La Lazialità è un sentimento incredibile che forse non può essere espresso a parole, ma una volta che ci sei dentro ti invade totalmente. E’ quanto sta percependo il tecnico Gennaro Gattuso in questi primi mesi da allenatore della Lazio. La sua squadra continua a volare sulle ali dell’entusiasmo e con la vittoria sul Venezia torna in vetta alla classifica (a parimerito con Inter e Roma). Come ammesso dall’allenatore nella conferenza stampa post gara, i tifosi stanno vivendo un periodo controverso, ma non stanno facendo mancare il proprio supporto. Anche al Penzo il settore ospiti ha regalato spettacolo e trascinato i biancocelesti alla quarta vittoria su cinque in campionato.

“E’ esattamente questo l’ambiente che immaginavo da fuori, c’è gente che vive per la Lazio. Vedo bambini molto piccoli essere già tifosi dentro”, ha affermato Gattuso. Il mister calabrese ha più volte sottolineato l’importanza del popolo laziale ed ancora una volta ha utilizzato parole di stima: “i tifosi sono educati, è questa l’unica verità. La curva non viene allo stadio in casa, ma la città si vive bene anche se vivo più vicino Formello che a Roma. Non esco molto, leggo pochissimo. Sicuramente ci fanno lavorare in pace. È così: è una tifoseria che non ci mette pressione, ma ce l’abbiamo da soli, perché giochi per la maglia della Lazio e la pressione ce l’hai sempre”. Insomma, giocare con questa maglia è un grande privilegio sia per i giocatori che per il mister che allena. Parole che possono sembrare di circostanza, ma non è così. Negli anni anche un maestro come Sarri era stato pervaso dalla Lazialità. Forse il cuore di Gattuso non è stato invaso a pieno perché non ha avuto la fortuna di vedere dalla sua panchina un Olimpico pieno di bandiere biancocelesti, ma l’amore dei laziali l’ha percepito alla grande ed in questo percorso sentimentale è già sulla strada giusta.