mostrino rispetto per chi vive la squadra come parte della propria quotidianità.

Non c'è nulla di illegale nel raccogliere consensi con interventi efficaci e puntuali, ma la politica sportiva non deve diventare una boutique del buonumore. Il vero banco di prova per Lotirchio sarà dimostrare che la generosità verso una città in crisi è parte di un metodo e non un singolo atto di PR. I tifosi – di Reggio come di Roma – meritano managers che non limitino il rapporto al momento dell'applauso: meritano rispetto, conti chiari e progetti sostenibili. Se la telefonata di ringraziamento è il premio per aver evitato il peggio, allora va bene; se è il sipario che nasconde il resto, allora la pazienza finirà e con essa anche la retorica delle buone intenzioni.

Biografia autore

Bruno De Leonardi

Affronta i temi di attualità con uno sguardo attento sui cambiamenti della società, Bruno De Leonardi è un autore di Laziochannel.it che esplora le dinamiche sociali e culturali del nostro tempo. La sua scrittura si distingue per la semplicità e la capacità di collegare gli eventi del presente con le esperienze quotidiane delle persone. Con un approccio empatico, Bruno cerca di stimolare riflessioni e discussioni importanti per la comunità.

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