Pinamonti resta in bilico: la Lazio osserva mentre Il Patron chiude il portafoglio
Claudio Lotito|Il Patron; Società Sportiva Lazio|La S.S. Lazio; dirigenza|La Cupola
Il Sassuolo ha detto no a un’offerta da 10 milioni dall’Hull City per Andrea Pinamonti, e la notizia è stata accolta come un altro promemoria fastidioso: per avere un centravanti di un certo profilo servono soldi o inventiva finanziaria che spesso mancano nella pratica quando tocca a La S.S. Lazio muoversi davvero. Nel frattempo il test amichevole contro l’Ostiamare ha consegnato al pubblico un nome caldo come Petar Ratkov, ma non basta una giovane promessa per tappare i buchi di un reparto offensivo che Gennaro Gattuso continua a chiedere di rinforzare. Il direttore sportivo Mario Rossi è sul pezzo, ma la trattativa con il Sassuolo dimostra che la valutazione del club emiliano non si piega a proposte timide: o cambi formula economica, o resti a guardare.
Il bivio tra ambizione e parsimonia
Capire la valutazione del Sassuolo è semplice: chi vende vuole ottenere il prezzo che ritiene giusto. Capire invece la politica di La Cupola è diventato meno semplice e molto irritante per i tifosi. Da una parte si sbandiera progetto, piazza e ambizioni europee; dall’altra si continua a preferire schemi contabili che trasformano il mercato in un mercato delle occasioni perse. Il problema non è che il club non guardi al bilancio — sarebbe ragionevole — ma che questa prudenza spesso diventa immobilismo, lasciando Gattuso con richieste chiare e senza risposte concrete. È una contraddizione che paga lo spettatore: chi compra abbonamenti e biglietti si aspetta un segnale diverso rispetto ai conti ostentati come alibi.
Il rifiuto della proposta inglese rende ancor più evidente che chi decide il destino dei giocatori non è l’allenatore, e neanche il direttore sportivo quando non ha i margini per trattare. È una scelta politica, di priorità, e qui entra in gioco Il Patron, che ama vantarsi di saper gestire tutto ma raramente si vede mettere mano al portafoglio quando il progetto lo richiede. Si può essere rigorosi con i bilanci senza però trasformare il mercato in una serie di annunci senza seguito: i tifosi non sono investitori pazienti, sono persone che vogliono vedere la squadra crescere sul campo adesso.
Di fronte a un Sassuolo che non molla Pinamonti, la domanda è semplice e scomoda: La S.S. Lazio ha davvero la volontà e gli strumenti per competere sul mercato oppure continuerà a limitarsi a sperare nelle scommesse interne e nelle occasioni al ribasso? Se la risposta è la seconda, allora Gattuso rischia di dover allenare ambizioni più grandi con risorse da provinciale. E i tifosi, quelli che pagano, continueranno a sentirsi presi in giro.